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NOTIZIARIO DI CEFALONIA.IT
Il numero dei Caduti a Cefalonia
CEFALONIA: Incontro a Roma con Massimo Filippini 31 maggio 2010
Via Federico Filippini - Roma
CEFALONIA NON CI RESTA CHE PIANGERE
IL PROCESSO MUHLHAUSER
OCCASIONI E RARITA' LIBRARIE
MORTI BUONI E MORTI CATTIVI
MI SONO ROTTO...
PAOLETTI (RI)VERGOGNATI
CEFALONIA ricordata a Bagnaia (VT)
CEFALONIA - I Caduti tedeschi
Il cap. Pietro Gazzetti un Martire dimenticato
Al Ministro La Russa: Ode su Cefalonia
RASSEGNA STAMPA
L I N K S
LA MIA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE A DORTMUND
Le Archiviazioni inviatemi dalle Procure di Dortmund e di Monaco
Il BUSINESS CEFALONIA
BADOGLIO ED AMBROSIO: I VERI RESPONSABILI DI CEFALONIA
Padre Romualdo Formato - Un nipote ci scrive
IL PADRE DI TUTTI I FALSI SU CEFALONIA: il Comunicato del 13.9.1945
Associazione Acqui che pena
I 'PIFFERAI' DI CEFALONIA
TRADITORI A CEFALONIA
Notizie dall'Ass. ACQUI
CONVEGNI SU CEFALONIA
CEFALONIA - Quale verità ?
Ringraziamenti....si fa per dire
GLI ERRORI di ROCHAT su Cefalonia
Il Reduce Alfredo Reppucci racconta...
Il Reduce Romildo Mazzanti racconta...
CEFALONIA: LA MENZOGNA CONTINUA
Il Reduce Ermanno Bronzini racconta...
Notizie ANRP - 2
Il fratello del gen. Gandin ci scrive...
Le gesta di Apollonio ovvero...
LA VOCE DEI LETTORI
Intervento di Filippini al Convegno di Firenze
I dimenticati di Cefalonia
Il Reduce Luigi Baldessari racconta...
Il Reduce cap. Hengeller racconta...
NON CI FU REFERENDUM
Il Reduce S. Perrone ci scrive...
E LE FFAA STANNO A GUARDARE
Il presidente emerito Ettore Gallo ci scrive
L'armadio della vergogna ovvero la scoperta dell'acqua calda
Dove stavano gli studiosi di Cefalonia nel 1998 ?
La Vedova del cap. Bronzini ci scrive...
I 'Pifferai' di Cefalonia
LA SAGRA DELLE BUGIE
Il Reduce Luigi Baldessari racconta...
Padre Formato - Un nipote ci scrive...
Sergio Romano: CEFALONIA - Una pagina nera
RECENSIONI
FILM RAI SU CEFALONIA
MORTI BUONI E MORTI CATTIVI
IO E I PRESIDENTI
Cefalonia: la sagra delle bugie
TRADITORI A CEFALONIA
Dove stavano gli STUDIOSI DI CEFALONIA nel 1998 ?
COMPAGNI DI MERENDE
IL REDUCE ERMANNO BRONZINI RACCONTA...
LA TESI DELLA VERGOGNA
CI VOLEVA GIAN ENRICO RUSCONI...
CEFALONIA: esploriamo i fondali di Argostoli
Lettera aperta a W. Veltroni
UN PROCESSO MAI CELEBRATO
I maneggioni di CEFALONIA
RECENSIONI
E LE FFAA STANNO A GUARDARE...
LA VOCE DEI LETTORI
APOLLONIO: UN MITO PER POCHI INTIMI
Il Corsera: Gandin fu un traditore
Lettera aperta a W. Veltroni
PREMIO ACQUI STORIA O ACQUI FAVOLE ?
Film Rai 'Cefalonia' - Che bella fiction !
Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza
Cefalonia: un eccidio senza prove
LA TESI DELLA VERGOGNA
NOTIZIARIO DI CEFALONIA.IT
VERONA: commemorati 10.259 Caduti dalle FFAA !!
* * *
BASTA CON LE MENZOGNE !
Incredibile ma vero !
A Verona si commemorano 10. 259 (diecimiladuecentocinquantanove) soldati (!!) della Divisione “Acqui” che "dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 avevano deciso di non arrendersi ai tedeschi", con la partecipazione del 'disinformatissimo' Sindaco Tosi e nientepopodimenoche del gen. Enrico Pino che evidentemente ignora i veri dati dei Caduti
-A CEFALONIA-
da lui facilmente reperibili all'Ufficio ALBO D'ORO del Min. Difesa in via Sforza 4/b 00184 Roma dove sono quantificati in 1. 639 (di cui 1300 caduti nei combattimenti e il resto -quasi tutti Ufficiali- fucilati dai tedeschi).
A parte l'inesattezza sulla genesi dell' inutilissima resistenza opposta ai tedeschi, rinvenibile in un preciso
ORDINE DI RESISTERE
(leggibile sotto) che fu inviato al gen. Gandin dal Comando Supremo fuggiasco a Brindisi con la cricca badogliana dopo il pasticcio dell'armistizio, qualcuno avvisi il generale Pino della figuraccia che lui ha fatto e che da sempre fanno le FFAA associandosi a tali 'interessate' menzogne care alla Sinistra (in particolare a quella comunista), proprio loro che custodiscono i VERI dati dei nostri Militari Caduti.
Faccia una telefonatina all'Ufficio suddetto e poi, magari, avvisi i suoi colleghi dicendo loro di fare altrettanto.
C'è un limite anche alle pagliacciate !
Massimo Filippini
Orfano del magg. Federico Filippini purtroppo VERAMENTE fucilato dai tedeschi
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10. 259 Morti a Cefalonia !!!
* * *
Sopra: Il testo dell'Ordine di Resistere inviato con criminale incoscienza al gen. Gandin fu la causa della tragedia avvenuta perchè esso impose al predetto di resistere ad un avversario potentemente armato e soprattutto padrone del cielo
-noi non avevamo un aereo che è un aereo !-
aggiungendo all'infamia dell'armistizio
-concluso senza dichiarare guerra alla Germania-
quella della consapevolezza
-da parte del Comando Supremo-
di non poter inviare alcun aiuto a soldati divenuti improvvisamente 'nemici' dell'alleato del giorno prima da cui furono trattati
-per giunta-
come 'partigiani' o 'franchi tiratori' come tali fucilabili sul posto per l'assenza di una dichiarazione di guerra che avvenne solo il 13 ottobre successivo dietro insistenza addirittura del Comandante in Capo Alleato gen. Eisenhower scandalizzato da simile modo di agire della cricca badogliana che aveva gettato in pasto alle belve tedesche i nostri uomini.
Ma di questo ai celebratori veronesi non interessa niente: a loro basta ricordare l'incredibile menzogna di 10.259 Morti che in tali proporzioni...
non ci furono affatto.
SI VERGOGNINO TUTTI QUANTI

Massimo Filippini
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* * *
Gli articoli che seguono sono tratti da siti web che li hanno gentilmente pubblicati ed ai quali va il mio ringraziamento per aver dato spazio anche alla mia voce.
Questa si chiama democrazia e non quella dei 'gendarmi della memoria' che non vogliono cedere di un passo dalle loro menzogne e censurano tutto ciò che non è in linea con le loro menzogne.
Massimo Filippini
21 settembre 2009
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IL DERNIER CRI :
LE BALLE SU CEFALONIA RACCONTATE AL SUONO DEL SAX

"Italiani dovete morire” e' il titolo dello spettacolo in programma ai Giardini Luzzati di Genova, vicino a piazza delle Erbe. Protagonista Marco Arena, accompagnato dal sax di Anna Izzo. Il testo e' ispirato all'omonimo libro di Alfio Caruso e racconta la vicenda tragica della divisione Acqui dell'esercito italiano, coinvolta nell'eccidio di Cefalonia del 1943. Lo spettacolo comincia alle 21e30 e viene replicato ogni sabato di ottobre".

BREVE COMMENTO: Finalmente uno spettacolo 'SERIO' (si fa per dire) non solo perchè ispirato a un libro ormai datato in cui si dà per avvenuta l'inesistente strage di oltre 9.000 soldati -come da consolidata prassi 'resistenziale'- ma soprattutto perchè tali balle avranno un degno accompagnamento musicale: il SAX di Anna Rizzo.
Un consiglio agli autori: attenti che i VERI morti di Cefalonia non vengano a tirarvi per i piedi di notte...
Cefalonia al suono del SAX !
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Incredibile ma vero !
A Verona nella cerimonia del 23/9/2009 si continuano a commemorare 10.000 Morti 'uccisi dai tedeschi a Cefalonia' non curanti delle smentite provenienti da più parti e si documenta il tutto come nel link di un'emittente veronese.
E' una vergogna che offende non solo la storia ma gli stessi Caduti VERAMENTE morti.
Perfino il Presidente Napolitano il 25/4/2007 evitò di fare numeri a Cefalonia e di accennare a 'responsabilità' per non correre il rischio di dire cose non vere ma ieri a Verona si è superato ogni limite di decenza 'sparando' con compiaciuta sicurezza cifre da capogiro.
Si vergognino se ne sono capaci.
Massimo Filippini
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LINK E MIO COMMENTO (se non lo levano)
CEFALONIA: ORMAI SIAMO AL RIDICOLO
leggi articolo
CEFALONIA: a Verona il prossimo 23 settembre si commemora come sempre la div. ‘ Acqui’
leggi articolo
AL MINISTRO DELLA DIFESA IGNAZIO LA RUSSA (Ode su Cefalonia)
leggi articolo
* * *
CEFALONIA: NAPOLITANO, BERLUSCONI E IL 25 APRILE

Nella ridda di celebrazioni sul 25 aprile sono risuonati –a mo’ di esempio resistenziale- alcuni accenni alla tragica vicenda di Cefalonia, da Napolitano indicata come uno degli eventi ‘spontanei’ in cui i militari italiani “ a Cefalonia come altrove, combatterono a viso aperto contro i nazisti”, per finire a Berlusconi che nella commemorazione tenuta ad Onna cui presenziavano militari del 33° reggimento art. ‘Acqui’ ha detto testualmente: “E non casuale è che in questa giornata speciale, i militari del Picchetto d'Onore schierati davanti a noi appartengano al 33.mo Reggimento di artiglieria, il reparto degli abruzzesi che nel 1943 a Cefalonia ebbe il coraggio di opporsi ai nazisti e di sacrificarsi - combattendo - per l'onore del nostro Paese.
Molto bene. Si tratta di un afflato patriottico unitario per la prima volta manifestato –in questo 25 aprile- anche dal Presidente Berlusconi il quale finalmente ha spezzato l’egemonia su una data considerata loro proprietà esclusiva dagli epigoni della parte peggiore della Resistenza –quella comunista- concentrati nell’Anpi e in altre organizzazioni comuniste che ancora oggi si ritengono depositarie di uno ‘ius excludendi’ -dalle celebrazioni del 25 aprile- di chiunque non appartenga al loro filone ideologico.
Ne sono assai lieto anch’io che per aver ricostruito in modo scevro da condizionamenti ideologici i fatti di Cefalonia sono stato e sono considerato come ‘revisionista’ o ‘fascista’ da personaggi appartenenti non solo alle suddette associazioni ma addirittura all’Ass. ne ‘Acqui’ che ‘dovrebbe’ riunire i Reduci e i Congiunti di tutti i Caduti (ma riunisce solo coloro che sono ‘organici’ ai comunisti) dalla quale –pur essendo iscritto- sono stato estromesso per la ‘grave’ colpa di cui sopra: quella di aver detto la verità.
Detto questo mi corre obbligo di rilevare alcune imprecisioni contenute nelle parole delle due predette cariche istituzionali che, certamente in buona fede, hanno però erroneamente interpretato nei loro discorsi gli accadimenti di Cefalonia elevandoli ad esempio di un qualcosa che non ‘possono’ rappresentare cioè la ‘scelta’ resistenziale antifascista e/o antinazista da essi completamente assente come cercherò –con altrettanta buona fede- di spiegare.
Inizio col rilevare che il risveglio di attenzione sui fatti di Cefalonia con il conseguente impossessamento ‘ideologico’ di essi –soprattutto da parte dei comunisti- trae origine dal mio ultradecennale impegno sul tema -per me assai doloroso- da cui derivò il mio primo libro ‘LA VERA STORIA DELL’ECCIDIO DI CEFALONIA’ che nel 1998 riuscii a far pubblicare da un piccolo editore stante il rifiuto ricevuto da nomi noti dell’ editoria che ritennero la vicenda da me scritta ‘inattuale’ o non rispondente ai loro ‘piani editoriali’, come ipocritamente mi rispose Mursia che poco dopo pubblicò un memoriale sulla vicenda con prefazione del noto giornalista comunista Mario Pirani cui pur avevo inviato in omaggio il mio libro senza ricevere ovviamente riscontro alcuno.
Da qui ebbero inizio le mie peripezie di scrittore ‘maledetto’ dai comunisti e loro soci proprio per il fatto di essermi documentato in anni e anni di ricerche con ciò rompendo lo schema romanzato e inaffidabile tipico delle precedenti pubblicazioni allineate in gran parte al conformismo storico-culturale della Sinistra all’epoca trionfante, a scapito della verità storica.
Ma che il mio libro fosse di vibrante attualità fu ed è dimostrato dalle decine e decine di pubblicazioni (non le chiamo libri per…rispetto dei libri), monografie ecc. ecc. che lo seguirono a partire dal 1998 in un crescendo irrefrenabile teso in massima parte a controbattere –senza riuscirvi- le verità da me portate alla luce e nel frattempo da me ribadite con abbondanza di NUOVA DOCUMENTAZIONE in altri due libri (La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda nel 2004 e I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito nel 2006).
Ciò chiarito mi preme ora rilevare che, sia pur con le migliori intenzioni che non esito a riconoscere alle due alte personalità sunnominate, esse hanno commesso o meglio replicato l’errore in cui incorrono un po’ tutti nel parlare di Cefalonia che fu una vicenda prettamente militare di cui però si trascura –anche da parte di chi è in buona fede- di dare risalto alle specifiche peculiarità che le sono proprie con il risultato di creare una gran confusione tra Resistenza Antifascista e Resistenza Militare.
Quest'ultima infatti prescinde -per sua natura- da connotazioni ideologiche ed è unicamente dovuta ad un atto di obbedienza agli Ordini Superiori che -come è noto- arrivarono anche a Cefalonia. (1)
Lo stesso Procuratore Militare Capo di Roma Antonino Intelisano, intervistato dal tg 1 il 15 novembre 2007, disse esplicitamente che la div. Acqui combattè contro i tedeschi perchè gli 'era stato ordinato' di farlo.
Un esempio chiarirà meglio il concetto: se gli Alleati anzichè cominciare l'invasione dell'Europa sbarcando in Sicilia il 10 luglio 1943 avessero iniziato dalla Grecia -come Churchill avrebbe voluto- definiremmo forse la resistenza che avrebbero loro opposto i nostri soldati –ANCHE A CEFALONIA- in obbedienza ad Ordini Superiori come Resistenza 'fascista' ? Sarebbe una ridicola ed evidente forzatura ideologica che invece viene puntualmente ripetuta –senza che nessuno abbia da ridire- citando con l’aggiunta di aggettivi come ‘antifascista’ e ‘antinazista’, quella resistenza opposta ai tedeschi da quei militari che pochi giorni prima avrebbero fatto lo stesso contro gli Alleati.
Non è da dimenticare poi che i nostri soldati erano alleati da più di tre anni con questi ultimi contro gli Alleati e i Russi sovietici per cui sulla base di tali dati di fatto è evidente che la Resistenza Militare avvenuta a Cefalonia non può essere assimilata -se non mediante un escamotage ideologico- alla Resistenza Antifascista sorta in un secondo tempo e meno che mai a quella segnatamente comunista come i suoi epigoni pretendono di fare con prepotente arroganza.
Definire come fanno comunisti e soci i nostri soldati di Cefalonia ansiosi di ‘dar guerra al tedesco’ risulta pertanto un esercizio di dialettica politica cui è facile rispondere opponendogli l’ indiscutibile assioma secondo cui il soldato 'spara' –o meglio è ‘obbligato’ a sparare- contro chi gli viene ordinato di fare e non per 'simpatia' o 'antipatia' elementi, questi, del tutto personali e privi di rilevanza in qualsiasi istituzione militare, qualunque sia il tipo di governo di cui essa è al servizio.
Non si può negare tuttavia che, stante l'unicità del nemico contro cui si indirizzarono le azioni dei militari e dei partigiani, si trattò di due 'species' di un unico genere aventi però le differenze sostanziali di cui sopra per cui volerle far diventare un UNICUM è una violenza fatta alla Storia essendo i militari -per definizione- ‘apolitici’ e voler 'politicizzare' le loro azioni significa snaturare un' Istituzione che -per mantenersi integra- non può e non deve essere ascritta a nessuna parte politica dovendo essa obbedienza solo al legittimo governo.
Per i partigiani ovviamente il discorso fu ed è diverso essendo essi svincolati da doveri di obbedienza ‘istituzionale’ per cui risulta impossibile assimilarli ai Militari perché –come dimostrò l’esperienza del CLN- le componenti di tale movimento furono diversissime e spesso autonome se non in conflitto tra loro andando dai partigiani ‘cattolici’ a quelli ‘comunisti’ e ancora…peggio .
Per meglio specificare si tenga presente che gli infami antimilitaristi che gridarono in tempi recenti –riferendosi ai nostri Martiri in Iraq- "10, 100, 1000 Nassirya" sono spesso gli stessi che esaltano i soldati della ‘Acqui’ indicandoli come 'partigiani' (naturalmente comunisti) di Cefalonia commettendo, oltre all’infamia, anche l’ errore di attribuire alle FFAA intenti politici del tutto esulanti dai loro compiti istituzionali.
Sulla base di quanto sopra è evidente quindi che sia le parole di Napolitano che quelle di Berlusconi non hanno focalizzato questi aspetti, essenziali per una retta comprensione della vicenda, avendo essi preferito insistere sull’aspetto per così dire eroico o mitico della vicenda, accennando –fortunatamente di sfuggita- al leit motiv in voga presso la letteratura di Sinistra imperniato sulla SCELTA dei soldati della Acqui (tutti, nessuno escluso !) di resistere e farsi ammazzare –addirittura consapevolmente !- dai tedeschi inferociti per il nostro voltafaccia.
Nulla di più falso e pretestuoso, unitamente all’esagerato numero di morti inventato di sana pianta: infatti, parlando di 'SCELTA' della Divisione si dimostra solo di essere degli ignoranti o delle persone in mala fede che non sanno, nel primo caso o fingono di non sapere, nel secondo, che l’ ORDINE DI RESISTERE fu inviato a Gandin dal Comando Supremo riparato a Brindisi dopo l'armistizio e se ciò costituisce un 'vulnus' inferto alla verità proprio da chi se ne professa depositario 'quasi unico', non è ammissibile però che avvenga ad opera di soggetti come il Presidente della Repubblica o quello del Consiglio che hanno il preciso dovere di non dire o associarsi alle frottole raccontate da decenni da una Sinistra che vedendosi ormai alle corde non sa fare altro che cacciar fuori dal suo cappello a cilindro le più incredibili menzogne sulla Resistenza in genere e su Cefalonia in particolare dando per giunta del ‘fascista’ a chiunque dissenta.
Non sarà mai troppo tardi per i signori comunisti pentirsi per le menzogne raccontate: in fin dei conti l’Italia è il paese che ha inventato il pentitismo e quindi tutto è possibile.
A proposito, anche io sono figlio di un Partigiano morto a Cefalonia (doc. 2) ma l’ANPI non lo sa. Meglio così: mio Padre al quale la sua città, Roma, ha intitolato una strada non era certo comunista.

Massimo Filippini

All.
1- LINK SITO COMUNE DI ROMA
2- ORDINE DI RESISTERE
3- DIPLOMA DI PARTIGIANO DEL MAGG. FEDERICO FILIPPINI
________
VIA FEDERICO FILIPPINI
* * *
WIKIPEDIA E CEFALONIA
I prestigiatori in azione
_____________

Alle falsificazioni sulla vicenda di Cefalonia compiute nel corso di oltre sessanta anni se ne aggiungono di tanto in tanto altre addirittura penose da parte degli 'affiliati' alla Sinistra storico-culturale tra i quali si stagliano, per l'indefesso impegno, l'Associazione 'Acqui'
presieduta da persona nulla avente a che fare
-direttamente o indirettamente-
con i fatti di Cefalonia oltre a entità che magari prendono sovvenzioni dallo Stato per poi scrivere falsi clamorosi sulla vicenda.
Questi sono i 'gendarmi della memoria' ai quali si deve il deplorevole stato in cui sarebbe ridotta la memoria di Cefalonia se non ci fosse chi
-come lo scrivente-
ha gettato loro in faccia la Verità venendo ovviamente ricambiato in malo modo e addirittura espulso
DE FACTO
dall'Associazione Acqui alla quale ha diritto di appartenere
-come da Statuto-
assai più dell'attuale presidente il cui Padre morì a Corfù e non a Cefalonia e
-ciò che è importante-
neanche apparteneva alla Divisione 'Acqui' (!).
Come se ciò non bastasse qualcuno della predetta congrega si è trasformato in prestigiatore per modificare o meglio per far cancellare qualsiasi riferimento riportato su Wikipedia all'opera dello scrivente che, malgrado la definizione di 'scrittore revisionista' era tuttavia stata menzionata mediante un link al suo sito ed alcuni richiami al suo ultimo libro
I Caduti di Cefalonia: fine di un mito
in cui è stato accertato il dato numerico delle Vittime in una misura enormemente inferiore a quella riportata senza alcun fondamento storico da decenni.
Attraverso meschini metodi insabbiatori dai quali emerge tutta la miseria morale caratterizzante tale infima schiera di prestigiatori di terz'ordine è accaduto dunque che gli accenni al sottoscritto su Wikipedia siano stati del tutto 'cassati' risultando ovviamente sgraditi agli ignoranti Soloni della Sinistra che hanno provveduto alla bisogna dando un'ulteriore prova della loro ostentata e fasulla democraticità paragonabile a quella in voga un tempo nei paesi comunisti di cui essi si intendono a menadito tanto da intrattenere rapporti di 'amorosi sensi' con quel che resta dei partiti che ad essi continuano ad ispirarsi.
Quanto sopra apparirà chiaro esaminando quel che oggi si legge in Wikipedia alla voce 'cefalonia'
-visibile nel link n.1-
e paragonandolo a quanto c'era scritto tempo addietro prima che intervenisse la censura del KGB 'wikipediano',
-visibile nel link n.2-
in cui uno studio serio e a tutt'oggi l'unico mai fatto sul numero delle povere Vittime di Cefalonia
-tra le quali è bene che questi ignobili esseri sappiano che ci fu mio Padre-
viene definito addirittura
"tesi revisionista smentita da innumerevoli testimonianze e francamente infame nei confronti dei caduti fatta passare per "amore della storia" e verità assoluta".
Un trattamento, questo, veramente 'infame' nei confronti di chi scrive messo in atto da una cricca di volgari prestigiatori di cui ho recuperato traccia nel web per esibirla a loro perpetua vergogna.
Mi fermo qui: credo di aver detto abbastanza.

Massimo Filippini
___________
LINK N. 1
LINK n. 2
INVITO

L’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon-Lazio in collaborazione con il Comune di Viterbo
ricorda
la tragedia della Divisione Acqui a Cefalonia
e il 65° anniversario della morte del suo comandante
Gen. MOVM Antonio Gandin

Mercoledì 24 settembre a Bagnaia
con il seguente programma:

ore 16,45 deposizione fiori alla lapide sulla casa avita
in piazza XX settembre 9;
ore 17,30 celebrazione S.Messa in suffragio dei Caduti
nella Chiesa di S. Giovanni;
ore 18,30 conferenza dell’avv. Massimo Filippini sulla
figura del Gen.Gandin.

La Sua presenza sarà particolarmente gradita.

Per l'Organizzazione
(dott. Aldo Quadrani)
_______________
Guardia d'Onore al Pantheon V. alla voce 'eventi'
Bagnaia 24.9.2008- In attesa dell'inizio Autorità Civili e Militari. A sin. M. Filippini
* * *
DAL SITO DEL COMUNE DI VERONA:
ANNUNCIO DELLA COMMEMORAZIONE DI UN 'ALIUD PRO ALIO':
Verona: 65° anniversario dell’Eccidio della Divisione Acqui
(12/9/2008 17:35)
* * *
Venerdì 19 settembre sarà commemorato il 65° anniversario dell’Eccidio della Divisione Acqui avvenuto il 21 settembre del 1943.
La cerimonia, in programma alle 10 al monumento nazionale in circonvallazione Oriani, è stata presentata oggi dall’assessore alle Manifestazioni Erminia Perbellini. Presenti i rappresentanti delle Istituzioni che, insieme al Comune, hanno promosso le iniziative in ricordo di quei fatti tra gli episodi più drammatici della Seconda Guerra Mondiale: il presidente provinciale dell’Associazione nazionale “Divisione Acqui” Claudio Toninel, il presidente del Circolo Ufficiali dell’Esercito di Verona colonnello Luigi Luise e il rappresentante del Comando militare dell’Esercito Veneto tenete colonnello Rocco Pellegrini; presente anche il presidente dell’Associazione Partigiani di Verona Raul Adami
“È doveroso ricordare gli eventi che il 21 settembre del 1943 a Cefalonia e Corfù videro il sacrificio di diecimila soldati e segnarono per sempre la storia dell’Italia e in particolare della nostra città, che quel giorno ebbe il più alto numero di caduti - spiega Perbellini -.
La loro scelta di combattere fino al sacrificio della vita per tener fede ad alti ideali di libertà e democrazia sia di insegnamento per noi e per i nostri giovani”.
Quest’anno la commemorazione del sacrificio della Divisione Acqui sarà preceduta da altri due eventi: dall’8 al 18 settembre sarà allestita la mostra fotografica “Il sacrificio della Divisione Acqui”,al Circolo Ufficiali dell’Esercito, a Castelvecchio, dove giovedì 18 settembre alle 12, sarà intitolata una sala alla “Divisione Acqui”.
_______

BREVE COMMENTO
Malgrado tutti i risultati delle ricerche storiche anche di studiosi celebrati dicano il contrario a Verona si continua a celebrare
"l'eccidio di 10.000" soldati !
Si continua del pari ad ignorare
l'ORDINE DI RESISTERE
inviato al gen. Gandin dal Comando Supremo
per far apparire i fatti come
UNA SCELTA (!!)
compiuta dalla Divisione (!!).
Dall'assessore Perbellini alle FFAA, ai Dirigenti dell'Ass. Acqui all'ANPI,
si continua a celebrare un fatto
DIVERSO DA QUELLO REALMENTE ACCADUTO:
UN 'ALIUD PRO ALIO' .
TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE
...e nessuno che si vergogni per l'ennesima mistificazione.
CHE SI VERGOGNINO TUTTI QUANTI
Massimo Filippini
_____
* * *
AL MINISTRO IGNAZIO LA RUSSA

I COMUNISTI
spadroneggiano nell' Ass. ne 'Acqui' espellendo da essa chi
-COME LO SCRIVENTE-
non lo è e piangono lacrime solo sui soldati della 'Acqui'
da loro trasformati in 'Partigiani' mentre delle FFAA non risulta gliene freghi assolutamente niente.
La cosa più triste è che le FFAA fingono di non accorgersi di tale stortura.
Ci pensi Lei, signor Ministro !

Massimo Filippini
Orfano di un Martire di Cefalonia
(espulso 'de facto' dall'Ass. ne Acqui)
____
PARATA MILITARE 2 GIUGNO ONORE ALLE FFAA !
* * *
Da RAGION POLITICA.it :
LIBERARE L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA DAL MONOPOLIO COMUNISTA
(V. Testo e Commenti di cui uno dello scrivente)
______
Basta con il monopolio comunista della Storia
* * *
AL SIG. MINISTRO DELLA DIFESA IGNAZIO LA RUSSA

Malgrado siano stati buttati fuori dal Parlamento i comunisti continuano a comportarsi come i
PADRONI DEI FATTI DI CEFALONIA
da loro raccontati addirittura come 'il primo atto' della Resistenza Ideologica e non come un atto di Resistenza Militare avvenuto
in OBBEDIENZA a ORDINI SUPERIORI
e non per SCELTA dei Soldati da loro trasformati in PARTIGIANI ANTE LITTERAM.
E' ora che qualcuno
-Lei Signor Ministro in primo luogo-
spieghi a costoro che l'era della loro prepotenza ideologica è finita con la loro espulsione
-decretata dagli italiani-
dal Parlamento Nazionale.
In attesa che presto ciò avvenga ascoltiamo un brano che ben si addice alla loro umiliante debacle augurandoci che, oltre alla musica, anche il filmato faccia loro capire che l' essere stati cacciati via non è un brutto sogno ma un'amara (per loro) realtà oltre che una fonte di immensa gioia per tutti, meno i quattro gatti da loro rappresentati.

Massimo Filippini
Orfano di un Martire di Cefalonia

_____
CIAO SINISTRA
* * *
L'ITALIA E ROMA FINALMENTE LIBERATE
DAI COMUNISTI
GRAZIE SILVIO !!
_____________

Un Link dedicato ai fratelli Marcella ed Enzo De Negri che il 25 aprile 2007 a Cefalonia mi dettero del 'fascista' come è consuetudine dei comunisti verso chi non condivide le loro infami idee.

I SIGNORI, PARDON, I COMPAGNI DE NEGRI SONO SERVITI COME DA LINK CHE SEGUE.
Massimo Filippini
VAFFA....
* * *
BASTA CON IL MONOPOLIO COMUNISTA SU CEFALONIA !
Strano paese l'Italia In cui un branco di cialtroni spazzati via dalla volontà popolare pretende di trattare
IN ESCLUSIVA
un argomento come quello di Cefalonia nulla avente avente a che fare con essi.
E' ORA DI FINIRLA CON QUESTA VERGOGNA !
BASTA CON LE MENZOGNE COMUNISTE SU CEFALONIA !
________________
Elezioni 2008: la scomparsa dei comunisti
* * *
La sig. ra Marcella De Negri orfana -come lo scrivente-
di un Caduto di Cefalonia è colei che, urlando come un'ossessa mi dette del 'fascista' a Cefalonia.
Nel link che segue annuncia la sua partecipazione alla manifestazione dell'8 luglio 2008 a Roma oggetto ancora oggi di indagini per le ingiurie rivolte al Pontefice e ad altre personalità pubbliche.
Tale convegno fu perfino ripudiato dalla dirigenza del PD che ab initio si rifiutò di parteciparvi.
Riportiamo la notizia in questo sito perchè costei insieme con il fratello Enzo è una delle personalità più in vista dell'ASSOCIAZIONE 'ACQUI' che un tempo aveva il compito di ricordare -al di fuori degli inquinamenti della politica- la triste vicenda dell'omonima divisione.
Alla luce delle idee ultracomuniste di costoro e dei vertici di tale Associazione
-a cominciare dalla presidente G. Bettini-
quanto sopra appare del tutto disatteso.
Massimo Filippini
_________________
8 luglio 2008 -Marcella De Negri a Roma
* * *
(Da LA GAZZETTA DI PARMA DEL 4 MAGGIO 2008)

Verità sulla Divisione Acqui

Gentile direttore,
leggo in una lettera a lei indirizzata il 26 aprile che «l'associazione nazionale Acqui è preoccupata» perché ad Acqui si è proceduto alla nomina di alcuni giurati dell'omonimo Premio evidentemente non di suo gradimento non essendo «allineati» al pensiero della Sinistra che - come ha onestamente riconosciuto l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva - ha «sovrinteso» a tutte le precedenti edizioni.
Evidentemente a detta Associazione - che tra l'altro presenta la grave anomalia di essere presieduta dalla figlia di un Caduto non a Cefalonia e nemmeno facente parte della divisione «Acqui» piacciono le «ricostruzioni» dei fatti datate ed ormai superate dalla documentazione successiva che ne ha smentito gli aspetti essenziali - come quello del macroscopico numero di Morti o del «referendum» della truppa posto nel nulla dall'ordine di resistere inviato al generale Gandin dal Comando Supremo - sui quali si è edificato un Mito ormai scaduto di validità (come ho dimostrato nelle mie pubblicazioni e nel mio sito cefalonia.it), checchè ne dicano i personaggi di cui sopra - aventi la pretesa di «rappresentare» tutti i Caduti e tutti i loro congiunti - in una con la Sinistra che li ha sempre sostenuti ed ora finalmente sta mostrando la corda. Naturalmente mi rendo conto che nelle ricostruzioni storiche i miti e le leggende sono i più duri a morire ma il tempo - da quel galantuomo che è - sta man mano dando ragione non tanto a me che sono un semplice tramite ma alle esatte ricostruzioni storiche emergenti dalla documentazione da me rinvenuta che per decenni era stata tenuta sotto chiave dalle Forze Armate per il timore che la cruda realtà venisse alla luce.
L'ora di riesaminare «criticamente» la vicenda, anche alla luce delle oneste dichiarazioni del presidente Napolitano che a Cefalonia il 25 aprile 2007 non volle di proposito fare numeri o entrare in polemiche su personaggi equivoci di essa, si avvicina sempre più e cercare di rimandarla confidando ancora nell'aiuto dei potenti - come fa detta Associazione - è solo un penoso espediente destinato a fallire miseramente.

Avv. Massimo Filippini
(Orfano di un Caduto veramente fucilato a Cefalonia)
_____________

Questo il testo cui aggiungo la seguente postilla per dire che se "LORSIGNORI"
- per tali intendendosi i Dirigenti dell'Ass. ne -
hanno qualcosa da obiettare scrivano direttamente al sottoscritto anzichè ai giornali.
Sarò ben lieto di rispondere
CON ULTERIORI ARGOMENTI
che, come essi sanno bene,
A ME NON MANCANO.

Massimo Filippini
_________
14 APRILE 2008: COMUNISTI ADDIO
14 APRILE 2008:
COMUNISTI ADDIO
28 APRILE 2008:
FESTA DELLA LIBERAZIONE DI ROMA
ALLA SCOMPARSA DEI COMUNISTI DAL PARLAMENTO
SEGUIRA' PRESTO QUELLA DELLE LORO
"PREPOTENZE" SU CEFALONIA
CON CUI VOGLIONO FAR PASSARE PER
'VERITA' STORICA'
LE LORO MENZOGNE, IN CIO' AGEVOLATI DALL' APPOGGIO
-SPESSO ANCHE INCONSAPEVOLE-
DI ASSOCIAZIONI ('Acqui', ANPI ecc.), ENTI PRIVATI E PUBBLICI (Regioni, Comuni e Province 'rette' da Comunisti), STAMPA (con rare eccezioni) E TALUNI APPARATI STATALI (FFAA) CHE LI HA AGEVOLATI NELLA LORO CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE CON CUI HANNO 'CORROTTO' LE MENTI DI TANTE PERSONE ANCHE A LORO 'CONTRARIE'.
E' ORA DI CAMBIARE.
PER IL MOMENTO GODIAMOCI IL VIDEO LINKATO CHE CELEBRA LA FINE DI QUESTI IMPOSTORI FINALMENTE ARRIVATA.
CE N'E' VOLUTO DI TEMPO MA, COME DICE IL PROVERBIO,
'MEGLIO TARDI CHE MAI'.
__________
LA SCOMPARSA DEI COMUNISTI
* * *
28 APRILE 2008:
FESTA DELLA LIBERAZIONE DI ROMA DAI COMUNISTI
Basta con i Convegni su Cefalonia a base di MENZOGNE
(come lo scorso anno al COMUNE DI ROMA).
E' ora di dire la Verità !!
Massimo Filippini
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INNO A ROMA
* * *
25 APRILE 2008:
I 'PINOCCHI' COMUNISTI SI SCATENANO
______

A PROPOSITO DELLE 'FREGNACCE' SCRITTE SU CEFALONIA DA VELTRONI E DAI COMPAGNI DELL'ANPI QUALCUNO SPIEGHI LORO CHE LE ELEZIONI LE HANNO PERSE
COME HA CAPITO BENE IL PRESIDENTE NAPOLITANO.
LO STESSO VALGA PER L'ASSOCIAZIONE 'ACQUI' CHE -SUL TEMA- CONTINUA A RIPETERE IL SOLITO RITORNELLO COMUNISTA ORMAI AL COLLASSO
Con immenso piacere
Massimo Filippini
* * *
25 APRILE A CREMONA
____________

LE MANI DEI COMUNISTI SU CEFALONIA
Cefalonia rievocata in modo
TOTALMENTE FALSO
dal Sindaco Giancarlo Corada EX PCI*(v. nota)
di cui è apprezzabile il non indifferente sforzo di mettere insieme
-attraverso una mirabile opera di copia-incolla-
tutto il peggio delle menzogne raccontate dall'ANPI e dai suoi "compagni" tra i quali il posto d'onore spetta alla Presidente dell'Associazione Acqui Graziella Bettini saldamente attaccata al suo posto malgrado il Padre non sia morto a Cefalonia.
Altro personaggio di spicco è Marcella De Negri
osannata dalla Sinistra Estrema
-fortunatamente defunta-
e già compagna di battaglie di Franca Rame nella cui lista, con il n.14, si presentò a Milano nel 2001 unitamente al suo avvocato Gilberto Pagani.
Questa è la bella combriccola che ha la pretesa di commemorare i fatti di Cefalonia:
VADE RETRO SATANA !

*Gian Carlo Corada (Castelleone, 16 febbraio 1951) è un politico italiano, sindaco di Cremona ed è stato il Presidente della Provincia di Cremona.
(...)
Iscritto al Partito Comunista Italiano, è stato dal 1990 presidente della Provincia di Cremona, riconfermato alle elezioni amministrative del 1995 come esponente del Partito Democratico della Sinistra e del 1999 come esponente dei Democratici di Sinistra. È stato eletto sindaco di Cremona al primo turno delle elezioni amministrative del 12 e 13 giugno 2004 ottenendo il 56,6% dei voti. Aderisce ora al Partito Democratico, in cui i Democratici di Sinistra sono confluiti.
(Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Carlo_Corada")

Un'ultima osservazione: quanto detto dal Sindaco Corada non merita commento perchè lampanti sono le menzogne raccontate tacendo soprattutto l'ORDINE DI RESISTERE inviato al gen. Gandin da cui derivò lo scontro con i tedeschi e FORNENDO LE SOLITE CIFRE COMPLETAMENTE FALSE (9640 !!) sui poveri Morti.
Che vergogna !!
Massimo Filippini
PS L'unica cosa certa e indiscutibile in tutta la messa in scena di Cremona è la fede di costoro negli ideali incarnati dalla Bandiera Rossa sopra riportata:
quelli del COMUNISMO dai quali ANCHE il Presidente Napolitano ha preso le distanze...

P. S. 28 aprile 2008: Roma si è liberata dal dominio rosso esercitato -anche su Cefalonia- soffocando il dissenso in modo stalinista e d'ora in poi SARA' POSSIBILE un dibattito libero, sottratto alle grinfie dei PINOCCHI COMUNISTI.
GRAZIE ROMA !
Massimo Filippini
_____________
LE BALLE DEI COMUNISTI SU CEFALONIA
* * *
25 APRILE 2008:
I COMUNISTI 'CACCIATI' DAL PARLAMENTO DAL VOTO POPOLARE SPARERANNO LE
ULTIME CARTUCCE SU CEFALONIA
-VICENDA 'MILITARE' E NON 'PARTIGIANA'-
FONDATE SULL'ECCIDIO DI
9.000 (NOVEMILA) MORTI
I N E S I S T E N T I:
LASCIAMOLI FARE TANTO NON GLI CREDE PIU' NESSUNO.
* * *
14 APRILE 2008:
I COMUNISTI 'CACCIATI' DAL PARLAMENTO DAL VOTO POPOLARE:
FACCIAMOGLI SMETTERE ANCHE DI FARE
I 'PADRONI di 'CEFALONIA' !
* * *
-INDICAZIONI DI VOTO 2008-

Per gli interessati a qualsiasi titolo alla VICENDA DI CEFALONIA consiglio di VOTARE PER CHIUNQUE MENO CHE
PER I COMUNISTI
(come faranno certamente i familiari di alcune Vittime come i fratelli Marcella ed Enzo De Negri la cui fede comunista è provata per la prima dalle entusiastiche citazione di lei fatte dal sito
www.esserecomunisti.it
e per il fratello, dai termini insultanti a base di
'topo fascista' a me rivolti durante la visita a Cefalonia il 25 aprile dello scorso anno.
(La sorella addirittura urlò "Attenti c'è un fascista !!" in perfetto stile agit prop degli anni '50 ai quali evidentemente è rimasta ancorata).
Costoro ricevono credito
-mostrandosi in panni di 'democratici'-
non solo da parte della stampa di Sinistra (L'Unità - Il Manifesto et similia) ma talvolta perfino da alcuni giornali di Destra (Il Giornale - Il Corsera) e da RAI3 che, in linea con la loro ideologia, li mostra -specie la prima- nelle vesti di 'sani democratici' aventi a cuore unicamente la Verità su Cefalonia.
Anche la Presidente dell'Ass. ne Acqui, Graziella Bettini,
che ho definito 'sui generis' in quanto NON E' FIGLIA DI UN CADUTO A CEFALONIA, ma si comporta come se lo fosse, voterà probabilmente per la Sinistra e ciò si desume dagli 'stretti' rapporti intercorrenti tra lei e tale Claudio Toninel -presidente dell'Ass. Acqui di Verona- (nipote addirittura di un Reduce di..Corfù) con l'ANPI di Arezzo nonchè con l'onorevole Tiziana Valpiana di RIFONDAZIONE COMUNISTA con la quale sono raffigurati in un servizio leggibile nella pagina sotto riportata dal mensile dell'ANPI scritto ...a maggior gloria della DIVISIOME 'ACQUI' e della sua triste sorte
raccontata in chiave
RESISTENZIAL- COMUNISTA.
NON VOTANDO PER I COMUNISTI
c'è speranza che questi affronti alla Storia da parte di gente che
CON CEFALONIA NON C'ENTRA NIENTE
vengano a cessare.

Massimo Filippini
Orfano di un MARTIRE DI CEFALONIA
(...e sottolineo Cefalonia)
______________

(V.articolo nel link)
__
I COMUNISTI 'PADRONI' DI CEFALONIA
* * *
IL GOVERNO PRODI A MEZZADRIA COMUNISTA:
PRIMA E DOPO LA FINE
"NON FIORI MA BOTTIGLIE DI CHAMPAGNE"
________

La fine del governo prodian-comunista non può che far piacere a chi pur non facendo politica -come lo scrivente-
è stato tuttavia additato come 'revisionista' o addirittura come 'fascista' da personaggi. enti ed associazioni come quella denominata 'Acqui'
-in cui domina la malsana ideologia comunista-
nella cui ottica si pretende di guardare alla vicenda di Cefalonia, arrivando perfino a 'censurare' la RAI per aver accennato in un TG ai miei studi sulla stessa.
Finalmente questi antidemocratici prepotenti che si arrogano il diritto di parlare in esclusiva avranno quel che che si meritano ed è per ciò che esprimo la mia immensa gioia per la fine di un sistema di governo che li ha sempre coadiuvati nel divulgare
FALSITA'
sull'argomento: e chissà che il prossimo Ministro della Difesa non sia così cortese da rispondere
-a differenza di quello attuale-
alla lettera che a lui indirizzai a settembre 2006.
Di seguito alcuni miei versi esprimenti l'infinita gioia per la fine imminente di tale indegno governo cui seguono quelli di soddisfazione per l'avverarsi della previsione che vedrà i comunisti e i loro compari
PER SEMPRE
fuori dai futuri governi italiani.
DEO GRATIAS !

- I -

PRELUDIO DELLA FINE

E' quasi giunto un grande evento:
è del governo lo scioglimento.
Che avverrà presto siam certi tutti:
vadano a casa i farabutti.
Margheritini e comunisti
le vostre facce son molto tristi:
Prodi, Rutelli e Diliberto
con voi avevamo un conto aperto
la cui chiusura infine è giunta:
finì la notte e l'alba spunta.
Avete chiuso con il governo,
di andar vi resta solo all'inferno.

Massimo Filippini
23 genn. 2008
_____

- II -
DOPO IL DILUVIO

Per la bile siete gialli, per la rabbia siete rossi
o compagni comunisti io vi vedo molto scossi
Dov'è andata mai a finire quella vostra presunzione
con la quale tutti i giorni ci davate una lezione ?
Finalmente a testa china vi vediamo tutti quanti
Bertinotti, Diliberto, soci, iscritti e militanti.
Rassegnatevi compagni, per i prossimi vent'anni
del governo non avrete più le gioie nè gli affanni.
Margherite comuniste non c'è più niente da dire:
con quell'aria così triste non vi resta che soffrire.

Massimo Filippini
25 gennaio 2008

________________________
* * *
Per errore ho inviato un Link sulla caduta di Prodi ad un coprofilo che mi ha risposto da coprofilo .
Non aggiungo altro se non di tapparsi il naso leggendo quel che ha scritto nei miei riguardi a riprova che lui e i suoi compagni sanno solo parlare di certe cose.
Naturalmente si è guardato bene dal pubblicare nel sito da lui magistralmento diretto la mia risposta visibile nel link che segue e dal rispondere all'email successivamente inviatagli:
"Direttore Di Scalzo,
non pensavo assolutamente che un mio intervento satirico con materiale -tra l'altro- non mio ma linkato dal web avrebbe scatenato in lei una serie di improperi contro di me con conseguenti insulti ed accuse di fascismo solo perchè io non sono comunista.
Questo suo modo di pensare, oltretutto, depone male per la cultura di cui ella fa sfoggio rifacendosi a metafore intrise -mi consenta- un po' troppo nella merda.
Ma tant'è: lei mi ha ancor più aperto gli occhi, come il 'rigetto' della mia replica dimostra, per cui posso dirle in piena coscienza e senza rancore alcuno che lei non solo è un antidemocratico ma, per sua disgrazia è anche privo di spirito, ciò che le rende la vita assai amara e insopportabile.
Ho pena per lei e le lascio la libertà di dire tutte le parolacce che vuole tanto, come dice il vecchio adagio, 'i ragli d'asino non arrivano in cielo'.
Non aggiungo altro per non sporcarmi con quella cosa marrone che le è tanto familiare e le invio i miei più desolati saluti.
avv. Massimo Filippini"
________

Una breve riflessione:
Meglio così: per leggere avrei dovuto usare la maschera antigas e io non ce l'ho.
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IL NAUSEANTE DIALOGO CON UN COPROFILO
* * *
Un articolo di R. Beretta su L'AVVENIRE DEL 10 gennaio 2008
sul dato numerico dei Caduti della div. 'Acqui'.
E' un' ulteriore prova che la tesi di cui i 'pasdaran' COMUNISTI
-specialisti in MENZOGNE storiche-
pretendono di imporre l'osservanza, fa acqua da tutte le parti: anche in Germania.
Massimo Filippini
* * *
VIAGGIO DEI COMUNISTI A CEFALONIA
PAGATO DALLA
REGIONE LOMBARDIA
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ALLA PROVINCIA DI CREMONA SI STUDIA ‘CEFALONIA’
E SI ORGANIZZANO VIAGGI FINANZIATI DALLA
REGIONE LOMBARDIA

Nel sito della Provincia di Cremona -retta da una Giunta di Sinistra- è comparsa in data 10. 12. 07 la seguente notizia:
Provincia di Cremona- Presidenza del Consiglio Provinciale:
"Strage di Cefalonia: l'11 dicembre lezione della prof. Elena Aga Rossi L'armistizio italiano del settembre 1943 e le sue conseguenze nel contesto balcanico - le stragi di Cefalonia e di Corfù" è l'argomento della conferenza che la professoressa Elena Aga Rossi terrà martedì 11 dicembre
nel salone dei quadri di palazzo comunale.
Si tratta della prima iniziativa organizzata dal Comitato provinciale per la difesa e lo sviluppo della democrazia in preparazione del Viaggio della Memoria , che quest'anno, con "La nave della memoria e della pace" avrà come meta proprio l'isola di Cefalonia e i luoghi di quella strage.
La professoressa Elena Aga Rossi, autrice di numerosi testi storici, è ordinario di Storia contemporanea all'Università dell'Aquila e docente presso la Scuola superiore della Pubblica amministrazione di Roma. Dopo anni di difficili ricerche negli archivi italiani, inglesi e americani, la studiosa presenta un ricchissimo panorama documentario sulle vicende legate all'armistizio italiano con particolare attenzione alle sue drammatiche conseguenze nel contesto balcanico, dove avranno luogo le terribili stragi di Cefalonia e di Corfù.
La sua sarà dunque una vera e propria lezione di storia su temi ancora "caldi" che riguardano la seconda parte dell'ultima guerra mondiale: basti pensare alle recenti sentenze di tribunali tedeschi che hanno escluso qualsiasi forma di risarcimento, a partire da quello morale, nei confronti dei soldati italiani caduti a Cefalonia e di condanna verso i loro carnefici, e invece alle nuove inchieste avviate dalla magistratura italiana. Un importante momento di conoscenza, di comprensione e di riflessione su quei fatti, utile agli studenti che dovranno affrontare quegli argomenti nel loro percorso scolastico, agli insegnanti, ai cittadini, e in particolare ai tanti cremonesi che ebbero dei propri parenti fra le vittime di quell'eccidio"

Sul programmato ‘Viaggio della memoria’ un precedente comunicato apparso nello stesso sito diceva:
“ Sarà Cefalonia la meta del Viaggio della Memoria 2008. Lo ha annunciato Ilde Bottoli alla riunione del Comitato provinciale per la difesa e lo sviluppo della democrazia di cui è coordinatrice. Un obiettivo molto impegnativo, poiché prevede il viaggio in nave e perché si vorrebbe portare nei luoghi dell’eccidio di oltre novemila soldati italiani da parte delle truppe tedesche fra 350 e 500 studenti.
La Regione Lombardia, però, ha già dato disponibilità a sostenere anche economicamente il progetto, e anche la Regione Piemonte e la Provincia di Torino potrebbero partecipare con un certo numero di studenti piemontesi. Sono in corso contatti con il Ministero della Difesa perché a sua volta dia un sostegno concreto all’iniziativa, che sarà organizzata insieme all’associazione Divisione Acqui”.
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BREVE COMMENTO
Da quanto sopra si evince che non solo la Provincia di Cremona retta dal Centrosinistra
DISINFORMERA’
350-500 studenti sulla
INESISTENTE STRAGE
di 9000 (NOVEMILA !) soldati
-conducendoli addirittura in loco !- ma che lo farà
a spese
dell’odiata Regione Lombardia -retta da una Giunta di Centrodestra- mossa, forse, a tanta generosità dalla più completa ignoranza dei fatti e dal timore di vedersi attribuire una taccia di insensibilità di fronte ad un episodio manipolato ad arte onde farlo passare
–attraverso un numero di Vittime enormemente gonfiato-
per l’episodio iniziatore della resistenza al nazifascismo in luogo di quel che fu veramente: un episodio di resistenza militare conseguente ad uno scellerato
‘ORDINE DI RESISTERE'
inviato dal governo Badoglio fuggito a Brindisi dopo l’armistizio, allo sventurato comandante della div. Acqui.
ALLA LUCE DI TALE PREMESSA
ho inviato l’ email più sotto riportata alla Provincia di Cremona tanto premurosa nei confronti delle orfane di due Ufficiali fucilati dai tedeschi (De Negri e Fioretti) ma non altrettanto nei riguardi di chi è orfano come loro e addirittura si costituì Parte Civile a Dortmund prima delle stesse: cioè lo scrivente.
Ma come è noto io ho un difetto di origine che a certe ‘compagnie’ rievocanti in modo storicamente distorto Cefalonia, non è gradito: non sono comunista e non godo quindi
–come le due predette-
della solidarietà di parlamentari comunisti come l’on. Burgio o il sen. Grassi che rimpiange apertamente
-tra un’interrogazione e l’altra su Cefalonia-
la ‘gloriosa’ falce e martello che pare destinata ad andare in soffitta né ho dimestichezza con l’esperto di ‘armadi della vergogna’ l’ultracomunista F. Giustolisi.
A riprova di ciò invito il lettore che nutra dubbi a visitare il sito
www.esserecomunisti.it
cercando conferma di quanto sopra alla voce ‘cefalonia’.
Tornando alla ‘LEZIONE’ della prof. ssa Aga Rossi tenutasi a Cremona l’11 dicembre ecco il testo del messaggio da me inviato alla Presidenza del Consiglio provinciale al quale
–è superfluo dirlo-
gli illustri destinatari non daranno risposta :
“In merito a tale notizia pregherei di chiedere alla prof. ssa Aga Rossi se
le risulta che i nostri militari UCCISI DAI TEDESCHI non furono migliaia e migliaia come si tramanda da tempo immemorabile ma
moltissimi di meno (circa 1300 caduti o fucilati durante i combattimenti e circa 400 fucilati dopo la resa)
e quindi neanche i 9640 come fu scritto nei titoli di coda del film
RAI "CEFALONIA" di cui ella era 'consulente storico'.
Ciò è confermato anche dall'ex soldato
O. Giovanni Perosa
che collaborò alla stesura dell'Elenco dei Caduti attestante il 'vero' dato numerico degli stessi, il quale mi ha riferito di essere stato intervistato di recente dalla prof. ssa Aga Rossi.
Detto Elenco compilato dall'Esercito è alla base del mio ultimo libro "I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito" e fino a prova contraria è
l'unico documento 'certo' esistente sul tema.
Tutto il resto sono solo numeri gettati a caso come dimostra la loro 'elasticità' per cui mentre dal Comunicato del governo Parri del 13 settembre 1945
si è sempre parlato di 9-10000 e più Caduti ultimamente
-forse per effetto delle mie ricerche...-
da taluni la cifra è stata ridotta a 'circa 4000' con la massima naturalezza o improntitudine.
Pregherei altresì di chiedere alla predetta se non sia il caso di finirla con le falsità
-spacciate per verità storiche-
su un argomento tanto triste nel quale trovò la morte anche mio Padre, magg. Federico Filippini
comandante il Genio divisionale
fucilato VERAMENTE il 25 settembre 1943.
Concludo osservando che, fermo restando il rispetto ed il rimpianto per quanti
- FORTUNATAMENTE in misura assai ridotta morirono VERAMENTE-
se si vuole a tutti i costi edificare un Mito su fatti che di mitologico ebbero ben poco, lo si faccia pure ma si eviti di essere ridicoli 'sparando' cifre false con le quali si inganna da oltre sessant'anni il popolo italiano.
Mi auguro che gli organizzatori della Conferenza odierna riferiscano quanto sopra alla prof. ssa Aga Rossi e, se non chiedo troppo, gradirei ricevere il testo del suo intervento.
Distinti Saluti
avv. Massimo Filippini
Orfano di un Martire di Cefalonia
LATINA
Autore de:
'La vera storia dell'eccidio di Cefalonia' 1998 e 2001
'La tragedia di Cefalonia. Una verità scomoda' 2004
'I Caduti di Cefalonia: fine di un Mito' 2006.

PS Copia della presente è stata inviata
- per doverosa conoscenza-
al Presidente della regione Lombardia Formigoni e a quello del Consiglio Regionale
MF
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* * *
LA PROCURA MILITARE DI ROMA
RIAPRE L'ISTRUTTORIA SU CEFALONIA
E' notizia di oggi 15 novembre che il Procuratore Militare di Roma dr. Intelisano riaprirà l'Istruttoria sui fatti di Cefalonia a carico di 7 Ufficiali tedeschi già indagati in Germania in un procedimento concluso con un 'Ordinanza di Archiviazione da parte del dr. Maas, di cui riporto
-tradotta dal tedesco-
la seguente frase:
"Le loro deposizioni (dei 7 ufficialin nda) non possono tuttavia essere smentite dalle prove raccolte. Non può essere accertato che loro stessi oppure membri della loro 1^ e 5^ compagnia del 54° battaglione cacciatori da montagna oppure della 7^ batteria del 79° reggimento artiglieri da montagna erano, sotto il loro comando, coinvolti nell'uccisione di prigionieri di guerra italiani".

Alla luce di tale decisiva asserzione del procuratore Maas
che ha indagato per quattro anni e la cui fama di
'sincero democratico' è stata esaltata alla stregua di un merito 'personale' anzichè come un requisito normale per qualunque giudice, appare chiaro che la riapertura in Italia dell'Istruttoria ben difficilmente darà un risultato diverso anche perchè l'impossibilità di sentire gli indagati non aggiungerà nulla di nuovo a quanto essi hanno già dichiarato.
Su un punto però mi permetto di suggerire al Procuratore Intelisano di concentrare
-come gli ho chiesto in una mia del 3 settembre scorso-
parte della sua attenzione: quello del dato numerico delle Vittime definite un po' dovunque come PRIGIONIERI DI GUERRA sui quali si sarebbe abbattuta la ferocia nazista.
Ebbene come risulta dall'Ordinanza di Maas dallo stesso inviatami
-quale UNICA parte Civile nel Procedimento di Dortmund- la quasi totalità delle morti risulta avvenuta dal 16 al 22 settembre '43 cioè durante i giorni dei combattimenti per cui detta qualifica non può essere correttamente attribuita a quanti morirono in tale lasso di tempo essendo logicamente più appropriata per essi quella di
CADUTI IN COMBATTIMENTO.
Dopo la resa infatti oltre agli Ufficiali fucilati in gran parte alla Casetta Rossa e ad un numero fortunatamente assai limitato di militari incappati nella furia tedesca
(come i 17 marinai uccisi per non farli parlare dopo averli utilizzati per portare i cadaveri dei fucilati in riva al mare), non risulta affatto che ci sia stata la cosidddetta
MATTANZA DI OLTRE 4000 SOLDATI.
Se è giusto dunque affermare che uno o mille assassinati non escludono l'efferatezza della vicenda perchè continuare nella linea
'STRAGISTA'
ed antistorica che non è possibile provare, come scrive anche il dr. Maas nella sua ordinanza ?
C'è forse dietro il desiderio di perpetuare un Mito che attraverso l'enormità dell'eccidio (tutta da dimostrare) nasconda le responsabilità oltre che dei tedeschi anche di altri ?
Lo do per certo soprattutto dopo aver visto su "La Repubblica" di oggi ben evidenziata la foto del capitano Apollonio.
A buon intenditor poche parole: ed io ne ho spese anche troppe.
Massimo Filippini
15 novembre 2007

(Nel link articolo de LA REPUBBLICA)
cliccare qui
* * *
Nella foto:
L'ORDINE DI RESISTERE INVIATO AL GEN. GANDIN
FINALMENTE !
Ecco quanto ha dichiarato
T E S T U A L M E N T E
-riferendosi ai militari della 'Acqui'-
il Procuratore militare Antonino Intelisano intervistato il 15 nov. dal TG1 delle 13.30 sulla riapertura dell'Istruttoria:

"Come ha affermato anche la sentenza di Norimberga non erano ribelli nè irregolari nè traditori, erano soltanto soldati in uniforme che avevano avuto l'ORDINE di continuare la guerra in un certo modo.
Non si tratta di esercitare vendetta su persone magari abbastanza avanti negli anni. Si tratta solo di avere certezze"

Sono parole quanto mai appropriate per quel che riguarda la 'genesi' della resistenza della divisione 'Acqui' che individuano
E S A T T A M E N T E
nell'ORDINE DI RESISTERE
e non nella 'scelta' di un
CONSAPEVOLE SACRIFICIO
compiuta dalla Divisione attraverso un presunto
REFERENDUM (!)
che è solo un escamotage inventato di sana pianta per far passare come 'volontà della truppa'
quella che fu solo l'obbedienza
a un dissennato ORDINE che il 'fuggiasco' governo di Badoglio non si peritò di inviare pur nella consapevolezza di non poter fornire alcun aiuto alla divisione da lui spinta al combattimento.
Finalmente questa menzogna di cui la Sinistra si è servita per politicizzare la vicenda mostrandola come il
'primo episodio della resistenza al nazifascismo'
viene sbugiardata da un Magistrato Militare veramente indipendente dalle lusinghe di chi utilizza i fatti storici
-anche i più tragici-
per sostenere la propria ormai traballante ideologia.
A conferma di ciò lo stesso Magistrato, alla domanda dell'intervistatore "Cefalonia fu l'inizio della Resistenza contro il nazifascismo ?" ha risposto, senza aggettivare le sue parole, semplicemente così:
"CEFALONIA FU L'INIZIO DELLA RESISTENZA".
'Militare' - aggiungiamo noi- e 'non ideologica' come la vorrebbero gli ultimi residui della morente Sinistra che ha prepotentemente messo le mani sulla triste vicenda per fare -anche di essa- un altro Mito a suo uso e consumo..

Massimo Filippini
15.11.2007
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________________
* * *
CEFALONIA, LA RIAPERTURA DELL’ISTRUTTORIA.
-CHI SONO I 7 INDAGATI-
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L'iscrizione nel Registro degli indagati dalla Procura Militare di Roma di 7 ex ufficiali tedeschi ha scatenato i 'media' in una serie di considerazioni denotanti l'assoluta mancanza di conoscenza 'storica' dei fatti come risulta dalla gran massa di articoli e dichiarazioni contenenti i soliti luoghi comuni e le solite frasi, idonei forse a far effetto sui lettori disinformati, ma non su chi la vicenda la conosce a menadito come lo scrivente.
Ecco perchè dalla 'Sentenza' di Archiviazione del procuratore Maas, a me inviata quale Parte Civile costituitasi nel 2003 presso la Procura di Dortmund
-senza nutrire eccessive speranze sul suo esito-
ho tratto e pubblico debitamente tradotto in italiano quanto risulta ACCERTATO dalle indagini svoltesi per circa 4 anni da detta Procura, in merito ai 7 ex Ufficiali i cui nomi
CON INAUDITA FACILONERIA
sono stati additati come quelli dei
SICURI RESPONSABILI
di una 'strage' oggi quantificata in
"ALMENO QUATTROMILA MORTI"
di cui anzichè dati precisi si forniscono solo testimonianze vaghe e confuse, spesso accavallate una sull'altra sì da ripetere due volte lo stesso fatto
-come scrive Maas-
ma assolutamente inaffidabili proprio perchè non supportate da dati certi ma solo dal 'sentito dire' che se non suffragato da dati di fatto concreti è tutto meno che una prova.
La stessa confusione si rinviene nella descrizione dei 7 indagati tedeschi di cui
ADDIRITTURA TRE
risultano del tutto estranei ai presunti massacri.
La lettura di quanto segue tratto dall’Ordinanza di Archiviazione dell ‘Istruttoria a loro carico emessa dal Procuratore di Dortmund dr. Maas dopo 4 anni di indagini, contiene le conclusioni relative ai sette ex ufficiali tedeschi ora indagati dalla Procura Militare di Roma e additati da giornali e TV come i
SICURI RESPONSABILI
di una strage dai contorni incerti e dai contenuti assai variabili sui quali si continua
DI PROPOSITO
ad ignorare
-come fanno le stesse FFAA-
l'unico Documento valido (che è quello da loro stesse posseduto !!) da cui emerge che oltre agli uccisi nei combattimenti i ‘fucilati’
DOPO LA RESA
non furono più di 350 – 400 in gran parte Ufficiali vero oggetto dell’infame rappresaglia tedesca.
Ecco il testo:

"Par. VIII

A proposito dei sette ex ufficiali rintracciati ancora vivi va constatato in particolare:

1 MAX KURZ, tenente e comandante della 14/98 (14^ compagnia del 98° reggimento) fu, come comprovato dal rapporto di perdita nominale n. 258 del 98° reggimento cacciatori da montagna del 17.9.1943, gravemente ferito lo stesso giorno dello sbarco sulla penisola di Liguri, a 5 km a sud-est di Chavriata. Un proiettile d’artiglieria gli procurò la perdita dell’occhio sinistro, di un indice e frantumazioni del volto e del corpo. Fu immediatamente portato in un ospedale sulla terraferma greca.

2. OTTMAR MUHLHAUSER, sottotenente e ufficiale d’ordinanza della 15^ compagnia comando del 98° battaglione, è solo indiziato nel contesto della fucilazione del generale Gandin e di altri ufficiali. Il procedimento contro di lui è stato condotto dalla Procura di Monaco di Baviera.

3. ALFRED SCHROPPEL, capitano e comandante della 1^ compagnia del 54° battaglione ha dichiarato che egli, nel settembre 1943, era stato posto inizialmente al comando di un battaglione di riserva che si trovava in addestramento. Quando successivamente ha raggiunto Cefalonia in aereo la sua 1^ compagnia si sarebbe già trovata impegnata nei combattimenti in montagna. Non era in grado di confermare se l’unità fu comandata da un sostituto, un certo sottotenente Wimmer. Non aveva memoria di un tale ufficiale. Anche il suo ex comandante di plotone, sottotenente Weisbacher, sarebbe stato catturato dai partigiani insieme al suo intero plotone sulla terraferma greca, ancor prima dell’intervento a Cefalonia e all’epoca sarebbe stato considerato disperso. Durante la sua breve permanenza sull’isola non avrebbe assistito da nessuna parte alle fucilazioni.

4. HELMUT VOGTLE, tenente e comandante della 5^ compagnia comando del 54° battaglione ha testimoniato che, durante i combattimenti, i plotoni della sua compagnia –come del resto sarebbe stata consuetudine- sarebbero stati destinati in plotoni o squadre ad altre unità e che a lui stesso sarebbe rimasta solo la sezione ausiliaria della compagnia.Non avrebbe né visto e neppure ordinato esecuzioni. Non avrebbe neppure sentito alcun ordine del Fuhrer circa il trattamento dei soldati italiani. Non avrebbe, inoltre, saputo nulla del fatto che membri della sua compagnia sarebbero stati impiegati in comandi di esecuzione.

5. KARL WEISBACHER,sottotenente e comandante di plotone nella 1^ compagnia del 54° battaglione cacciatori da montagna per il periodo dal 1.7 al 10.10 1943 –come riferito da Schroppel- fu insieme a 15 uomini in prigionia a sud-est di Ioannina.

6. ANTON WIMMER, sottotenente del 98° reggimento cacciatori da montagna ha testimoniato che egli, per una ragione che non riesce più a spiegare, sarebbe stato posto, poco prima dell’ingaggio a Cefalonia, al comando del 54° battaglione. Avrebbe comandato, come sostituto, una compagnia che, tuttavia, non sarebbe stata impiegata nei combattimenti. Non avrebbe visto né sentito alcunché in merito alla fucilazione di prigionieri di guerra italiani. Da qualche parte sull’isola il comandante li avrebbe poi raggiunti. Dopo pochi giorni l’unità sarebbe stata rimandata all’unità d’origine.

7. FRITZ THOMA, tenente e comandante della 7^ batteria del 79° reggimento artiglieria da montagna, ha dichiarato di non sapere nulla della fucilazione di soldati italiani e di un relativo ordine del Fihrer. Avrebbe saputo dell’esecuzione degli ufficiali solo per sentito dire.


Dopo il suo ferimento durante lo sbarco Max Kurz non partecipò più ad ulteriori combattimenti a Cefalonia., Karl Weisbacher non raggiunse neppure l’isola perché in prigionia e contra Ottmar Muhlhauser le indagini vennero condotte dalla Procura di Monaco.
I sospetti si concentrano quindi sui quattro altri ufficiali Schroppel, Thoma. Voglte e Wimmer, ma questo solo perché essi durante l’intervento a Cefalonia, comandarono delle unità che devono essere passate in almeno alcuni luoghi delle fucilazioni (indicati al precedente punto IV).

Le loro deposizioni non possono tuttavia essere smentite dalle prove raccolte.

Non può essere accertato che loro stessi oppure membri della loro 1^ e 5^ compagnia del 54° battaglione cacciatori da montagna oppure della 7^ batteria del 79° reggimento artiglieri da montagna, erano, sotto il loro comando, coinvolti nell’uccisione di prigionieri di guerra italiani.

Il procedimento contro questi ufficiali va quindi archiviato".

Alla luce di quanto sopra non rimane altro da fare se non augurare al Procuratore Intelisano di riuscire a venire a capo dell’intricata matassa ivi compreso, ovviamente, l’accertamento –il più possibile vicino- alle VERE DIMENSIONI della presunta strage le quali costituiscono il punto di partenza della nuova istruttoria sui fatti essendo –tra l’altro- di tutta evidenza che un conto è indagare su una non ben definita strage di ‘almeno 4000 militari’ e un altro su quella di circa 350-400 di cui gli unici CERTI con nome e cognome
-insieme con pochi altri sventurati soldati-
sono i 137 Ufficiali vilmente uccisi alla Casetta Rossa.
I Documenti 'Ufficiali' dicono questo e noi lo ripetiamo ancora una volta restando in attesa di smentite fondate su prove documentali e non su vuote chiacchiere, che fino ad oggi non ci sono state.

Massimo Filippini
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Nel Link che segue un articolo de IL MESSAGGERO emblematico della faciloneria e dell'incompetenza con cui la questione viene trattata
-salvo rarissime eccezioni-
dai Media. Tra l'altro in esso, accanto al silenzio su quanto da anni scrive il sottoscritto, è riportata con grande evidenza l'attività delle figlie di due Caduti cui, come è facilmente rilevabile nel web, è dato gran risalto dai COMUNISTI alla cui ideologia esse indubbiamente appartengono.
(Vedere per conferma www.esserecomunisti.it alla voce 'cefalonia').
Che anche il più famoso giornale di Roma si sia convertito ai dettami comunisti ?

(mf)
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IL MESSAGGERO del 17.11.07
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Ultime su Cefalonia
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-IL VIAGGIO A CEFALONIA DEL 25 APRILE-
Impressioni e commenti:
cosa c'entrano i comunisti con Cefalonia ?
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A Rai News 24 scrivono la storia a modo loro facendo fare anche brutta figura al Presidente della Repubblica il cui pensiero su Cefalonia rischia di essere confuso con le balle da loro scritte come le seguenti:
"Questa mattina Napolitano è stato all'Altare della Patria, nel ricordo dei caduti, e nel pomeriggio sarà nell'isola greca di Cefalonia, dove furono sterminati oltre novemila soldati della Divisione Acqui, che dopo l'8 settembre 1943, consapevoli della rappresaglia cui andavano incontro, rifiutarono la resa incondizionata a preponderanti forze tedesche della Wehrmacht".
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Oltre alla balla dei 9000 (NOVEMILA !) Caduti c'è quella della 'CONSAPEVOLEZZA' di essere sterminati attribuita ai soldati della 'ACQUI' evitando di far cenno
all'ORDINE DI RESISTERE
inviato al gen. Gandin
-senza una preventiva Dichiarazione di Guerra ai tedeschi-
dal Governo fuggito a Brindisi che fu la
causa UNICA
della resistenza e della conseguente rappresaglia fortunatamente avvenuta in dimenzioni assai minori delle balle di cui anche la Rai News 24 si è fatta portavoce.
Il resto è solo un travisamento
consapevolmente vergognoso dei fatti che
- nascondendo le colpe dei veri responsabili-
offusca il Martirio di quanti
'furono costretti'
a morire veramente.

Massimo Filippini
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RAINEWS 24
 
 
 
 
 
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