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Il numero dei Caduti a Cefalonia
CEFALONIA: Incontro a Roma con Massimo Filippini 31 maggio 2010
Via Federico Filippini - Roma
CEFALONIA NON CI RESTA CHE PIANGERE
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IL PROCESSO MUHLHAUSER
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MORTI BUONI E MORTI CATTIVI
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CEFALONIA - I Caduti tedeschi
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Al Ministro La Russa: Ode su Cefalonia
RASSEGNA STAMPA
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Lettera aperta a W. Veltroni
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RECENSIONI
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Lettera aperta a W. Veltroni
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Film Rai 'Cefalonia' - Che bella fiction !
Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza
Cefalonia: un eccidio senza prove
LA TESI DELLA VERGOGNA
IL PROCESSO MUHLHAUSER
ESTINTO
'PER MORTE DEL REO'
* * *

CEFALONIA: ‘REQUIEM’ PER UN PROCESSO

di Massimo Filippini

Ieri 5 novembre il Gup del Trib. Militare di Roma dr. Lepore, ha emesso sentenza di non doversi procedere ‘per morte del reo’ Ottmar Muhlhauser l’ex s.ten. della Wehrmacht imputato di concorso nel reato di ‘violenza con omicidio’ nei confronti di militari italiani commesso a Cefalonia nel settembre 1943.
La sentenza ha concluso un procedimento iniziato contro un imputato di 89 anni che, stante le condizioni salute attestate dal suo difensore avv. U. Musto all’udienza del 5 maggio us., facevano prevedere che molto probabilmente non sarebbe arrivato al termine e così è stato per cui nell’udienza di ieri il GUP Antonio Lepore ha deciso come prevede la legge.
Da parte di alcuni si è sostenuto –ancora ieri- che si è trattato di un caso di ‘denegata giustizia’ per il tardivo inizio del procedimento avutosi ‘solo’ grazie agli ‘esposti’ della figlia di un Ufficiale fucilato che avrebbero ‘costretto’ la Procura Militare a riaprire l’inchiesta sui fatti.
Ciò è errato poiché –come sanno i competenti- le Procure e quindi anche quella Militare iniziano le azioni penali in modo autonomo e indipendente da sollecitazioni esterne (di cui possono ma non debbono obbligatoriamente tener conto) ed inoltre anche quella di Roma ha dovuto rispettare i tempi purtroppo lunghi che la macchina della giustizia richiede per assumere prove e indizi di prove da porre a base dell’accusa accumulate in ben 17 faldoni stracolmi di carte come ha potuto constatare chi, come me, ha preso visione del loro contenuto comprendente –tra l’altro- anche la documentazione dallo scrivente fornita al Procuratore Capo Militare dr. Intelisano e da questi acquisita agli atti insieme con il mio “fondamentale” libro ‘I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito’ di cui in una lettera a lui indirizzata gli feci presente l’importanza ai fini dell’esatto inquadramento della vicenda anche sotto il profilo dei dati numerici dei Caduti:
http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=article&sid=7976
. Quanto sopra spero chiarisca come diversa sia l’idea che di tale lavorìo pre-processuale ci si può fare a seconda che si sia –come chi scrive- esperti della materia o semplici resocontisti se non, addirittura, persone giustamente desiderose di giustizia ma non in grado di rendersi conto delle difficoltà suddette perché ignoranti della procedura prevista dai codici e molto spesso anche dei fatti oggetto del processo.
Riguardo a tale ultimo punto il processo, pur se terminato come si è detto, è stato però di enorme ausilio per chiarire –si spera definitivamente- un aspetto fondamentale -quello del numero delle Vittime- che da decenni viene indicato in una misura talmente abnorme da aver conferito al tema la qualifica con cui lo si contraddistingue da sempre quella, cioè, dell’eccidio o massacro o sterminio compiuto a Cefalonia dell’intera divisione Acqui.
Infatti, dopo anni di ricerche di ogni genere e di accertamenti compiuti presso gli Archivi Militari e di Stato e non all’ ANPI o all’ass. ne Acqui che non sanno niente -e sottolineo NIENTE- e dopo l’acquisizione di una serie di documenti inoppugnabilmente comprovanti le mie iniziali intuizioni pervenni alle conclusioni esplicitate nel libro su accennato che mi procurarono –tra l’altro- una serie di diffamazioni e calunnie con cui si tentò invano di negare la verità delle stesse: molto scioccamente aggiungo perché i dati attestanti il numero infinitamente inferiore dei Caduti a Cefalonia provenivano dal Ministero Difesa e quindi era, semmai, con lui che gli imbecilli che mi attaccarono dovevano e devono prendersela e non con me che mi sono limitato a renderli pubblici.
http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=article&sid=7668
Si dirà a questo punto cosa c’entri il processo appena chiuso con tale problematica e la risposta, più che chiara, è che oltre al materiale documentario di grandissima importanza accumulato si è finalmente giunti alla chiarificazione di due punti chiave della vicenda proprio sulla base di due atti di esso: la Richiesta di Rinvio a Giudizio del Muhlhauser e la CTU redatta da dr. Carlo Gentile Perito del Tribunale militare dalle quali risulta che:
1) la rappresaglia dopo la resa del giorno 22 sett. ’43 fu LIMITATA AI SOLI UFFICIALI come è scritto nella Richiesta di Rinvio notificata anche allo scrivente quale Vittima dei fatti;
2) le Vittime della vicenda furono in tutto “circa 2.300” come risulta dalla Consulenza Tecnica del dr. C. Gentile (a pag. 30) il quale ha proposto anche delle ipotesi sulla loro suddivisione scrivendo di ¼ deceduto in combattimento e ¾ ucciso indiscriminatamente dai tedeschi: il che però non è accettabile poiché almeno 1300 soldati e ufficiali sono stati ascritti –unanimemente- ai Caduti durante i combattimenti per cui le Vittime dopo la resa dovrebbero essere circa un migliaio: un po’ troppe posto che dopo tale data i tedeschi si limitarono –se può usarsi tale espressione- ad ammazzare in modo infame i SOLI UFFICIALI. Ergo: una cifra intorno alle 1800 unità in totale sembra essere più aderente alla realtà come la copiosa documentazione in mio possesso –riportata nel mio ultimo libro- chiarisce ad abundantiam.
Ed io che avevo detto di diverso in precedenza ?
v. http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=article&sid=7526
Concludendo se da detto abbozzo di processo non è scaturito per questioni di forza maggiore un dibattimento in piena regola, si sono tuttavia apprese due VERITA’ queste sì denegate per oltre 60 anni con la tacita intesa tra gli apparati militari che insabbiarono tutti i documenti attestanti il VERO (leggasi Relazione del t. col. Livio Picozzi e Tabulati dei Caduti della Div. Acqui) e le autorità politiche ben liete di fare della tragedia di Cefalonia un MITO bagnato dal sangue di 10.000 Morti –di cui i 4/5 inesistenti !- su cui edificare una Resistenza all’epoca dei fatti ancora di là da venire.
Un ultimo appunto riguarda la storia dell’armadio della vergogna (applicata anche a Cefalonia) inventata di sana pianta dall’ineffabile Franco Giustolisi la cui esperienza in materia di travisamenti storici è evidentemente mutuata dalla sua lunga militanza nel defunto PCI dei bei tempi..
In merito, nel rimandare il lettore a quanto scrissi anni orsono in questa pagina del mio sito web
http://www.cefalonia.it/L'armadio_della_vergogna_ovvero_la_scoperta_dell'acqua_calda.html
ribadisco ancora una volta che l’inesistenza di un Trattato di estradizione tra Italia e Germania per delitti considerati ‘politici’ come quelli compiuti dai tedeschi a Cefalonia non rendeva possibile estradare un cittadino tedesco in Italia e ciò è quanto si dissero i Ministri dell’epoca Taviani e Martino accusati di complotti filo nazisti insieme con i Magistrati Militari dell’epoca.
Roba da non credere !.
Purtroppo l’Italia –come è noto- è un paese dove la cultura difetta in misura allarmante e quindi personaggi come Giustolisi hanno avuto e continuano ad avere buon gioco a far credere quello che vogliono.
Quanto al mancato processo Muhlhauser oltre al Requiem per esso, ricevano infiniti ringraziamenti tutti coloro che ne hanno tenacemente perseguito lo svolgimento: la condanna dell’imputato non c’è stata ma quella delle menzogne da loro raccontate per oltre sessanta anni su Cefalonia è stata netta e chiara ed è questo ciò che conta.

Massimo Filippini
6 novembre 2009
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LA MORTE DELL' IMPUTATO MUHLHAUSER
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La morte avvenuta il 1 luglio us dell'imputato Muhlhauser se da un lato porterà all'estinzione del processo prevista dal Codice Processuale Penale con la causale 'morte del reo' avrà d'altro canto importanti conseguenze sulla ricostruzione storica degli eventi avendo la perizia del Consulente Tecnico d'Ufficio dr. Carlo Gentile confermato sostanzialmente quello che io vado dicendo
-DOCUMENTATAMENTE-
da anni e cioè che i morti per mano tedesca furono all'incirca 2000 e non 9/10.000 come hanno sostenuto in perfetta malafede - dopo il mio terzo libro- i Pinocchi e Pinocchietti marxisti di Cefalonia.
Ieri infatti l'ANSA ha dato notizia della morte dell'ex s. ten. tedesco Otmar Muhlhauser imputato nel procedimento penale davanti al Trib. Militare di Roma per aver comandato uno dei due plotoni che fucilarono gli Ufficiali italiani.
Poichè sono stanco di ripetere sempre le stesse cose a gente ignorante -come tanti giornalisti che vanno per la maggiore- o in malafede come i 'Pinocchi marxisti' annidati nelle due Ass. ni che detengono il monopolio dell'informazione su Cefalonia (la 'Acqui' e la 'Mediterraneo') rinvio al gruppo FB 'divisione acqui' sotto 'linkato' - dove ho espresso il mio parere in merito alla notizia di cui è interessante rilevare l'accettazione - sicuramente avvenuta 'obtorto collo'-
del numero complessivo dei Caduti in circa 2300, da parte della nutrita schiera di Pinocchi di cui sopra.
Ci voleva la CTU -peraltro sul punto alquanto superficiale- del dr. Gentile per CONFERMARE quello che io in perfetta solitudine predico da anni che, per giunta, mi è costato l'odio insensato e le calunnie rivoltemi dall' ONORATA SOCIETA' dei Pinocchi di Cefalonia.
Ho detto che forse l'accettazione della CTU è avvenuta 'obtorto collo' e la conferma è data dal fatto che la Presidente dell'ass. ne 'Acqui' per consolarsi forse della 'riduzione' -operata dal dr. Gentile- sta già lavorando per 'recuperare' almeno 720 morti attribuendoli a bombe tedesche appositamente collocate a bordo del piroscafo ARDENA che, carico di 60 militari tedeschi e 840 prigionieri italiani esplose poco dopo la partenza per il continente urtando una mina.
Dei nostri militari colpevolmente caricati nelle stive oltre ogni limite di sicurezza, se ne salvarono PURTROPPO appena 120: ma voler sostenere che l'esplosione sia stata causata da bombe poste a bordo dai tedeschi per farli fuori è assolutamente ridicolo posto che ai tedeschi fu attribuita per anni la strage disumana di oltre 9000 morti per cui essi non avrebbero avuto alcun bisogno di ricorrere ad uno stratagemma per ucciderne altri 720 sacrificando per giunta una nave di cui .per la accertata penuria di natanti di cui soffrivano- avevano estremo bisogno.
Prepariamoci a sentire una nuova scarica di fandonie stavolta relative ad assassinii commessi dai nazisti non in terraferma ma in mare.
Il tragico è che perfino un giornale romano a larga tiratura ha preso sul serio la cosa...
...e se non piangi di che pianger suoli ? (Dante - Inferno C. XXXIII)
Massimo Filippini
9 agosto 2009
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Gruppo FB 'divisione acqui'
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LE FALSITA' SU CEFALONIA
Sono anni che ne parlo ma i Pinocchi di Cefalonia mi hanno 'snobbato'.
Ripropongo ora un mio vecchio articolo invitandoli a rileggerlo e a meditare su quanto sono somari, ignoranti e in mala fede.
REPETITA IUVANT
Massimo Filippini
IL FALSO STORICO DI CEFALONIA
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W LA PATRIA ! W IL RE !
Le ultime parole del gen. Gandin ci dicono ampiamente che alla base del suo comportamento e della div. 'Acqui' ci fu l'ONORE MILITARE
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La tragedia della Acqui
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BREVI NOTE SUL PROCESSO PER
I FATTI DI CEFALONIA

Il 5 maggio ci sarà la prima udienza del processo ad un ex ufficiale tedesco per i fatti di Cefalonia di cui, tra gli altri, riferisce IL GIORNALE (http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=348319#1) al quale cui ho inviato la seguente lettera:
Spettabile Redazione de IL GIORNALE,

ho appena letto l'articolo a firma 'Redazione' intitolato "Strage di Cefalonia: alla sbarra a 89 anni un ex ufficiale tedesco" che riguarda il procedimento penale per i fatti di Cefalonia che si aprirà il prossimo 5 maggio e scrivo in qualità di Orfano del maggiore Federico Filippini -comandante il genio della Div. Acqui- che venne fucilato dai tedeschi il 25 settembre 1943 ed al quale il Comune di Roma, dove nacque, ha intitolato di recente una via cittadina come da Link che segue:
http://www.comune.roma.it/servizi/SITOWPS/dettaglioAreaCircolazione.do?codiceVia=17209

Ciò premesso mi permetto di inviare le seguenti brevi osservazioni derivanti dalla mia competenza che -senza falsa modestia- ritengo UNICA su una materia in cui da decenni o meglio da una vita sono impegnato in ricerche sfociate in tre libri, un sito web www.cefalonia.it e una serie di articoli in cui ho cercato di far conoscere fin nei minimi particolari molte circostanze della triste vicenda da sempre ricostruita in modo approssimativo e volutamente artefatto onde attribuirla alla Resistenza ideologica caricandola di significati inesistenti o impropri, come ha giustamente rilevato anche Mario Cervi in un suo magistrale articolo su IL GIORNALE del 25.4.2007 (Ma che c'entra la Resistenza con Cefalonia ?).

Detto questo osservo:

1- che con gran piacere trovo FINALMENTE scritto in un quotidiano a tiratura nazionale che le Vittime a Cefalonia non furono 9 o 10000 come confermato a pag. 30 della sua CTU dal dr. Carlo Gentile nominato Perito dal PM Militare G. Tornatore, che le ha quantificate in circa 2.300 avallando l'esattezza di quelle da me 'per primo' riportate nel mio ultimo libro 'I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO' (IBN ed Roma 2006) in cui le ridimensionai, a seguito di ricerche DOCUMENTALI presso gli Archivi Militari, nella misura di circa un quinto con l'effetto di procurarmi l'astio e l'odio di una certa parte politica adusa a considerare come esempio di Resistenza partigiana o ideologica, un fatto prettamente Militare come quello avvenuto a Cefalonia additandolo come paradigma di un antifascismo da esso completamente esulante.
Per meglio chiarire riporto il link ad un mio recente articolo scritto dopo aver consultato detta CTU che forse Codesta Redazione ha letto e che comunque da esso potrà trarre le dovute conclusioni anche in merito all' assassinio di mio Padre e di sei Ufficiali, con lui rimasti vittime di una brutale rappresaglia nazista dovuta NON alla resistenza 'militare' loro opposta dalla 'Acqui'che era CESSATA il giorno 24 con la concessione della grazia a 37 ufficiali 'fucilandi', ma alla fuga di due Ufficiali con loro ricoverati in ospedale che determinò l' infame e vile uccisione degli altri
Il motivo per cui mio Padre e gli altri 6 ufficiali vennero tramandati ai posteri come fucilati il 24 e non il 25 fu evidentemente quello di impedire che venisse alla luce il comportamento degli altri due di cui uno, il cap. Pietro Bianchi, divenne nel dopoguerra generale anche per 'meriti partigiani':
http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&file=brevi&sid=5268

2- che purtroppo alla soddisfazione per quanto sopra, si aggiunge la delusione di leggere nel Vs articolo che "L'8 settembre 1943 (...)11.500 uomini al comando del generale Antonio Gandin (...) decisero di non arrendersi ai tedeschi": ciò è la ripetizione pura e semplice dell'altra storiella -ormai anche ex adverso riconosciuta tale- di una Unità del nostro Esercito additata alla stregua di una formazione partigiana decidente per alzata di mano il da farsi, mentre -come ormai è notorio la Resistenza 'Militare' della Acqui avvenne a seguito dell' ORDINE DI RESISTERE (v. ALL.) inviato al gen. Gandin l' 11 settembre dal nostro Comando Supremo fuggito a Brindisi dopo l'armistizio senza peraltro aver dichiarato guerra ai tedeschi che ne profittarono per comportarsi in modo brutale ma purtroppo previsto dalle leggi internazioni in vigore, infierendo sui nostri soldati considerati 'partigiani' e come tali passibili di fucilazione immediata come i nostri Ufficiali che furono gli UNICI -come accertai io ed ora anche la Procura Militare di Roma- a subire il Martirio per aver eseguito un ordine Superiore ma -per l'assenza di uno stato di guerra- fucilati come 'Capi e Sobillatori' di 'partigiani' e 'franchi tiratori'.
La furia tedesca si rivolse contro di loro attuando -come è scritto nella "Richiesta di Rinvio a Giudizio" dell'imputato (a me notificata)- 'un ordine direttamente proveniente dal Fuhrer con il quale si disponeva inizialmente l'uccisione di tutti i militari italiani che "avevano prestato resistenza attiva o passiva o che si erano uniti al nemico", poi da limitarsi esclusivamente al comandante della Divisione, gen.Antonio Gandin ed a tutti gli ufficiali in quanto considerati traditori dell'alleanza tra l' Italia e la Germania".
E' evidente a questo punto che la responsabilità 'morale' di aver armato la mano dei nazisti ricade sul governo Badoglio e sul suo Comando Supremo che alle disperate richieste di aiuto del gen. Gandin -mandato al macello proprio da lui- rispose con cinismo "Impossibilità invio aiuti infliggete al nemico più alto numero di perdite possibile alt Ogni vostro sacrificio sarà ricompensato".
La ricompensa fu una scarica di mitra a tutti gli Ufficiali compreso Mio Padre.

Chiedo che la presente sia resa nota affinchè l'opinione pubblica sappia qualcosa di vero e non le solite bugie su Cefalonia. Grazie.

Cordiali saluti

avv. Massimo Filippini
orfano di un Martire di Cefalonia

Latina

NB:Il link all'articolo è riportato.
Gli altri possono essere visualizzati con un copia-incolla.
MF
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articolo de il GIORNALE
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Un articolo del giornalista G. Fasanella
e i due commenti dello scrivente
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articolo e commenti
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QUEST'ANNO DOVREBBE SVOLGERSI IL PROCESSO
ALL'EX S. TEN. MUHLHAUSER
La prima udienza avrà luogo il 5 maggio 2009 al GUP del Trib. Mil. di Roma che si pronuncerà sulla Richiesta di Rinvio a Giudizio avanzata dalla Procura Militare.
____________

Prepariamoci a sentirne di cotte e di crude....

1-Per iniziare ecco il testo di una mail che ho inviato al dr. Carlo Gentile CTU del procedimento:

"Egr. dr. Gentile,
sono Massimo Filippini e come ella sa bene mio Padre venne fucilato a Cefalonia.
Ho consultato giorni orsono gli Atti Istruttori ed ho letto -traendone copia- la sua CTU nella quale ella ha citato il mio libro 'La vera storia dell'eccidio di Cefalonia' del 1998 ma non gli altri due -'La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda' del 2004 e 'I Caduti di Cefalonia: fine di un mito' del 2006- nei quali erano riportati alcuni dati e circostanze che avrebbero potuto -a mio modesto parere- esserle utili come segue:
a) ne 'La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda' ho riportato per intero la relazione del t. col. L. Picozzi compilata nel 1948 dopo un viaggio a Cefalonia di una Commissione Militare di cui fece parte.
Detta Relazione fu 'secretata' per 40 o 50 anni ed è riemersa pochi anni fa ad opera mia e oltre a svelare molti fatti sconosciuti sulla vicenda
-ma noti alle FFAA !-
specificò che il numero dei caduti tedeschi fu assai basso (intorno al centinaio) e ciò, da solo, avrebbe a suo tempo dovuto far aprire gli occhi alle Autorità Militari sull'enorme sproporzione tra i presunti 9/10000 morti italiani e quelli tedeschi.
Il Picozzi consigliò -e fu ascoltato in pieno- di non 'menzionare' tale conteggio e per chiudere in bellezza di 'secretare' proprio la sua Relazione contenente una miriade di notizie che -qualora divulgate all'epoca- avrebbero dato alla vicenda un'impronta ben diversa dal preteso Mito di cui si è parlato e si parla ingannando la pubblica opinione su ciò che veramente avvenne.
Ad ogni modo queste particolarità
-che non so se ella conosce-
non sarebbero in grado di inficiare del tutto il Mito come invece la prova che il numero dei Caduti fu assolutamente inferiore di almeno 4/5 a quello fissato 'd'imperio' in 9/10.000 come ho documentato e specificato nel mio ultimo libro di cui al punto seguente;

b) il libro 'I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito' fu infatti da me scritto avendo come fonti primarie i 'TABULATI DEI CADUTI DELLA DIV. ACQUI nella guerra 1940-45' da me rintracciati all'Uff. Storico dello SME (dove ci incontrammo nel 2003), i quali vennero redatti con un certosino lavoro dal gen. Dionisio Sepielli aiutato dalla nostra comune conoscenza O. G. Perosa da cui presumo ella abbia avuto il dato di circa 2300 morti italiani che collima -a occhio e croce- con quello che io ho ricavato da detti Tabulati nella misura di circa 1700 Caduti in totale di cui circa 1300 nei giorni dei combattimenti (15-22) e 3-400 (di cui gran parte ufficiali) Fucilati i giorni 24 e 25 con l'aggiunta di 17 marinai uccisi il 28 dopo essere stati adibiti al trasporto dei corpi degli ufficiali uccisi.
Tale cifra è stata, di recente, sostanzialmente ribadita dallo studioso tedesco H. F. Meyer nel suo ultimo libro sulle 'sanguinose' imprese della Divisione Edelweiss che però è posteriore a quanto io -per primo- ho scoperto e scritto.
Sempre per contribuire a chiarire la questione le faccio inoltre presente che più che le modalità difficilmente individuabili -salvo casi certi come l'assassinio della 44^ sez. Sanità o la vile uccisione di soldati fatti prigionieri a Troianata- con cui furono uccisi i nostri soldati, ciò che interessa è l'esatta individuazione dei tempi in cui i nostri militari furono uccisi.
Abbiamo così un periodo che va dal 15 al 22 (inizio e fine dei combattimenti) durante il quale i nostri soldati morirono per diverse cause come 'in combattimento' o 'uccisi appena arresisi' o morti sotto le bombe ecc. ma comunque entro quel lasso di tempo e quindi sono classificabili come morti DURANTE L' ARCO DI TEMPO IN CUI CI FU LA BATTAGLIA: gli altri -nelle già dette proporzioni assai limitate- furono uccisi in modo infame come gli Ufficiali alla Casa Rossa o i marinai già detti assassinati per farli tacere per cui è evidente che parlare e, quel ch'è peggio, scrivere di strage di 9/10.000 uomini è ormai un'affermazione che non regge e che -alla luce delle risultanze storiche ormai assodate- getta una pessima luce su chi come alcune Associazioni che pretendono di rappresentare i caduti e i loro Familiari ne fa consapevolmente uso o meglio ne abusa.
Come logico corollario di quanto sopra io ritengo, egregio dottore, di poter azzardare un'ipotesi diversa dalla sua circa la suddivisione dei Caduti nelle stragi o fucilazioni e cioè 3/4 caduti in combattimento e 1/4 vittima delle stragi.

A tutto ciò è da aggiungere che i 136 ufficiali fucilati alla Casa Rossa non lo furono tutti il 24 come scritto ERRONEAMENTE nell' Elenco allegato alla Richiesta di Rinvio a Giudizio, ma 7 di loro tra cui mio Padre lo furono il successivo 25 perchè due ufficiali fuggirono dall'ospedale dove erano ricoverati con loro e le canaglie tedesche -MALGRADO AVESSERO FINITO LE FUCILAZIONI CON LA CONCESSIONE DELLA GRAZIA AGLI ULTIMI FUCILANDI IL GIORNO 24- li fucilarono per rappresaglia.
Lo so fin da quando ero bambino e mi sembra impossibile che alla procura Militare non ne abbiano conoscenza e richiedano il Rinvio a Giudizio dell'imputato per fatti che certamente commisero altri.
Su quest'ultimo punto la cui eccezionale gravità è stata sempre sottaciuta per evitare che responsabilità d'altra natura si aggiungessero a quelle tedesche, - ho una documentazione inoppugnabile che a giorni sottoporrò al GUP per ottenere lo stralcio della posizione di mio Padre (e degli altri).

Mi auguro con la presente di aver contribuito alla sua attività di Consulente e le invio distinti saluti.
avv. Massimo Filippini
10 marzo 2009
________
PAGINA 30 DELLA CTU DEL DR. C. GENTILE
° ° °
Il punto 2 è l'ultima smentita in ordine di tempo delle inesattezze sostenute da chi pretende di spadroneggiare su Cefalonia
ricorrendo ANCHE al falso e alla menzogna per giunta offendendo e calunniando chi
-come lo scrivente-
ha accertato la verità.
I SOMARI SONO SERVITI.

Massimo Filippini
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