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UNA SINISTRA ICONA: il compagno-capitano Pampaloni
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Il fratello del gen. GANDIN ci scrive...
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IL MANDOLINO DI...PAOLETTI
Il mandolino del capitano Corelli e...un mandolinista mancato
Fango sul gen. Gandin
LE GESTA DI APOLLONIO
Mario Cervi su Cefalonia
Il mandolino del capitano Corelli e un mandolinista mancato
Fango sul gen. Gandin
LE GESTA DI APOLLONIO
ATTILIO TAMARO su Cefalonia
Indro Montanelli su Cefalonia
Mario Cervi su Cefalonia
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L\'Armadio della vergogna ovvero la scoperta dell\'acqua calda
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I DIMENTICATI DI CEFALONIA
LA RELAZIONE DEL CONSOLE V. SEGANTI
LINK AL PRECEDENTE SITO
IL "BUSINESS" CEFALONIA
* * *
Dal Sito Nazionale di
FORZA ITALIA
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LIBRI/Storia del Novecento:

'LA TRAGEDIA DI CEFALONIA'
di Massimo Filippini
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www.tin.it
ARIA FRITTA
E
NULL'ALTRO
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E' quanto sanno scrivere i sostenitori del 'Progetto Museo - Laboratorio', ultima, in ordine di tempo, delle "bufale" su Cefalonia.
Ma chi rappresentano costoro se non loro stessi e pochi affiliati dei quali solo un'infima parte
- peraltro in simbiosi con le "balle" della Sinistra- e'
PERSONALMENTE
legata alla vicenda, perche' Reduce, Orfano o, in qualche modo Vittima della tragedia di Cefalonia ?
L'articolo che segue, tratto dalla Rivista dell'ANRP
che non c'entra niente con Cefalonia, ma fa di tutto per entrarci,
e' lo specchio fedele del modo d'agire di gente che
alla VERITA'
sostituisce un continuo e furbesco bla' bla' bla' la cui inconsistenza e banalita', unitamente ad una buona dose di malafede, da' la misura esatta della loro personalita'.
Pensino, costoro, ai Morti loro e non facciano oggetto di speculazione -con iniziative e progetti fuori luogo- quelli degli altri i cui Congiunti hanno pianto anche troppo per vedersi sbeffeggiati da iniziative folcloristiche con tanto di canti e balli addirittura sul modesto Sacrario che li ricorda.
Gli Yo Yo Mundi li invitino pure, ma alle Feste dell'Unita e non a Cefalonia.

Massimo Filippini

(N. B. Per evitare di addormentarsi durante la lettura dell'articolo che segue si consiglia di sorbire prima un buon caffe').
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www.tin.it
° ° °
CONSIGLI PER L'ISTITUENDO
"MUSEO - LABORATORIO"
DI CEFALONIA
° ° °
- PREMESSA-

A proposito dell'istituendo "Museo - Laboratorio" di Cefalonia che, con scopi altamente "filantropici" (e null'altro...), dovrebbe essere eretto -a cura dell'ANRP e di altre sue consorelle- ci permettiamo di suggerire ai benemeriti 'soci fondatori' alcuni consigli in linea con la versione 'fantasiosa' della vicenda compiuta -a puri fini ideologici- dall'intellighentia di Sinistra di cui le suddette associazioni con annesse fondazioni e compagnia cantando (ci riferiamo agli Yo Yo), sono zelanti portavoce.

In primo luogo l'iscrizione che dovrebbe campeggiare sull'entrata potrebbe essere la seguente:
"IN MEMORIA DELLA DIVISIONE 'ACQUI'
TRADITA
DAL SUO COMANDANTE GEN. GANDIN".
Ciò in ossequio alla ricostruzione dei fatti compiuta da Paolo Paoletti ne "I traditi di Cefalonia" e fatta propria dagli "studiosi" della vicenda tutti rigorosamente allineati a Sinistra con punte di aperta adesione all'ideologia marxista come il cattedratico prof. Guido D'Agostino dell'Università di Napoli la cui "allieva prediletta" Isabella Insolvibile ha scritto un saggio (ci rifiutiamo di definirlo libro) in cui la sua concordanza con lo scritto di Paoletti
-350 pagine in cui si dà del "traditore" a Gandin-
è, per sua esplicita ammissione, totale.
Nella sua opera ella, infatti, scrive che detto libro
"contiene la più precisa ricostruzione
(con la quale si concorda e alla quale si rimanda)
degli eventi accaduti nell'isola nel biennio 1943-1944": più chiaro di così...
Quanto sopra vale, ovviamente, non solo per la predetta ma anche e soprattutto, per il presidente dell'Ass. ne Acqui, il vetusto avv. Sanseverino, autore di una encomiastica "Postfazione" allo scritto della medesima e per il professor Enzo Orlanducci, acclamato Segretario dell'ANRP e pervicace sostenitore dell'iniziativa del "Museo - Laboratorio", il quale non perde occasione -dal sito dell'ANRP- per pubblicizzare l'attività della 'brillante ricercatrice napoletana', tale definita dal suo Maestro, il già citato prof. D'Agostino, "Rifondarolo Comunista" di provata fede.
Trattasi, com'è evidente, di personaggi ai quali l'attribuzione della taccia di "Traditore" al gen. Gandin, Martire principale della vicenda, non fa nè caldo nè freddo ed anzi viene da essi avallata con postfazioni e presentazioni di detto opuscolo in varie località, purtroppo assai spesso in compagnia di alcuni rappresentanti di quelle Autorità Militari il cui compito dovrebbe consistere nell' onorare un loro Caduto anzichè rendersi complici dei suoi denigratori.
(Purtroppo i Militari di oggi -come ho avuto modo di constatare- sanno poco o nulla sulla vicenda e, di conseguenza, sono facilmente preda di "marpioni" di vario genere).

- I -

Ciò premesso passiamo ai suggerimenti sull'edificando Laboratorio la cui Aula Magna potrebbe intitolarsi
"AULA INSULTI"
destinati, naturalmente, al "traditore" Gandin nonchè a quasi tutti gli Ufficiali della Acqui, compreso il Padre dello scrivente, che non solo morirono sotto il piombo tedesco ma vennero accusati, più o meno apertamente, della grave colpa di essere stati obbedienti al loro Comandante e ciò, per chi idolatra i partigiani comunisti è inconcepibile.
In detta Aula potrebbero tenersi, pertanto, dei corsi con Paoletti in qualità di Professore ordinario e l'Insolvibile di Assistente, durante i quali i partecipanti verrebbero indottrinati, in primis sul "Traditore Capo", magari con la "consulenza" dell' Eroe Pampaloni i cui meriti di ufficiale disobbediente ai propri superiori risultano essere assai apprezzati non solo nella natìa Toscana ma tenuti in altissima considerazione anche dal suo corregionale ed amico Carlo Azeglio Ciampi.
Sempre in tema di 'insulti' al gen. Gandin, essendo venuto a mancare il gen. Apollonio che fu il primo ad insinuare che il proprio Comandante fosse un traditore, potrebbero subentrare allo stesso i suoi "orfani" vale a dire coloro che più gli furono vicini in tale opera come l'ex Presidente dell'Associazione Acqui, Luigi Zendri il quale, riferendosi a Gandin, disse -con toni di aspro rimprovero- al Rochat che lo riportò nel suo libro, che "le lungaggini delle trattative forse -bontà sua !- si potevano capire", ma che "il generale Gandin non doveva coinvolgere la Divisione nella sua risposta ai tedeschi", quasi che Gandin fosse un signore capitato ivi per caso il quale doveva farsi i fatti suoi e non della Divisione (purtroppo) affidatagli.
Ma chi sarà lo Zendri ? si chiederà il lettore; forse un alto ufficiale scampato alla tragedia che giudica negativamente l'operato di Gandin ?
Niente di tutto ciò: costui fu solo un semplice soldato con mansioni di autiere che al pari di altri visse all'ombra di Apollonio dopo i tragici fatti che quest'ultimo concorse a causare e, ovviamente, gli rimase grato fino a farne una specie di icona vivente, accettando anche -come risulta dalla sua dichiarazione- di farsene portavoce esprimendo un giudizio di merito reiterante le insinuazioni del primo su ciò che il gen. Gandin doveva fare o non fare.
Ciò, detto da chi all'epoca fu solo un soldato scarso di letture e quindi ignorante -dal verbo ignorare- avrebbe potuto rappresentare il massimo dell'improntitudine, ma dietro ci fu un simile ispiratore che potè godere di un clima politico favorevole e forse proprio alla fedeltà a lui mostrata lo Zendri dovette il fatto di essere nominato -previa concessione di una medaglia d'argento assai postuma- Presidente dell'Ass. Acqui da parte dei soci che, coerentemente con i loro atteggiamenti passati e presenti, non è errato definire come "gli orfani di Apollonio".
Una riprova di ciò proviene anche dal defunto -per grazia di Dio- Sito web dell'Associazione Acqui ove trovasi ricostruita la vicenda di Cefalonia nella " Testimonianza dell'allora Capitano Renzo Apollonio, 33° Reggimento Artiglieria".
Naturalmente, passato a miglior vita il suo idolo, lo Zendri perse la visibilità a suo tempo avuta e, pertanto sarebbe cosa assai saggia riesumarlo per farne un 'insegnante' del Laboratorio.
Ci sembra già di vedere torme di giovanetti portati a Cefalonia da scuole site in Comuni retti da Giunte di Sinistra -come già del resto avviene- plaudire a "Nonno Zendri" che racconta le sue sofferenze a causa del "tradimento" del proprio Comandante: siamo certi che dal Grande Oriente il massone Apollonio, (era anche massone...) non mancherebbe di inviare al neo-professore solenni ringraziamenti che faranno morire d'invidia il quasi centenario Pampaloni -suo alter ego nella vicenda- della cui medaglia d'Argento conferitagli molti anni dopo -in pieno clima politico consociativo- confessiamo di non aver capito le motivazioni se si escludono, naturalmente, quelle politiche giustificate ampiamente dalla sua aperta adesione al Partito Comunista.


(continua)
IL SACRARIO DEI CADUTI DI CEFALONIA
TRASFORMATO IN PALCOSCENICO.....
Sopra: sull'improvvisato palcoscenico il complesso degli "YO YO MUNDI" suona e canta la 'Ballata della Acqui'
-celebrante un' inesistente resistenza contro i tedeschi, dopo l'eccidio-
e 'Bella Ciao', accomunando, in tal modo, i Militari morti a Cefalonia ai partigiani comunisti.

Sotto: gruppi di giovani turisti popolano il "palcoscenico" in abbigliamenti poco consoni alla sacralità del luogo che dovrebbe commemorare la tragedia.
Mancano solo i venditori ambulanti per completare il quadro.
Di fronte a tale scandalo è consigliabile per chi volesse ricordare i dolorosi fatti
-in rispettoso silenzio e raccoglimento-
evitare di recarsi in un Sacrario che non può più considerarsi tale, essendo stato trasformato in palcoscenico per esibizioni canore o in luogo turistico dove persone ignare dei fatti o giovani appositamente fatti affluire scattano foto ricordo in cui appaiono felici e sorridenti ad onta del luogo intriso di ricordi tragici in cui si trovano.

SAREBBE INTERESSANTE, QUALORA POSSIBILE, CONOSCERE IL PENSIERO DEI POVERI CADUTI SULLA "SAGRA" PAESANA E LA CONSEGUENTE "FARSA" IDEOLOGICA CHE PERIODICAMENTE SI SVOLGONO NEL LUOGO AD ESSI DEDICATO.
SIAMO CERTI CHE LA LORO RISPOSTA SAREBBE QUESTA:
"LASCIATECI IN PACE E SE PROPRIO NON VOLETE
DITE ALMENO LA VERITA".

Al Sacrario - Palcoscenico si accomodino pure, dunque, i rappresentanti delle Regioni 'Rosse' e di Associazioni loro amiche che sono di casa a Cefalonia dove, con pervicacia degna di miglior causa, speculano sulla vicenda imbalsamata nella bugiarda "vulgata" storica da essi confezionata ma, essendo venuta meno, per causa loro, la sacralità del luogo, provvedano se non altro
-tra una bugìa e l'altra-
a far edificare un chiosco ove ristorarsi per allietare le loro scampagnate 'ideologiche' e quelle dell'ignara claque che si portano dietro: se la Verità non ci guadagnerà alcunchè, a farlo sarà, almeno, un povero "bibitaro" ellenico...

Di fronte a tale vergogna le FFAA cosa fanno ?
Come da sessant'anni avviene, stanno a guardare...
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PELLEGRINI A CEFALONIA NEL 2003
° ° °
SOPRA: Un gruppo di "pellegrini" provenienti dalla "rossa" Emilia assiste ai discorsi commemorativi tenuti sul Sacrario di Caduti a Cefalonia, avendo al collo fazzoletti con la scritta "CEFALONIA 2003".

SOTTO: Un "pellegrino" con fazzoletto al collo nel Teatro di Argostoli dove si svolse il Convegno su Cefalonia con la partecipazione di studiosi di sinistra o comunisti, eccettuati lo scrivente ed il professore greco Gerasimos Apostolatos, uniche voci fuori da un penoso coro reiterante apodittiche affermazioni -come quella del "consapevole sacrificio" ed altre amenità del genere- ormai condannate, come falsità assolute, dal buon senso prima ancora che dalla Storia.

Ciononostante il "Business" continua....
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