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ULTIME DALL'ASSOCIAZIONE "ACQUI"
MA MIO PADRE CHE E' MORTO A FARE ?
Nel n.16 del "Notiziario" dell'Associazione nazionale Divisione "Acqui" si legge, a pagina 8, il sotto riportato articolo, a firma di Donatello Viglongo, Presidente della Sezione Piemonte di detta Associazione, cui lo scrivente è "affiliato" per ...mancanza di una Sezione nel Lazio.
Poichè riguarda la mia persona, gradirei avere il parere dei 'visitatori' del presente sito, che, qualora lo consentano, provvederò a pubblicare.
A tal fine, ritengo opportuno precisare che lo Statuto dell'Associazione considera iscritti "di diritto" gli Orfani dei Caduti come il sottoscritto e che, proprio su tale mia qualifica si appunta il commento oltremodo critico ed insinuante del "Signor Presidente" il quale, essendo fratello di un Superstite, fu solamente sfiorato dalla tragedia e, di conseguenza ha titoli di gran lunga inferiori se non addirittura nulli a confronto di chi in essa perse il Padre.
Aggiungo, inoltre, che il "Presidente" dimostra una singolare ignoranza -dal verbo "ignorare"- quando parla di "alcune migliaia di ragazzi, i cui padri morirono a Cefalonia e Corfù", essendo quantificabile, al massimo in un migliaio, il numero degli Orfani, cioè delle vere Vittime della vicenda che sono state sempre accantonate per far posto ai Superstiti o, come nel suo caso, ai "Fratelli" di chi se la scampò.
Come se non bastasse, tra i Superstiti, quelli che contarono di più furono coloro che si rivoltarono contro il Comando di Divisione ed uno, in particolare, l'allora capitano Apollonio definito dal gen. Luigi Mondini -Capo dell'Ufficio Storico dell'Esercito- come "il capo riconosciuto della rivolta contro il generale Gandin", divenne addirittura Presidente dell'Associazione e, dopo la sua morte, la sua versione dei fatti continua a campeggiare nel sito della Divisione Acqui di cui è autorevole redattore proprio il "Presidente" Viglongo, autore del "pezzo" in cui fa carico al sottoscritto di avere un "vezzo": quello di definirsi Orfano (!!!).
Di ciò ne risponderà nella sede opportuna: sul resto del suo brillante articolo, attendo commenti dai lettori.
Massimo Filippini - Orfano di un Martire di Cefalonia
30 aprile 2004
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ECCO IL TESTO DELL'ARTICOLO DEL SIGNOR PRESIDENTE DONATELLO VIGLONGO, FRATELLO DI "SUPERSTITE" :

"La vera storia dell'eccidio di Cefalonia.
Quello che gli italiani non hanno mai saputo sulla tragica fine della Divisione 'Acqui'. Il Processo (vol. 2) Grafica Ma.Ro. srl editrice
Altro protagonista al Convegno di Firenze (23 ottobre 2003), Le Forze Armate italiane nei giorni dell'armistizio, promosso, per quanto sappiamo, dal Comitato Nazionale per le celebrazioni delle Forze Armate nella Guerra diLliberazione (dove, quando e da chi istituito: ci piacerebbe avere una risposta, visto che sui circa 9000 Caduti della 'Acqui' poggia il primo momento della Guerra di Liberazione che fu, è stato di recente da più parti autorevoli asserito che la Resistenza fu in primis dei militari: erano gli unici, infatti, a possedere armi …
Ma a quel convegno fiorentino fu invitato, pare dal Gen. Luigi Poli (ex capo di stato maggiore dell'Esercito, già Senatore della Repubblica…), Presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate costituiti con il placet degli Alleati sicuramente dopo l'olocausto della 'Acqui' ( esclusa anche da questa iniziativa: perché? Nessuno risponde mai agli interrogativi!). L' ANCFARGL dispone di finanziamenti governativi per stampare volumi con atti dei Convegni celebrativi delle battaglie sostenute da quei gruppi di combattimento, ha sede in impianti militari, i volumi vengono spediti da 'Stato Maggiore Esercito'-…fu invitato l'avv. Massimo Filippini, figlio del Maggiore Federico Filippini, Comandante il Genio della 'Acqui', fucilato come altre centinaia di ufficiali.
Massimo Filippini da sempre ha il vezzo di definirsi orfano di padre: ad un giornalista che considerava il povero fanciullo cresciuto senza padre, chi scrive replicò…orfani di padre furono alcune migliaia di ragazzi i cui padri morirono a Cefalonia, a Corfù, annegati, mitragliati in mare dai tedeschi nel naufragio delle navi che li trasportavano in terra ferma, nei campi di concentramento tedeschi e sovietici…Nessuno si è definito, proclamato 'orfano': tutti sono figli di Caduto della 'Acqui'…
Ha il merito, Massimo Filippini, di aver istituito il primo sito internet sulla 'Acqui' e di aver così richiamato l'attenzione di tanti naviganti dell'etere, in Italia e fuori dei confini.
Ha scritto dapprima un volume La vera storia dell'eccidio di Cefalonia (e, forse, quel sito inizialmente doveva essere il traino del libro stampato da un assai poco noto editore - chi scrive lo acquistò direttamente dal Filippini, a prezzo di copertina…- poi migliorò e trasformò il sito che è un punto di raccolta di opinioni, consensi e dissensi della 'verità' di Massimo Filippini che non era a Cefalonia e non conferì con il Padre…Fece ricerche, le interpretò a modo suo coprendo un vuoto che l'Associazione colmò in ritardo…
Nel secondo volume sono raccolti gli atti del processo (sentenza depositata l'8.7.1957 dal Giudice Istruttore Militare designato presso il Tribunale militare di Roma a conclusione dell'istruttoria formale contro 30 militari tedeschi e 28 militari italiani superstiti della 'Acqui'), svolto a seguito della denuncia del Dottor Roberto Triolo, padre di un ufficiale della Guardia di Finanza, fucilato a Cefalonia, contro militari tedeschi ed italiani (atti già pubblicati in 'Appendice' a Luigi Ghilardini, Sull'arma si cade ma non si cede, 6^ ed., Genova; successivamente come estratto in fascicolo dal Presidente dell'Associazione Guido Caleffi).
Non una novità, dunque. Forse, nuovamente, per rilanciare la vendita della 2^ ed. uscita da altro editore assai poco noto e passata anche in edicola…
Chi scrive ebbe sul finire del 2000/inizio 2001 contatti telefonici con Filippini che si dilettò a rimprovererlo aspramente per non averlo chiamato a Torino per la riapertura della Sezione dell'Associazione e di aver, al contrario, chiamato Alfio Caruso che presentava la novità Italiani, dovete morire. Chiusura del rapporto.
Entrambi ad Argostoli per il Convegno (Filippini come relatore), chi scrive per ascoltare e creare nuove relazioni, si conobbero e il secondo disse chiaramente al primo…hai un caratteraccio, aggredisci le persone: puoi anche avere ragione, dire cose veritiere ma ti frega la verbosità…
Strada facendo verso gli alberghi Filippini, che non si era mai interessato dell'Associazione criticandone ogni e qualsiasi iniziativa, trascurandola del tutto sul 'suo' sito, chiese come fare per iscriversi.
E' iscritto dall'ottobre/novembre 2003…ma già si avvertono sintomi di continuità ideologica autonoma…(dv)
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