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....ma la sua ingloriosa fine si avvicina sempre più
* * *
CEFALONIA: STERMINIO DELLA DIVISIONE
O
RAPPRESAGLIA SUGLI UFFICIALI ?

Ad Acqui si continua
CONSAPEVOLMENTE
a tacere degli ultimi risultati degli studi su Cefalonia e si continua a parlare
"dei fatti drammatici in cui è stata sterminata la Divisione"
come si legge nell'articolo sul locale giornale online L'Ancora.
Che il silenzio sia VOLUTO allo scopo di continuare a parlare di
S T E R M I N I O
lo dimostra il seguente brano dell'articolo che riferisce di un simposio tenutosi ad Acqui per stigmatizzare la recente archiviazione tedesca:
"La sentenza, definita "assolutamente inaccettabile", è quella con cui la procura di Monaco ha archiviato il procedimento penale contro l'unico imputato della strage, ancora in vita, l'ex ufficiale , Otmar Mulhauser che è stato identificato
-scrive l'articolista C. R. -
tra i responsabili della fucilazione
di militari della Divisione Acqui
che si erano rifiutati di collaborare con i tedeschi nel settembre '43".

Ci domandiamo perchè il 'dotto' articolista parli di Otmar Mulhauser come di responsabile della fucilazione di
MILITARI
della Divisione Acqui e non di
UFFICIALI
della stessa, azzardando una risposta che ci sembra la più logica e credibile:
perchè parlare di UFFICIALI sarebbe
RIDUTTIVO
rispetto all'immagine che si vuole dare dei fatti intesi come
STERMINIO
quasi totale dell'intera Divisione.
Chiediamo al professor Giulio Sardi studioso acquense sull'argomento che -sempre su L'Ancora- scrisse che
"le cifre da Filippini rivedute riguardo le vittime
(che non furono assolutamente 9000)
hanno ricevuto un (parziale, ma significativo) avvallo dallo storico Giorgio Rochat ,
di spiegare a C. R. gli esatti termini della questione onde evitare che costui scriva mdornali inesattezze e, giacchè ci si trova di
ILLUMINARE
anche il Sindaco Rapetti abbarbicato
COME L'EDERA
per difendere un Premio Acqui fondato su
9.000 (novemila) morti !!
ad una falsa versione dei fatti.

Massimo Filippini
_________________
Articolo de L'Ancora
* * *
Il s. ten. A. M. Massimo Filippini in una rara immagine dei primi anni 60 con gli avieri da lui dipendenti.
Parecchi anni dopo -divenuto Avvocato- avrebbe smascherato i 'taroccamenti' della vicenda di Cefalonia
-nella quale perse il Padre-
attirandosi l'odio dei comunisti che credevano di poter continuare a dettar legge
-in esclusiva-
su un argomento con cui nulla hanno a che fare essendosi trattato di un episodio di
RESISTENZA MILITARE E NON PARTIGIANA
(quest'ultima naturalmente 'rossa' da loro additata come l'unica degna di menzione).
_________________
° ° °
Tra queste 'cariatidi' resistenziali il posto d'onore spetta ovviamente all'ANPI sulla quale Giampaolo Pansa si è così espresso nel suo ultimo libro "LA GRANDE BUGIA" :
"L'ANPI, una piccola parrocchia politica, una fazione senza autorità. Restia a qualsiasi rinnovamento. E capace soltanto di rifiutare anche il minimo tentativo di rileggere o, come direbbero loro, di revisionare la vicenda storica" (pag. 146),
rincarando la dose più avanti, a pag. 149:
"Forse il vertice dell'ANPI credeva (io dico crede) di vivere ancora in Unione Sovietica. Dove le bugie della nomenklatura diventavano sempre verità.".

E meno male che Pansa è un "uomo di sinistra" !
Ci sembra che basti

Massimo Filippini
_____________
° ° °
A proposito dell'ANPI riportiamo la ricostruzione dei fatti
compiuta da un suo esponente in un discorso in cui il totale dei poveri Caduti è quantificato nell'iperbolica cifra di

10.068 (diecimilasessantotto) Morti (!!)..

Questi sarebbero i detentori della
MEMORIA STORICA
dei fatti.
C'è da sperare che il Presidente della Repubblica, qualora si rechi a Cefalonia il 25 aprile 2007 non abbia a replicare
-naturalmente in buona fede-
tale penosa fandonia ormai inaccettabile alla luce deli recenti dati venuti alla luce grazie alle mie ricerche.
° ° °
Riportiamo qui traendolo dal link lo stralcio del grandguignolesco racconto indicativo della serietà e della correttezza di chi in modo assolutamente inveritiero pretende di raccontare la vicenda dopo essersi arbitrariamente impossessato della sua memoria trasformando un triste episodio della resistenza militare in un'inverosimile epopea partigiana:

" Alle ore 16 del 22 settembre la battaglia di Cefalonia era finita, ma le fucilazioni continuavano per tutta la giornata del 23 settembre durante i rastrellamenti effettuati dai tedeschi. Dopo le esecuzioni sommarie in massa sul campo di battaglia nel corso delle quali avevano incontrato la morte 155 ufficiali e 4.750 uomini di truppa, sembrava che l’impeto di bestiale ferocia sanguinaria fosse giunto al suo epilogo. Purtroppo invece tra il 23 e il 28 settembre i tedeschi massacrarono altri 5.000 uomini di truppa e 129 ufficiali, compreso il gen.Gandin. I rimanenti 163 ufficiali accantonati presso la palazzina dell'ex comando Marina e all'ex caserma Mussolini venivano caricati su autocarrette e trasferite a punto San Teodoro nella famigerata casetta rossa e dopo un sommario processo venivano avviati al supplizio a 4 per volta".

Dopo questa lettura risulta ovvia la liceità di sostenere che gli asini volano.
Parola dell'ANPI.
________________
clicca qui
* * *
DA STORIA IN NETWORK
Numero 1 di gennaio 2007
______________

Nel 1943 i tedeschi passarono per le armi centinaia di soldati italiani. Quali furono le cause reali della strage? I documenti rispondono. Ma c'è chi li contesta
----------
I FUCILATI DI CEFALONIA GIACCIONO
ANCORA SOTTO LE FALSE VERITÀ

di MASSIMO FILIPPINI
leggi articolo
* * *
DA www.mascellaro.it

Documentazione su Cefalonia
__________________
Leggi articoli
* * *
A CEFALONIA LA VENDETTA TEDESCA SI ABBATTE' SUGLI UFFICIALI
E NON ANCHE SUI SOLDATI COME
SCRITERIATAMENTE SOSTIENE
UN INSEGNANTE DI TEDESCO TOSCANO'
__________

Lo stralcio di un brano scritto dall'avv. Carmelo Panico, Presidente del prossimo Convegno di Parma
al quale ' l'insegnante di tedesco toscano ' parteciperà
COME RELATORE (!)
indirettamente lo conferma.
Al processo di Norimberga infatti il gen. Lanz fu processato per aver ordinato la fucilazione di
'ALCUNI UFFICIALI ITALIANI'
(in realtà circa 140).
A scanso di malevole interpretazioni
precisiamo che anche molti soldati vennero uccisi con modalità crudeli ed analoghe,
ma ciò avvenne durante il periodo dal 15 al 22 settembre
CIOE DURANTE LE OSTILITA'
in cui si ebbero episodi di cudele eliminazione
SUL CAMPO
di nostri ufficiali e soldati appena catturati.
Ma l'essere costoro morti
PRIMA DELLA RESA
deve farli classificare come
VITTIME DEI COMBATTIMENTI
e non può assimilarli a coloro che,
DOPO REGOLARE RESA
avvenuta il giorno 22
vennero successivamente
COME GLI UFFICIALI
tra cui,
anche se tanti infami fingono di ignorarlo,
ci fu il PADRE DELLO SCRIVENTE,
sottoposti ad un giudizio sommario e
CONDOTTI ALLA FUCILAZIONE.
Questi sono i veri
MARTIRI DI CEFALONIA.
Gli altri sono militari
PURTROPPO
Vittime, anche in modi crudeli,
della battaglia.
Se non si capisce
o meglio non si vuole capire questo più che logico ragionamento
si arriva all'assurdo di considerare
come MARTIRI
TUTTI INDISTINTAMENTE
i Morti in qualsiasi evento bellico.
E ciò francamente è troppo: anche per un paese come l'Italia
dove le
MENZOGNE STORICHE
sono all'ordine del giorno.

Massimo Filippini

----------

Ecco lo stralcio accennato cui aggiungiamo un breve commento:
"Breve presentazione del progetto"
di Carmelo Panico*
Il Gen. Telford Taylor, Pubblico Ministero, nel processo di Norimberga, a carico di Hubert Lanz, Comandante del XXII Corpo d’Armata di montagna della Wehrmacht, unico chiamato a rispondere dell’eccidio di Cefalonia ed esclusivamente per la fucilazione di alcuni ufficiali italiani, nel febbraio del 1947, così concludeva la sua requisitoria: “Questo calcolato e deliberato massacro di ufficiali italiani catturati o arresi è una delle azioni più illegali e disonorevoli del combattimento armato....erano soldati regolari che avevano diritto al rispetto, all’umana considerazione ed a un trattamento cavalleresco”.
_____________

Se non si offende vorrei sugggerire al più giovane collega Panico
-che, fortunatamente per lui, non annovera il Padre tra gli 'sterminati'-
di riflettere sull'uso improprio del termine
"STERMINIO" nel sito di presentazione del Convegno.
Il vocabolario DEVOTO - OLI della lingua italiana, infatti, lo definisce come "Distruzione o soppressione spietata e sanguinosa di un gran numero di persone" e pertanto lo stesso non sembra il più indicato a rappresentare un numero
terribilmente doloroso ma esiguo di Vittime,
rispetto al totale dei presenti,
tenendo conto anche e soprattutto del numero dei
Fucilati dopo la resa
drasticamente inferiore a quello fino ad oggi contrabbandato.

Massimo Filippini

________________
* * *
IL SITO ANPI SU CEFALONIA:
ROBA DA FARE INVIDIA A STALIN
_______________

Stalin sarebbe invidioso della "spettacolare" e "rocambolesca" ricostruzione dei fatti di Cefalonia campeggiante nel sito dell'ANPI

(ma chi gliel'ha date quelle cifre ? forse il pizzicagnolo ?)

soprattutto per l'assoluto silenzio sui nostri libri oltre che sul nostro sito di cui alla pagina 'bibliografica' (!?)
Roba da fare invidia allo stesso Piccolo Padre...
Si noti che con l'ANPI ha stretto forti legami ideologici ed ideali
-tanto da identificarsi quasi con essa-
attraverso i buoni uffici della Vice Presidente Graziella Bettini
orfana di un Caduto di Corfù e non di Cefalonia)
e della sig.ra Marcella De Negri
(orfana di un ufficiale come chi scrive)
la Dirigenza di quella che un tempo era un'Associazione seria e, nei limiti del possibile, APOLITICA:
quella dei Superstiti e dei Familiari dei Caduti della Divisione 'Acqui'.
________________________
La grandguignolesca ricostruzione dell'ANPI su Cefalonia
* * *
Dal Settimanale online L'ANCORA di Acqui Terme
città dell'omonimo Premio ACQUI STORIA
indetto per commemorare ...i 9.000 Caduti della divisione Acqui
- (che non ci furono) -
una recensione del libro
I Caduti di Cefalonia: fine di un mito"
____________
Città di Acqui: finalmente la Verità
* * *
Dal sito RAI

Una trasmissione del 27 febbraio 2001, vigilia del viaggio dell'allora presidente Ciampi
-per l'occasione improvvisatosi storico -
a Cefalonia, per commemorare
una realtà assolutamente diversa
da quella che si verificò nel settembre 1943.
Fu proprio da tale viaggio che si ebbe la ripresa delle 'distorsioni' dei fatti in chiave ideologica compiute sulla base del suo discorso non rispondente
-in gran parte-
alla realtà degli stessi.
Esse servirono egregiamente da 'alibi'
a 'studiosi' e 'storici' disonesti e in malafede
ed al loro codazzo di ruffiani e manutengoli
i quali cercarono con la canonica frase
- l'ha detto il Presidente Ciampi....-
di tappare la bocca alle voci scomode
-di cui mi onoro di essere il capofila-
attraverso la reiterazione
-in una sorta di monopolio mediatico assoluto-
delle loro inaudite falsità sull'argomento di cui l'ultima
-quella sull'esagerato (ad arte) numero dei Morti-
grida vendetta dinanzi a Dio.
Da quel giorno, 1 marzo 2001, in cui anche il sottoscritto fu presente e dovette assistere
-con profonda amarezza-
a tale orgia di inesattezze e di falsità storiche
è passata molta acqua sotto i ponti e finalmente le cose si stanno modificando nella direzione giusta.
Alla luce dei nuovi sviluppi delle ricerche da noi effettuate
-specie quella sul numero dei Morti spudoratamente falsificato per decenni-
sembra di ascoltare nella trasmissione 'linkata' un racconto relativo ad altri fatti e ciò è la prova lampante che la Verità può tardare
-e nel caso di Cefalonia è avvenuto per oltre un sessantennio-
ma vince sempre.

Massimo Filippini
____________________
Trasmissione RAI condotta da A. Vianello
* * *
L'unica risposta
che meritano quei cosiddetti "storici" di Cefalonia
-che non si arrendono neanche davanti alle cifre documentate-
è quella che diamo loro con le parole del grande Alberto Sordi.
Sarà politicamente scorretta e certamente
susciterà scandalizzate (e ipocrite) critiche di certi sepolcri imbiancati dediti da decenni al mendacio sistematico sulla triste vicenda ma,
-poichè costoro sono anche degli ignoranti della peggiore specie-
è l'unica risposta che meritano.
La si può ascoltare premendo il tasto 'download' del sito linkato.
__________________
mi dispiace ma io so' io e voi...
* * *
PARMA 2007: INCREDIBILE MA VERO

L'anno prossimo a Parma si svolgerà un conclave dedicato a Cefalonia, la cui intitolazione
"Cefalonia 1943: lo sterminio della Divisione Acqui,
una Storia da raccontare"
la dice lunga sul modo con cui verrà raccontata la triste vicenda che però rischia di trasformarsi in un boomerang se, come è prevedibile,
in esso si continuerà ad ignorare la circostanza fondamentale del numero di Caduti infinitamente minore di quello che, da sempre,
ha costituito il cavallo di battaglia dei Mitomani della vicenda.
Poichè da quanto si rileva dalle pagine di presentazione del convegno e in particolare
- dalla netta chiusura nei nostri confronti-
appare chiaro l'intento di restaurare la vulgata decrepita e menzognera imperversante da decenni,
abbiamo la ragionevole certezza che il congresso degenererà addirittura nel ridicolo se si atterrà
per quanto riguarda le Vittime,
alla truffaldina cifra di 9-10000 Morti ancorchè di essa sia stata provata la falsità dal sottoscritto con l'avallo -sia pur parziale (noblesse oblige...)-
dello storico Rochat personaggio assai gradito
-se la memoria non ci inganna-
agli organizzatori del convegno.

Già immaginiamo la risposta alle nostre asserzioni
consistente nel dire che
"1000 morti invece di 10000 non cambiano niente"
e la rispediamo fin d'ora ai mittenti pregandoli vivamente di non trasformare la vicenda
-TRISTISSIMA PER CHI CI HA RIMESSO UN FAMILIARE-
nel solito patetico piagnisteo all'italiana in cui alla verità dei fatti si sostituisce il loro macroscopico travisamento.
_______________
* * *
La locandina dell'ultimo "convegno" svoltosi a Genova in cui si continuò a
"distorcere"
la Verità su Cefalonia.
La data è del 5 novembre 2005: in quei giorni 'anche' il prof. Rochat
-come gli illustri convegnisti-
concordavano sulle cifre 'ciclopiche' delle Vittime ma successivamente
-dopo l'uscita del nostro ultimo libro-
almeno il primo ha avuto dei lodevoli ripensamenti.
Ma gli altri
molti dei quali saranno certamente a Parma
che faranno ?
_________
Convegno di Genova nov. 2005
Molti sacerdoti del "Mito di Cefalonia"
-fondato sulla 'balla' di un incredibile numero di Morti-
non vogliono arrendersi neanche dinanzi all'evidenza dei numeri infinitamente minori delle Vittime di una presunta strage che
-da buoni necrofori-
e malgrado ulteriori smentite seguite al mio libro
(I CADUTI DI CEFALONIA FINE DI UN MITO)
proseguono imperterriti a divulgare.
In questa pagina le 'balle' di questi aspiranti gestori di pompe funebri
- 'sparate' successivamente alla pubblicazione dello stesso-
saranno evidenziate affinchè il lettore sappia quali sono gli "storici" che pretendono di pontificare
-in regime di monopolio-
sull'argomento.
A fine anno sarà assegnato il premio 'virtuale' della
"Palla d'Oro"
a quello o a quelli (Ass. ni o Enti) che l'avrà 'sparata' più grossa.

7 agosto 2006

Massimo Filippini
* * *
ELENCO PARTECIPANTI ALLA 'PALLA D'ORO' :

PALLA N. 1

E' tratta da un sito in cui presunti Morti sono indicati così:
1.300 nei combattimenti;
più di 6.000 trucidati dopo la resa;
oltre 3.000 affogati.
Totale : 10.300

Complimenti vivissimi ai fantasiosi 'storici'.
____________________________
PALLA n. 1
° ° °
PALLA N. 2
-QUANDO SUONANO I VIOLINI...-
Dal giornale BRESCIAOGGI una notizia strabiliante dovuta al Presidente della Sezione bresciana dell'Ass. ne Acqui Celestino Violini:
I MORTI FURONO 10.260 !!
(Il secondo posto è suo. Bravo Celestino).
Ecco il testo della strabiliante PALLA:
Lunedì 23 Ottobre 2006


Celebrato dai reduci e dai loro familiari il sessantatreesimo anniversario della battaglia in cui persero la vita oltre diecimila soldati
Cefalonia, lezione sempre attuale
I sopravvissuti accolti a San Benedetto dal presidente della Acqui, Celestino Violini
di Elisabetta Reguitti
I protagonisti bresciani della lotta di liberazione, che resta una pagina fondamentale della nostra storia, arrivano accompagnati dai loro familiari. I superstiti dell’eccidio della «Divisione Acqui», i reduci di Cefalonia e Corfù, entrano nella sala dell’oratorio della parrocchia di San Benedetto.
Indossano abiti eleganti, si muovono lentamente, quasi a non voler disturbare. Le loro espressioni sono segnate dal tempo e dagli avvenimenti dei quali sono stati testimoni. Si guardano attorno, cercando il viso conosciuto di un amico o di un compagno di battaglia. Una battaglia che per molti di loro si fece ancora più dura all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, stroncando 10.260 giovani vite.
Ad attendere gli ex combattenti bresciani sopravvissuti alla carneficina c’è Celestino Violini, presidente provinciale dell’Associazione nazionale reduci e famiglie caduti «Divisione Acqui». Gli iscritti sono trentasei: Luigi Battaglia, Aurelio Bazzani, Alberto Bellini, Celeste Bertoglio, Mario Bianchi, Pasquale Buccio, Bernardo Buizza, Paolo Burceni, Ermanno Pinton Calzavara, Florindo Cappalunga, Agostino Carini, Giuseppe Conti, Angelo Cornale, Antonio Ervas, Savino Fantoni, Eleuterio Fappani, Giuseppe Gamba, Pietro Giacomini, Silvestro Gaurisco, Giovanni Invernizzi, Giovanni Manenti, Aldo Mosconi, Luigi Orizio, Battista Parmeggiani, Primo Orlandi, Italo Poffetti, Giacomo Re, Ottorino Rossetti, Guido Sarasini, Enrico Savani, Marco Sbaraini, Angelo Scalvini, Giovanni Toaldo, Bortolo Treccani, Angelo Violini e Pietro Zucchelli.
Alcuni sono rimasti a casa per problemi di salute o perchè non hanno trovato chi li accompagnasse alla celebrazione per il 63° anniversario dell’eccidio, gli altri si salutano stringendosi vigorosamente la mano.
Poi inizia la celebrazione officiata da don Gualtiero, con le autorità civili e militari schierate nei banchi della parrocchia, i numerosi labari - in rappresentanza delle associazioni - disposti a semicerchio attorno all’altare, il «Silenzio» suonato dalla tromba.
I reduci ascoltano, le teste leggermente reclinate, ricordando quelle che la preghiera dell’Acqui immortala come «le giovani vite stroncate dalla ferocia vendicativa degli uomini, il cui sangue ha irrorato le pietrose colline e gli spiazzi erbosi di Cefalonia e Corfù, e i cui corpi, martoriati dalle armi micidiali del nemico, sono rimasti insepolti, quando non sono stati carbonizzati dal fuoco distruttore».
________
Per rendersi conto dell'enormità della balla basta pensare che i membri della 'Acqui' erano 11.500..di cui 10.260 sarebbero morti.
COMPLIMENTI VIVISSIMI
________
* * *
PALLA N. 3 già PALLA N. 2

Da "Il Borgo News" del 30 giugno 2006
Nell'articolo di presentazione del progetto (!) sul Convegno di Cefalonia del prossimo anno, Enrico Caggiati scrive:

"L’annientamento della Divisione Acqui a Cefalonia, pianificato ed eseguito su ordine personale di Hitler, rappresenta uno degli episodi più barbari e degradanti della II guerra mondiale, con il ripristino dell’incivile e ripudiata eliminazione fisica del nemico sconfitto, rigorosamente vietata dalle Convenzioni Internazionali.
Eppure è uno degli episodi di guerra che, nonostante
i circa 10.000 morti,
passa inosservato sui libri di testo...".

Abbiamo inserito l'articolo come PALLA n. 2 solo perchè l'autore ha 'lesinato' sui numeri dei presunti Morti, fermandosi a 'circa' 10.000.
Naturalmente è libero di modificarlo al 'rialzo' tanto ormai le palle su Cefalonia non si contano più...
PALLA n. 3 già n. 2
 
 
 
 
 
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