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| I "PIFFERAI" DI CEFALONIA |
NOTIZIE E COMMENTI SULLE ATTIVITA' COMMEMORATIVE DI CEFALONIA ANCORA OGGI
-MALGRADO LA LORO SCOMPARSA DAL PARLAMENTO-
SALDAMENTE IN MANO AI COMUNISTI
FINO A QUANDO DURERA' QUESTA VERGOGNA ? |
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Dal giornale online"PATRIA INDIPENDENTE"
Notizie sul Convegno di Genova del 5.11.05 'dedicato' a Cefalonia
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Come il lettore può constatare, si tratta dei soliti noti cui, però, si aggiunge una new entry: quella del " vecchio saggio, Raimondo Ricci, 80 anni suonati bene, avvocato tra i più fini del Foro genovese e italiano, ex partigiano, ex internato, ex senatore e deputato del Pci, oggi fieramente presidente dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea" (La Repubblica del 2.6.02).
Complimenti vivissimi a tutta la compagnia, in particolare agli Ufficiali partecipanti che, con la loro presenza, conferiscono un particolare lustro alle FFAA.
MF
________ | | Convegno a Genova del 5 nov. 2005 | |
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Magari tardi - ad "appena" 95 anni- ma lo 'sparatore' Pampaloni che con il 'collega' Apollonio dette il via alla tragedia
-disobbedendo al VERO Comandante Gandin-
ce l'ha fatta:
Nella cronaca del Convegno contenuta nel sito web Ligurianotizie. it è menzionato come
"comandante della divisione Acqui".
Complimenti a lui ed ai redattori del Sito che hanno dimostrato di essere bene a conoscenza dei fatti:
come quasi tutti coloro che ne parlano e scrivono ma non sanno niente.
_______________________ | | Notizie sul Convegno | |
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Dal sito web savonanotizie.it :
Convegno. Cefalonia 1943: il sacrificio della divisione Acqui
Data di pubblicazione: 05/11/2005
Oggi, sabato 5 novembre alle 14,30, presso il comando militare Regione Liguria in Largo Zecca 2 si terrà il convegno “Cefalonia 1943: valore e sacrifico della Divisione Acqui”
L’iniziativa, che è fra quelle finanziate dall’Ufficio di Presidenza in occasione del sessantesimo della Resistenza, vedrà la partecipazione fra gli altri del presidente del Consiglio Giacomo Ronzitti, di Giorgio Rochat dell’Università di Torino e di Gerhard Schreiber. Quest’ultimo, collaboratore scientifico dell’ufficio storico dell’esercito tedesco a Friburgo, parlerà di Cefalonia dal punto di vista germanico.
Fra le testimonianze previste quella di Amos Pampaloni, già comandante della Divisione Acqui, di Antonio Sanseverino (presidente dell’associazione nazionale Divisione Acqui e di Marcello Venturi, autore di “Bandiera bianca a Cefalonia”. Nel dibattito interverranno fra gli altri: Vladimiro Settimelli (Direttore di Patria indipendente) e Franco Manzitti (capo della redazione genovese di Repubblica). Le conclusioni saranno tenute dal generale di brigata del comando militare Regione Liguria Enrico Mocellin e dal senatore Raimondo Ricci, presidente dell’Istituto ligure per la storia della resistenza e dell’età contemporanea.
«E’ per me - afferma Ronzitti - assai significativo partecipare ai lavori del convegno su Cefalonia ed il sacrificio della Divisione Acqui, proprio a Palazzo Patrone, nella sede del Comando Militare Regionale. A Cefalonia infatti fu consumato uno dei crimini più orrendi perpetrati nella seconda guerra mondiale per diretto ordine di Hitler, ma a Cefalonia, con il sacrificio della Divisione Acqui, ebbe anche inizio quel movimento patriottico della Resistenza che portò al riscatto dell’onore e della dignità dell’Italia, calpestate ed infangate dal fascismo e dalla Repubblica di Salò.
«I caduti ed i reduci di Cefalonia erano ufficiali e giovani di leva che avevano scelto di tener fede al proprio giuramento dimostrando così che la Patria non era morta. E lo dimostrarono in quei giorni drammatici seguiti all’8 Settembre, quando tanti fuggivano dalle proprie responsabilità e tanti altri si ritrovarono per sentieri diversi a testimoniare con coraggio il proprio impegno nella difesa dei più elementari diritti umani e la libertà del proprio paese.
Erano questi uomini e donne provenienti da tante storie, anche distanti tra loro: ma si incontrarono sulla via della libertà e della democrazia. E ricostruirono sulle macerie delle devastazioni prodotte dalla guerra, dalle deportazioni nei campi di sterminio e dall’ignominia delle leggi razziali, la dignità di un popolo e di una nazione. Dignità e rigore etico che ancor oggi sono limpidamente leggibili nei principi e nei valori sanciti nella Costituzione della Repubblica.
Nel corso di questi sessanta anni la storia d’Italia e del mondo è stata segnata da una crescita civile e democratica di straordinario vigore – ricorda Ronzitti - ma non vi è dubbio che, per noi italiani, di grande monito è sempre stata quella lezione della storia, il sacrificio degli ufficiali e dei soldati della Divisione Acqui, la fedeltà delle nostre Forze Armate e di quanti si batterono coraggiosamente come il primo battaglione della regia Guardia di Finanza che fu insignito della medaglia d’oro alla bandiera del corpo, per l’eroica resistenza di Cefalonia e di Corfù».
Fonte Regione Liguria
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BREVE COMMENTO :
Speriamo, ma dubitiamo fortemente, che qualcuno dei presenti
abbia il coraggio di chiedere ai convegnisti
se sanno che a Cefalonia morirono circa 1800 militari
in gran parte Caduti in combattimento o fucilati.
Se mi avessero invitato glielo avrei chiesto io, ma non l'hanno fatto.
Chissà perchè...
MF
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I N V I T O
Il presente invito è rivolto non solo ai "Pinocchi marxisti" la cui specialità, consistente nel ribaltare sistematicamente la verità, si è manifestata in maniera addirittura sublime sui fatti di Cefalonia, ma anche ai tanti "Pifferai" ignoranti (e spesso mascalzoni) che da anni si sono dedicati al macabro passatempo del Mito di Cefalonia edificato su montagne di Morti inesistenti o meglio che a Cefalonia non ci furono.
Neanche 1800 furono, infatti, i Caduti in combattimento e i fucilati dai tedeschi; non di più.
Alla prevedibile osservazione di qualche 'pifferaio' circa la mia scarsa sensibilità sulla circostanza che anche un solo Morto sarebbe indice di "violazione dei diritti umani" ecc. ecc., rispondo che tra i Fucilati per colpa dei ben noti 'responsabili italiani'
-che armarono la mano dei tedeschi-
ci fu mio Padre
e che, la Verità va detta tutta e senza omissioni o travisamenti utili per fini ideologici o di bottega come fanno da sempre costoro.
Invito pertanto tutti, indistintamente, i Pifferai a guardarsi allo specchio ed a fare quanto il detto popolare prescrive:
S P U T A R S I
I N
F A C C I A.
Massimo Filippini
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La scritta sulla maglietta spiega chiaramente i motivi dell'odio nei confronti dello scrivente da parte dei
"PINOCCHI MARXISTI"
e dei loro degni compari:
"I PIFFERAI DI CEFALONIA"
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