HOME
CEFALONIA LA MENZOGNA CONTINUA
Il Notiziario di Cefalonia.it
IL CONVEGNO DI PARMA DEL 2007
Premio Acqui Storia o Acqui Favole
Associazione Acqui che pena
PRESENTAZIONE LIBRO A BASSIANO (LT)
Un eccidio senza prove
Gli errori di Rochat su Cefalonia
L I N K S
Il processo per i fatti di Cefalonia
APOLLONIO: un Mito per pochi intimi
IL NUMERO DEI CADUTI DI CEFALONIA
Cefalonia - Il convegno di Toritto e quello di Bari
LA TRAGEDIA DI CEFALONIA di Massimo Filippini
PAOLETTI (RI) VERGOGNATI
Il fratello del gen. GANDIN ci scrive...
Occasioni e rarità librarie
Una sinistra icona: il compagno-capitano Pampaloni
Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza
La Vedova del cap. Bronzini ci scrive...
I 'Pifferai' di Cefalonia
La 'Ballata della Acqui' ovvero...
LA SAGRA DELLE BUGIE
Il Reduce Luigi Baldessari racconta...
Il Reduce Luigi Baldessari racconta...
PADRE ROMUALDO FORMATO...
ODE SU CEFALONIA con aggiornamenti
RECENSIONI
L I N K
MORTI BUONI E MORTI CATTIVI
L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI
IO E I PRESIDENTI
RINGRAZIAMENTI: si fa per dire...
TRADITORI A CEFALONIA
TRADITORI A CEFALONIA
IL CORSERA DEFINISCE GANDIN UN TRADITORE
NON CI FU REFERENDUM
Le mani della Sinistra su Cefalonia
Dove stavano gli STUDIOSI DI CEFALONIA nel 1998 ?
COMPAGNI DI MERENDE
IL REDUCE ERMANNO BRONZINI RACCONTA...
LA TESI DELLA VERGOGNA
CI VOLEVA GIAN ENRICO RUSCONI...
IL BUSINESS CEFALONIA
CEFALONIA: esploriamo i fondali di Argostoli
Lettera aperta a W. Veltroni
UN PROCESSO MAI CELEBRATO
Notizie ANRP
NOTIZIE ANRP 2
E LE FFAA STANNO A GUARDARE...
LA VOCE DEI LETTORI
Notizie dall'Ass. Acqui
Chi è senza peccato...
Si scrive ANRP si legge ANPI
CEFALONIA in BUONE MANI
L'Istruttoria tedesca e la mia Costituzione di PC
ATTILIO TAMARO su Cefalonia
Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gallo ci scrive...
Convegno a Firenze dell'ANCFARGL
Mio intervento al Convegno di Firenze dell' ANCFARGL
Il mandolino di Corelli e un mandolinista mancato: Togliatti
Fango sul generale Gandin
Le gesta di Apollonio
Indro Montanelli su Cefalonia
Mario Cervi su Cefalonia
Sergio Romano su Cefalonia
L'Armadio della vergogna ovvero la scoperta dell'acqua calda
Il Reduce Reppucci racconta...
Il Reduce cap. Hengheller racconta...
Il Reduce Veronesi racconta...
Il Reduce Perosa racconta...
Il Reduce Romildo Mazzanti racconta...
Il Reduce Saverio Perrone ci scrive...
Il FATTACCIO COMPIUTO
I DIMENTICATI di Cefalonia
La Relazione di SEGANTI su Cefalonia
RASSEGNA STAMPA
IL REDUCE
GUIDO VERONESI
RACCONTA...
* * *

"Noi non eravamo fascisti, la Divisione Acqui era esercito italiano e
ha ubbidito agli ordini del Re,
onorando il nostro giuramento per il Re e la Patria".
_____________
Ponteterra, 9 dicembre 2003
Egregio Avvocato Filippini,

mi chiamo Guido Veronesi, sono un reduce della Divisione Acqui e vorrei portare la mia testimonianza.

Ho 89 anni, pensionato, iscritto a nessun partito, superstite di Cefalonia, cattolico praticante.
A Cefalonia hanno fucilato 7000 italiani, non le SS ma l'esercito tedesco: Wehrmacht.
Noi non eravamo fascisti, la Divisione Acqui era esercito italiano e ha ubbidito agli ordini del Re, onorando il nostro giuramento per il Re e la Patria.
Abbiamo combattuto...nessuno e' venuto ad aiutarci...l'aviazione ci ha costretti ad alzare le braccia...fu allora che entro' in scena la Wehrmacht con la sua divisione alpina...comincio' la mattanza.
Tutti i soldati che incontravano li ammazzavano, prima li derubavano di tutto: orologi, penne stilografiche, anelli, portafogli; poi a colpi di mitra o di fucile, li "facevano fuori"!
Io sono stato uno dei fortunati: indossavo la tuta da meccanico e fui risparmiato perche' considerato utilizzabile in officina.

Hanno assassinato una divisione di un regolare esercito che ha ubbidito agli ordini dei suoi superiori.

Un episodio visto e vissuto con i miei occhi: sono stato catturato, consegnato a un reparto tedesco. Ci hanno messo su uno spiazzo di una trentina di metri per lato controllati da una mitraglia per ogni lato...fame, da sette/otto giorni non si mangiava, ma era niente rispetto alla...sete, e' stato richiesto da bere, hanno risposto "alles", caput "verrete uccisi tutti".
Intanto catturavano a gruppetti soldati e ufficiali: soldati nel nostro gruppo, al sole, gli ufficiali collocati all’ombra di pochi pini.
Quando il gruppo degli ufficiali ha raggiunto il numero di ventisette, il comandante tedesco ha fatto fare l'adunata ai suoi militari. A questo punto un mio soldato che parlava e capiva bene il tedesco, ci ha detto: "Ragazzi, sta chiedendo dodici volontari per formare il plotone di esecuzione".
Il reparto tedesco era di una quarantina di individui: "Alzi la mano chi vuol partecipare!"…Hanno alzato tutti le mani!
Ha scelto il numero, li ha armati di mitra e ha avviato davanti a loro i poveri ufficiali e, a un centinaio di metri, li hanno fucilati.
Tra questi c'era anche un medico con tanto di croce rossa sul braccio.
Non vi dico quello che abbiamo provato noi in quel momento...
Arrivarono altri soldati con i rispettivi ufficiali...al posto dell'acqua richiesta, ci tormentavano facendoci "coricare...in piedi...giu'...su...giu'..." Tutta la giornata cosi'!
Questa volta gli ufficiali erano sei, li hanno fucilati con i fucili. Tra noi si sarebbe sentita una mosca volare...si sentivano bene le grida di dolore di quei poveri ragazzi, grida che porto tuttora nei miei ricordi.
Qualcuno, mi sembra di aver udito, li ha classificati come assassini.
A un certo punto un interprete tedesco chiamo' fuori "Sergenti! Sergenti maggiori! Marescialli!"...Io sono sergente maggiore, i gradi li avevamo gia' buttati, ci guardiamo in faccia io e il mio amico Sergente Pasini, il quale mi dice: "Guido, qui ci ammazzano tutti...andiamo! Finiamo questa agonia Andiamo!"
Ci avviamo...quando...mi sento prendere e trattenere per la cintola da due amici soldati, piangendo mi tirano indietro, dicendo: "Se dobbiamo morire, moriremo insieme, come insieme siamo stati in questi anni di guerra".
Avrei un anno di prigionia da raccontare: un anno in cui, con un gruppo organizzato, mettemmo in atto tanti episodi di sabotaggio contro i mezzi tedeschi, rischiando spesso la vita...ma e' una lunga storia.

I NUOVI PADRONI

Dopo un anno di prigionia, in cui ne abbiamo passate di "tutti i colori", tra umiliazioni...punizioni...e grandi paure, finalmente e' finita!

I tedeschi hanno abbandonato Cefalonia! Eravamo liberi...si tornava a casa; almeno lo credevamo.

La missione greco - inglese che si era stabilita sull'isola, composta da due ufficiali ai quali ci siamo affidati, aveva chiesto agli Alleati i mezzi per il trasporto in patria: sono stati giorni di gioia!
Ma non era finita: dopo i tedeschi arrivarono i "liberatori", che in realta' non hanno liberato niente e nessuno.
Un bel mattino, dopo diversi giorni che i tedeschi avevano lasciato l'isola, vediamo sul ponte che collega Argostoli alla strada per Sami e Lixouri, bandiere rosse fatte con striscioni di tela; sulle bandiere stava scritto: "Arrivano i liberatori".
Era l'E.L.A.S., i comunisti greci.
Piano, piano ci hanno tolto tutto: prima le armi che avevamo sottratto (recuperato) ai tedeschi, poi il magazzino viveri, salvato da noi.
Ci tolsero anche i mezzi meccanici.
Il Capitano Apollonio era in discussione tutti i giorni e metteva in pericolo la propria stessa vita, tanto che un ufficiale inglese gli consiglio' di eclissarsi per qualche giorno.

"COMBATTERE CONTRO GLI INGLESI" - AZIONI DI SABOTAGGIO

Pensarono anche di adoperarci per combattere gli inglesi, trasferendoci ad Astacas in terraferma: il nostro Capitano e' insorto, ma non c'e' stato nulla da fare. Ci ha radunati e ci ha detto: "Noi partiremo per Sami (luogo dell'imbarco), ma nessun autocarro dovra' arrivarci". Per arrivare a Sami da Argostoli ci sono due passi da valicare e, gia' prima di arrivare al secondo, le frizioni degli autocarri erano fuori uso...cosi' si fece ritorno ad Argostoli.

Un mattino il nostro cuoco andava col suo asinello a prelevare i viveri al magazzino; incontro' un poliziotto dell'E.L.A.S. e comincio' una discussione a riguardo dell'asino: doveva consegnarglielo..."Ma lo abbiamo pagato al contadino pochi giorni fa"...Non ne volle sapere: era suo perche' era greco!
Fini' che, a bruciapelo, gli sparo' una fucilata nello stomaco. Io lo vidi coricato sul marciapiede dell’ospedale, stava morendo...era siciliano.
Tutte le mattine si andava sul monte Telegrafo, tra il mare e la citta', per guardare se si scorgeva quel fil di fumo delle navi che avrebbero dovuto riportarci in Patria.
Il pomeriggio di un bel giorno arrivarono: attraccarono in porto due cacciatorpediniere con tanto di bandiera tricolore...era tanto tempo che non vedevamo la bandiera italiana...non riesco a descrivere l'entusiasmo e la gioia provata: si rideva con le lacrime agli occhi per la gioia.
Sulle cacciatorpediniere imbarcammo subito l'ospedale con feriti e ammalati, intanto arrivarono anche due zattere anglo-americane sulle quali purtroppo non c'era posto per tutti: il Capitano si rifiuto' di far partire solo un terzo di noi e di far aspettare gli altri; aveva paura che restando in pochi i comunisti ci facessero partire per il continente. Chiese cosi' una terza zattera, che arrivo' dopo due giorni. Nel frattempo il Capitano Apollonio mi diede l'ordine di portare alla missione greco - inglese il carico di un autocarro parcheggiato nel cortile dove eravamo alloggiati. Io e l'autiere Zendri partimmo, erano circa le sei pomeridiane. Arrivati alla missione greco - inglese cominciammo a scaricare le sei casse: nell'appoggiarla a terra, la prima cassa si ruppe...ne uscirono armi, mitragliatori, canne di mitraglia, otturatori...

A pochi metri c'erano alcuni ragazzi che giocavano e che videro tutto, cosi' gli ufficiali della missione ci fecero caricare di nuovo la cassa aggiustata alla meglio e ci consigliarono di portarla sulle zattere; tornando passammo proprio davanti alle guardie dell'E.L.A.S., per fortuna non erano stati informati.

Io e Zendri tornammo agli alloggi.

Cominciammo a prepararci per l'imbarco, ci trasferirono nella zona dove alloggiava l'ospedale da campo italiano e li', in fila, uno alla volta ci perquisirono da capo a piedi...e' stata l'ultima umiliazione...depredandoci di tutto quello che era sfuggito ai tedeschi.
Io, quando vidi che ci trattavano come ladri, mi infilai l'orologio nella cintura dei pantaloni, salvandolo.
Uscimmo...ci inquadrammo...ci consegnarono venti fucili...ci avviammo verso il porto. Passando davanti al comando dell'E.L.A.S., ci resero l'onore delle armi.
Ci imbarcammo, lasciando l'isola passammo davanti alla "casetta rossa", dove furono fucilati i nostri ufficiali: sull'attenti buttammo in mare una corona d'alloro; quasi tutti avevamo le lacrime agli occhi lasciando in quel posto tanti sfortunati nostri compagni che non sarebbero piu' tornati a vedere la loro Patria.

Sergente Maggiore GUIDO VERONESI

Capofficina del V Centro Automobilistico
Aggregato al 33^ Reggimento della Divisione Acqui al reparto munizioni e viveri-autofficina

E-mail: andrea.tra@tin.it
 
 
    [informazioni footer]    
HOME | CEFALONIA LA MENZOGNA CONTINUA | Il Notiziario di Cefalonia.it | IL CONVEGNO DI PARMA DEL 2007 | Premio Acqui Storia o Acqui Favole | Associazione Acqui che pena | PRESENTAZIONE LIBRO A BASSIANO (LT) | Un eccidio senza prove | Gli errori di Rochat su Cefalonia | L I N K S | Il processo per i fatti di Cefalonia | APOLLONIO: un Mito per pochi intimi | IL NUMERO DEI CADUTI DI CEFALONIA | Cefalonia - Il convegno di Toritto e quello di Bari | LA TRAGEDIA DI CEFALONIA di Massimo Filippini | PAOLETTI (RI) VERGOGNATI | Il fratello del gen. GANDIN ci scrive... | Occasioni e rarità librarie | Una sinistra icona: il compagno-capitano Pampaloni | Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza | La Vedova del cap. Bronzini ci scrive... | I 'Pifferai' di Cefalonia | La 'Ballata della Acqui' ovvero... | LA SAGRA DELLE BUGIE | Il Reduce Luigi Baldessari racconta... | Il Reduce Luigi Baldessari racconta... | PADRE ROMUALDO FORMATO... | ODE SU CEFALONIA con aggiornamenti | RECENSIONI | L I N K | MORTI BUONI E MORTI CATTIVI | L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI | IO E I PRESIDENTI | RINGRAZIAMENTI: si fa per dire... | TRADITORI A CEFALONIA | TRADITORI A CEFALONIA | IL CORSERA DEFINISCE GANDIN UN TRADITORE | NON CI FU REFERENDUM | Le mani della Sinistra su Cefalonia | Dove stavano gli STUDIOSI DI CEFALONIA nel 1998 ? | COMPAGNI DI MERENDE | IL REDUCE ERMANNO BRONZINI RACCONTA... | LA TESI DELLA VERGOGNA | CI VOLEVA GIAN ENRICO RUSCONI... | IL BUSINESS CEFALONIA | CEFALONIA: esploriamo i fondali di Argostoli | Lettera aperta a W. Veltroni | UN PROCESSO MAI CELEBRATO | Notizie ANRP | NOTIZIE ANRP 2 | E LE FFAA STANNO A GUARDARE... | LA VOCE DEI LETTORI | Notizie dall'Ass. Acqui | Chi è senza peccato... | Si scrive ANRP si legge ANPI | CEFALONIA in BUONE MANI | L'Istruttoria tedesca e la mia Costituzione di PC | ATTILIO TAMARO su Cefalonia | Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gallo ci scrive... | Convegno a Firenze dell'ANCFARGL | Mio intervento al Convegno di Firenze dell' ANCFARGL | Il mandolino di Corelli e un mandolinista mancato: Togliatti | Fango sul generale Gandin | Le gesta di Apollonio | Indro Montanelli su Cefalonia | Mario Cervi su Cefalonia | Sergio Romano su Cefalonia | L'Armadio della vergogna ovvero la scoperta dell'acqua calda | Il Reduce Reppucci racconta... | Il Reduce cap. Hengheller racconta... | Il Reduce Veronesi racconta... | Il Reduce Perosa racconta... | Il Reduce Romildo Mazzanti racconta... | Il Reduce Saverio Perrone ci scrive... | Il FATTACCIO COMPIUTO | I DIMENTICATI di Cefalonia | La Relazione di SEGANTI su Cefalonia | RASSEGNA STAMPA