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O
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* * *
28 ottobre 2006: "Il giorno dell'Acqui Storia"

Oggi saranno conferiti i premi ai vincitori dell'Acqui Storia dalla cui intitolazione è scomparso il riferimento a
"9000 Caduti"
sostituito da una formula che
senza dare più i 'numeri'
trasforma i circa 1700 Caduti e Fucilati in battaglia o per rappresaglia dopo la resa, in
"Seminatori"
cui si deve la nascita della Resistenza.
Naturalmente il fatto che a Cefalonia si sia combattuto per
ORDINE SUPERIORE
non viene neanche accennato dai 'correzionisti' ma è già tanto che costoro abbiano eliminato la 'balla' dei 9000 morti.
Di detta circostanza che smentisce in pieno il Mito dietro cui si sono celate le immani colpe dei "responsabili italiani" che furono
il governo di Brindisi
che ordinò di resistere conscio di non poter aiutare la divisione
e
i 'ribelli' interni alla div. Acqui,
che ostacolarono l'azione di comando del gen Gandin
e nel dopoguerra furono additati ad 'eroi' malgrado la tragedia da essi provocata
non v'è traccia ma si spera che ne sia fatta menzione l'anno prossimo.
Ecco il nuovo testo riveduto e corretto tratto dal sito del comune di Acqui :
"Nato nel 1968, il premio è infatti dedicato ai caduti della Divisione Acqui che a Cefalonia, nel 1943, gettarono i semi di quella che ora è sui libri di storia come “Resistenza” e continua a emanare, intatti, i suoi ideali, nonostante i periodici tentativi di revisionismo".
_____________

Nella smania di adeguarsi alla nuova intitolazione priva di riferimenti numerici, il giornale di Acqui L'ANCORA ha scritto (v. link) che la divisione Acqui fu
" trucidata" (sic !)
dai nazisti.
Se così fosse il rimedio alla precedente falsità sarebbe peggiore del male come abbiamo scritto al prof. Sardi esperto del giornale in materia e, fortunatamente per lui, non autore dell'articolo, il seguente messaggio:

Egr. prof. Sardi,

leggo sul numero odierno de L'Ancora ( n. 39) un articolo a firma C. R. contenente la seguente testuale affermazione a proposito della serata conclusiva del Premio Acqui:
"L'iniziativa, dedicata alla memoria della Divisione Acqui, trucidata dai tedeschi nel settembre 43 a Cefalonia, è volta a premiare opere di documentazione, racconto o critica storica".
Le confesso che ho tirato un sospiro di sollievo notando che le iniziali dell'articolista non sono le Sue in quanto mai e poi mai avrei potuta ritenerLa capace di scrivere -come ha fatto C. R.- "IL FALSO IN ASSOLUTO PIU' GRANDE SULLA VICENDA DELLA ACQUI".

Se, infatti, fino ad oggi si trattava di stabilire se i Morti furono meno di 1700 (come io ho dimostrato nel mio libro) o 3800 come dice -senza prove- Rochat o 9 / 10000 come dicono a vanvera tanti mistificatori, il signor C. R. ha battuto -e non so se ne sia reso conto- ogni record in tema di FALSITA' con un'affermazione che non ammette compromessi in quanto dà per "TRUCIDATA" l'intera Divisione inducendo il lettore non bene al corrente a ritenere che lo "sterminio" -come dicono gli 'zombi' di Parma- sia stato totale.

Se come ha detto il Sindaco Rapetti
- http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=0&CodArt=8077 -
"il Premio Acqui non è il Tribunale della storia" non è detto però che debba essere la palestra delle stupidaggini anche perchè Mio Padre là c'è morto veramente e ciò mi consente di dire a quanti, arrogantemente e in modo del tutto distorto, si interessano 'anche' delle mie disgrazie di andare al diavolo.

Colgo l'occasione per inviarLe una recensione del mio libro -che ho trovato nel web- ed è scritta da chi certamente se ne intende più di loro: http://www.paginedidifesa.it/2006/caligaris_061026.html

Cordiali Saluti
Filippini
_______________________
clicca qui
Molto peggio: Premio Acqui - Vergogna
La reiterazione
-nel sito del Comune di Acqui-
del falso dato
dei " 9.000 caduti della Divisione Acqui a Cefalonia nel 1943"
in memoria dei quali viene conferito il Premio ci consente di affermarlo.
Nei panni dei 'vincitori' ci rifiuteremmo di riceverlo.

Massimo Filippini
Orfano di un Fucilato "VERO"
_________________
La Grande Bugìa dei 9000 morti alla base del Premio Acqui
* * *
-1-

LA GRANDE BUGIA DI CEFALONIA
DURA A MORIRE
Leggendo quanto scritto nel Link che segue, ci eravamo illusi che un barlume di resipiscenza avesse illuminato gli 'addetti ai lavori' del Premio Acqui Storia e lo avevamo titolato
"Cefalonia: finalmente la Verità"
ma i fatti ci hanno smentito.
Pazienza: prima o poi anche 'la grande bugìa di Cefalonia'
verrà definitivamente smascherata e allora si saprà chi
sono i BUGIARDI e chi ha detto la VERITA'
________________
Città di Acqui: finalmente la Verità
* * *
-2-

"LA MARCIA INDIETRO DEL SINDACO DI ACQUI -

Il Sindaco di Acqui è incorreggibile e malgrado le assicurazioni a noi scritte per modificare l'intestazione del Premio Acqui Storia nel suo riferimento a 9.000
MORTI INESISTENTI,
ha profittato della contestata archiviazione della denunzia contro un s. ten. tedesco accusato di aver partecipato alle fucilazioni
-dopo la resa-
degli Ufficiali
(Ufficiali si badi bene e non anche dei soldati che non vennero fucilati come il clan degli 'sterminazionisti'
di cui anch'egli ormai fa parte a pieno titolo
si ostina a propagandare mentendo sfacciatamente)
per emettere un comunicato che riportiamo dal locale giornale online L'Ancora.
In esso
-senza entrare nel merito delle critiche rivolte al PM tedesco-
agli 'sfondoni' giuridici si aggiungono quelli 'storici' sul dato numerico dei Morti che egli ben conosce ma che sembra lieto di ripetere malgrado le assicurazioni forniteci per iscritto.
Grazie lo stesso Sindaco, vorrà dire che d'ora in avanti il Premio Acqui Storia per noi sarà il
PREMIO ACQUI VERGOGNA.
____________
Premio Acqui Vergogna
"... i 9 o 10 o 11 mila morti di cui si parla sono invenzioni tirate fuori da gente che non ha capacità storica e somma tutte le cifre possibili".

prof. Giorgio Rochat
Università di Torino
* * *
Ad Acqui sono informatissimi
-si fa per dire-
di Storia meno, però, che di quella della divisione Acqui
sulla quale si fonda il Premio Acqui - Storia (!!!).

Ancora oggi
1 agosto 2006
si legge nel sito del Comune
-di cui detto Premio è il fiore all'occhiello-
la seguente frase:

"Nato nel 1968
in ricordo dei 9.000 caduti
della Divisione Acqui a Cefalonia nel 1943....."

Ciò continua ad avvenire malgrado autorevoli smentite seguite al mio libro
"I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO"
in conseguenza del quale lo stesso prof. Rochat
-come è riportato sopra-
ha dovuto rivedere
'al ribasso'
i numeri della disgraziata vicenda

Per cortesia signori,
correggetevi
o chiudete bottega

Massimo Filippini

1 agosto 2006
_______________________
Sito Comune di Acqui
* * *
INCREDIBILE MA VERO

UN PREMIO STORICO - LETTERARIO

INTITOLATO AD UN NUMERO DI MORTI FALSO
___________________
° ° °
Ad Acqui Terme viene assegnato dal 1968 un Premio denominato "ACQUI - STORIA" il cui titolo si ispira alla triste vicenda della omonima Divisione Acqui a Cefalonia.

La cosa è andata avanti per 38 Edizioni senza problemi, essendo stato sempre pacificamente accettato che detta isola fu teatro di un 'immane' sterminio di nostri soldati recentemente definito, facendo uso di una sfrenata fantasia, di dimensioni addirittura 'ciclopiche'.

Tale falso su cui si è fondata la manifestazione
e su cui nessuno, dico nessuno, dei partecipanti al Premio Acqui ha mai pensato di indagare, è andato avanti fino ad oggi.
Ma ora dopo l'uscita del libro
"I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO"
in cui lo scrivente
-sulla base di documenti ufficiali e non di chiacchiere-
ha accertato che il numero dei Caduti e dei Fucilati nei combattimenti e dopo la resa fu addirittura inferiore alle 1700 unità di cui solo 355 -in gran parte ufficiali- vennero fucilati dopo la resa, sarebbe doveroso
-anche a scanso di ironici commenti-
modificare tale dedica del Premio che, tra l'altro, suona come una presa in giro delle poche vere e autentiche Vittime della vicenda.
Ciò a maggior ragione in quanto il Premio Acqui Storia viene attribuito a persone che scrivono di storia
-quella possibilmente vera-
e non a scrittori di racconti fantastici o inverosimili chè, in tal caso meglio sarebbe definirlo
Premio Acqui - Favole".
Aggiungiamo inoltre che con quanto abbiamo scoperto e riportato nel nostro saggio concorda
-sia pure parzialmente-
il professor Giorgio Rochat il quale
-dopo l'uscita dello stesso-
ha 'ridimensionato' il numero dei Morti da lui fatto in precedenza, in circa 3.800, a nostro parere sempre troppi, ma comunque infinitamente inferiore a quello di 9000 cui si intitola il Premio in questione.
Se, dunque, il Comune di Acqui e gli 'autorevoli' giornalisti, studiosi e storici che curano l'organizzazione del Premio si mostrano insensibili verso ciò che ha scoperto e documentato il figlio di un Martire di una vicenda che essi dicono di avere tanto "a cuore" , faranno bene, d'ora in poi, a tener presente quanto ha detto e scritto l'illustre storico torinese onde evitare magre figure di fronte all'opinione pubblica.
Dal canto mio, avendo informato con due mail il Comune di Acqui
-autonominatosi 'curatore' della memoria dei Martiri di Cefalonia-
sottopongo al lettore la copia di entrambi affinchè si renda conto di come si comportano i 'cultori' della memoria di Cefalonia non tanto nei riguardi dello scrivente ma soprattutto della Verità dei fatti.
_____________

TESTO PRIMA MAIL INVIATA AL COMUNE DI ACQUI:

9 giugno 2006
In merito al prossimo Premio Acqui Storia 2006 leggo che lo stesso è nato nel 1968 "per ricordare e onorare il sacrificio di migliaia di soldati italianai della Divisione Acqui massacrati dai tedeschi a Cefalonia nel 1943".

Poichè è stato da poco pubblicato un mio libro "I Caduti di Cefalonia: fine di un mito" in cui ho riportato i risultati delle mie ricerche che mi danno un totale di 1647 morti -nell'isola di Cefalonia- di cui 1292 Caduti in combattimento e 355 Fucilati dopo la resa (con margini di errore -se ci sono- inferiori al centinaio) chiedo anche a Voi, sperando questa volta di ricevere risposta, da dove avete tratto le 'prove' che a Cefalonia fu "sterminata" l'intera Divisione Acqui o, quanto meno, fu massacrata in misura macroscopica.

A quanto ho accertato documentalmente e non con le chiacchiere, i veri autentici Martiri sono i secondi (355)mentre i primi (1292) sono militari Caduti in combattimento, degni di rispetto ma non qualificabili al pari degli altri come Martiri.

Sono certo che mi fornirete le 'prove' che giustificano la motivazione posta a base del Premio Acqui a differenza di tanti che, da me richiesti sul punto specifico, non mi hanno fornito uno straccio di risposta con ciò implicitamente ammettendo di essere dei mentitori, per giunta in malafede.

Distinti Saluti

avv. Massimo Filippini
Orfano del magg. Federico Filippini -comandante il Genio divisionale della Div. Acqui, fucilato il 25 settembre 1943

LATINA
___________________________________

TESTO SECONDA MAIL:

14 luglio 2006
Facendo seguito alla mia precedente mail Vi segnalo, traendola dal Sito http://www.agenfax.it/index.php/content/view/5386/46/ la frase che segue:

"Nato nel 1968 in ricordo dei 9.000 caduti della Divisione Acqui a Cefalonia nel 1943, in trentanove edizioni l’Acqui Storia ha visto la partecipazione di 2.165 volumi, un successo che ha spinto gli organizzatori a sdoppiare il Premio nelle due sezioni che ora lo compongono, aggiungendo poi, negli anni più recenti, premi e sezioni speciali come il “Testimone del Tempo” (assegnato finora a 53 nomi della cultura europea) e “La Storia in Tv”.

Detta frase reitera la cifra di 9000 Caduti a Cefalonia che è assolutamente falsa come ho provato nel mio libro sotto citato e, per giunta, è stata smentita anche dal prof. Giorgio Rochat in un suo recente saggio pubblicato dopo l'uscita del mio libro, in cui egli ridimensiona il numero dei morti in 3800 : sempre troppi ma comunque ben lontani dalle cifre astronomiche su cui si basa il Premio Acqui Storia che -su tale punto- non appare di conseguenza veritiero ancorchè si fondi proprio sulla storia di quei fatti.

Mi auguro una qualche Vostra marcia indietro come del resto ha fatto l'illustre cattedratico torinese dimostrando con ciò il coraggio di ammettere il proprio errore nell'intervista al quotidiano "AVVENIRE" del 5 c. m.

http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2006_07_05/articolo_662789.html

Distinti Saluti
avv. Massimo Filippini
_________________________

Potrei concludere con le solite frasi fatte ma preferisco farlo stralciando la seguente frase di Rochat in risposta ad una delle domande a lui rivolte dal giornalista Roberto Beretta durante l'intervista di cui all' AVVENIRE del 5 luglio 2006:
"Guardi i 9 o 10 o 11 mila morti di cui si parla sono invenzioni tirate fuori da gente che non ha capacità storica e somma tutte le cifre possibili. Ad esempio molti studiosi aggiungono ai caduti sull'isola anche gli scomparsi in mare..".

"I SIGNORI SONO SERVITI".
Massimo Filippini
______________________
 
 
 
 
 
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