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-AVVISO ALLE FF AA-
Gandin fu un "Traditore"
F. to: INSOLVIBILE |
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Lo confesso: distratto dalle corrosive ma, tutto sommato, divertenti critiche di cui Isabella Insolvibile
(Isainso per i suoi amici dell'Associazione "Acqui" e dell'A. N. R. P. tutti rigorosamente schierati sulle sue posizioni)
mi ha omaggiato nel suo "capolavoro", (La Resistenza di Cefalonia tra memoria e storia ed. anrp), avevo colpevolmente sorvolato sul suo giudizio nei confronti del
gen. GANDIN
da lei considerato, nella scia di Paolo Paoletti, come un TRADITORE
della Divisione Acqui.
A riprova di ciò riporto un breve stralcio di quanto ha scritto colei la cui presenza, in fattivi ruoli e non come semplice spettatrice, è una costante dei
Convegni e delle Commemorazioni di Cefalonia, organizzati dalle FORZE ARMATE le quali, se la logica ha un senso, si deve ritenere siano orgogliose di ospitarvi un personaggio che, come la Insolvibile, considera
il gen. GANDIN alla stregua di un TRADITORE
indegno della Medaglia d'Oro ricevuta
Alle pagine 18 e segg. del suo libro ella, infatti, scrive:
"I TRADITI DI CEFALONIA di Paolo Paoletti contiene la più precisa ricostruzione
(CON LA QUALE SI CONCORDA E ALLA QUALE SI RIMANDA)
degli eventi accaduti nell'isola nel biennio 1943 - 1944.
" Il grande traditore della Divisione Acqui è,
secondo lo studioso -(con il quale ella concorda, ndr.)-
il generale Antonio Gandin....
"Tanti i responsabili, MA FRA LORO SPICCA GANDIN, il generale che per tanto tempo è stato considerato il padre di quelle migliaia di "figli di mamma".
Con ciò anche quel che restava della residua onorabilità del povero Gandin crolla definitivamente sotto i duri affondi della "valente" ricercatrice i cui orizzonti culturali spaziano, evidentemente, dagli insegnamenti del Professor Guido D'Agostino, Direttore dell'Istituto Campano per la Storia della Resistenza ed esponente di spicco del
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA,
alle letture, per quanto riguarda Cefalonia, dello studioso Paolo Paoletti da Firenze, improvvisatosi Pubblico Ministero contro il gen. Gandin in una Requisitoria postuma di 350 pagine, colma di affermazioni apodittiche e preconcette nonchè della peggiore boria e alterigia che solo i toscani più antipatici e presuntuosi sono capaci di sfoggiare.
Non a caso perfino l'autore della prefazione del suo libro appare sbigottito al punto di definire quelle di Paoletti , "valutazioni molto aspre e polemiche, forse eccessive"; ma ciò non ha impedito alla 'ricercatrice' Insolvibile di concordare pienamente con esse.
Ciò premesso riteniamo giunta l'ora
-per le nostre Forze Armate-
di dare la massima pubblicità a quanto sostenuto, in buona compagnia, dalla Insolvibile, approntando magari una bella
TAVOLA ROTONDA
nel corso della quale ella, con l'assistenza di un altro ben accetto frequentatore di ambienti militari oltre che di quelli "rifondaroli", cioè il prof. D'Agostino e del 'nume' tutelare della verità di Cefalonia, Paoletti, possa esplicitare i risultati delle sue ricerche che, senz'altro, troveranno 'ottima accoglienza' da parte delle alte sfere militari.
In fin dei conti non capita tutti i giorni di venire a sapere quel che per sessant'anni non s'era saputo e cioè che
IL GENERALE ANTONIO GANDIN FU UN TRADITORE
e ciò ad opera di una giovine ricercatrice cui conferiscono meritato lustro le letture "gramsciane" di cui fa sfoggio con frequenza in relazione alla vicenda di Cefalonia oltre alle altre compiute in quella che ella definisce la sua "famiglia d'adozione", cioè l'Istituto Campano per la Storia della Resistenza ovvero quelle suggerite da illustri docenti universitari -come D'Agostino- tutti rigorosamente appartenenti alla storiografia di sinistra, schieramento che solo un revisionista 'incompetente' come il sottoscritto, poteva definire dei
"PINOCCHI MARXISTI".
C'è da augurarsi, pertanto, che le FF AA, organizzino apposite conferenze -magari itineranti- in cui i tre sunnominati espongano, al colto e all'inclita, il loro immenso scibile su Cefalonia, magari con una spruzzatina di pensiero "gramsciano" ad opera dell'Insolvibile.
A tale scopo esse potranno senz'altro usufruire dell'apporto culturale di due Associazioni, quella della 'Acqui'
presieduta dall'immarcescibile avv. Antonio Sanseverino, assertore e sostenitore del pensiero della giovine ricercatrice ( è sua la post fazione del libro) e
dell'Ass. Naz. Reduci Prigionìa, (ANRP), editrice del libro ed annoverante tra i componenti del Consiglio Direttivo, i generali Cavalera e Cappuzzo che saranno di certo lieti nell'apprendere dalla 'brillante' ricercatrice che
il loro defunto collega gen. Gandin altri non fu, che
un miserabile traditore.
La mia speranza è che il presente appello non rimanga inascoltato e pertanto, qualora non trovasse pronta eco, il sottoscritto si vedrà costretto a ripeterlo direttamente al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito confidando in un positivo riscontro che permetta alle FF AA di scegliere una volta per tutte la posizione definitiva da avere sull'argomento:
a "Sinistra" naturalmente.
Massimo Filippini
27 settembre 2004
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UN INTERESSANTE GIUDIZIO SUL SAGGIO DELLA INSOLVIBILE
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Gentile Avvocato Filippini,
La prego vivamente di pubblicare queste mie note relative ai brani del libro che mi ha inviato, del quale è autrice Isabella Insolvibile:
1) se alla pag. 40 la Insolvibile sostiene lo scarso interesse, in passato, di una buona parte della storiografia di sinistra per la questione “Acqui” a causa di una non chiara connotazione “politica” dell’azione antitedesca, non ammette forse una vera e propria “scelta” —da parte della storiografia di che trattasi— dei soli fatti “politicamente” connotati, connessa al conseguente disinteresse per taluni accadimenti che, sebbene storicamente rilevanti, nulla hanno di “politico”? Un’impostazione di questo tipo, a mio avviso, non può che farci astenere dal dissentire da una qualsivoglia sua asserzione o dal condividerla del tutto, poiché la storia è connotata per intero dalla politica, e non già parzialmente. A meno che non si voglia intendere la politica medesima solo come “fazione”, tesa non già a portare alla luce i fatti propriamente detti, quanto a interpretarli per i motivi più vari. Fino alla costruzione di “mythoi”, com’è accaduto per la tragedia di Cefalonia.
2) In ordine al Suo “www.cefalonia.it”, la Insolvibile dovrebbe spiegare perché un sito internet —o una qualsiasi altra fonte di informazione— non dovrebbe essere di facile accesso per tutti: forse che la conoscenza è roba solo per pochi iniziati? O che debba recare in sé il carattere dell’assolutezza religiosa che la filosofia greca, col suo carattere aporetico, egregiamente pose in of-side? E la decisione di distinguere gli acusmatici da coloro che sono ammessi alla mensa del sapere a chi dovrebbe spettare?
3) Per ultimo, trovo la prosa di Isabella Insolvibile davvero modesta, con le sue virgole inopportune che soffocano il periodo e i suoi due punti di esplicazione che complicano ancor più l’intreccio degli assunti. O sarà di sicuro la mia somma insufficienza a non avermi permesso di comprendere per quale ragione le testimonianze citate da Massimo Filippini non dovrebbero essere attendibili quanto quelle dei greci e di alcuni reduci che sostengono le prodezze del cosiddetto “Raggruppamento Banditi Acqui” agli ordini di Renzo Apollonio. In questo caso, un mio amico psichiatra potrebbe cavarmi senz’altro d’ogni impiccio, invece che gozzovigliare alla mia tavola e continuare a non tenere in alcun conto i doveri dell’ospitalità, tra i quali si annovera almeno il tentativo di far rinsavire gli amici. Quando avrà mai termine, dunque, questa cosiddetta Guerra Civile Fredda, per fare in modo che gli individui si confrontino senza odio latente, né disprezzo? Io spero davvero che le granate e i mitragliamenti dei moderni Stukas cessino di continuare a insidiare le voci dei morti che s’alzano dalla terra carsica di Cefalonia.
Gianfranco Ianni
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L'ELENCO COMPLETO DEI
MAESTRI DELLA INSOLVIBILE-
E' più che comprensibile che la "studiosa" Insolvibile si comporti come si comporta: non a tutti, infatti, e men che mai al sottoscritto, malvisto a destra e a sinistra, ma gradito -ed è ciò che più conta- alle persone perbene, è dato di avere, oltre a quello dell'ANRP in veste di Editore, gli altolocati appoggi sotto riportati tra cui spicca il nome del suo estimatore prof. Guido D'Agostino.
ECCO L'ELENCO DETTAGLIATO:
" Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia "Ferruccio Parri"
viale Sarca, 336 20126 Milano
tel. 02/66109131, 02/66109115, 02/66109123; fax 02/6610600
E-mail: insmli@insmli.it
Costituito nel 1949 . Ente riconosciuto con legge 16 gennaio 1967, n. 3
Organi dirigenti
Presidente: Oscar Luigi Scalfaro
Presidente onoraria: Tina Anselmi
Vicepresidenti: Paola Carucci, Guido D'Agostino
Segretario generale: Gianfranco Maris
Consiglio Direttivo: Enzo Collotti, Claudio Dellavalle, Mimmo Franzinelli, Luigi Ganapini, Mario Isnenghi, Lutz Klinkhammer, Piergaetano Marchetti, Gianni Perona, Alberto Preti, Raimondo Ricci, Sergio Zucca".
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A ROMA IN CASI DEL GENERE SI DICE "SALTA CHI ZOMPA" E NOI AGGIUNGIAMO:
"BEATA LEI CHE LO PUO' FARE"
MF
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