HOME
CEFALONIA LA MENZOGNA CONTINUA
Il Notiziario di Cefalonia.it
IL CONVEGNO DI PARMA DEL 2007
Premio Acqui Storia o Acqui Favole
Associazione Acqui che pena
PRESENTAZIONE LIBRO A BASSIANO (LT)
Un eccidio senza prove
Gli errori di Rochat su Cefalonia
L I N K S
APOLLONIO - Un Mito per pochi intimi
Il processo per i fatti di Cefalonia
IL NUMERO DEI CADUTI DI CEFALONIA
Cefalonia - Il convegno di Toritto e quello di Bari
LA TRAGEDIA DI CEFALONIA di Massimo Filippini
PAOLETTI (RI) VERGOGNATI
Il fratello del gen. GANDIN ci scrive...
Occasioni e rarità librarie
Una sinistra icona: il compagno-capitano Pampaloni
Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza
La Vedova del cap. Bronzini ci scrive...
I 'Pifferai' di Cefalonia
La 'Ballata della Acqui' ovvero...
LA SAGRA DELLE BUGIE
Il Reduce Luigi Baldessari racconta...
Padre Formato - Un nipote ci scrive...
ODE SU CEFALONIA
RECENSIONI
FILM RAI SU CEFALONIA
MORTI BUONI E MORTI CATTIVI
L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI
L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI
IO E I PRESIDENTI
RINGRAZIAMENTI: si fa per dire...
TRADITORI A CEFALONIA
TRADITORI A CEFALONIA
IL CORSERA DEFINISCE GANDIN UN TRADITORE
NON CI FU REFERENDUM
Le mani della Sinistra su Cefalonia
Dove stavano gli STUDIOSI DI CEFALONIA nel 1998 ?
COMPAGNI DI MERENDE
IL REDUCE ERMANNO BRONZINI RACCONTA...
LA TESI DELLA VERGOGNA
CI VOLEVA GIAN ENRICO RUSCONI...
IL BUSINESS CEFALONIA
CEFALONIA: esploriamo i fondali di Argostoli
Lettera aperta a W. Veltroni
UN PROCESSO MAI CELEBRATO
Notizie ANRP
NOTIZIE ANRP 2
E LE FFAA STANNO A GUARDARE...
LA VOCE DEI LETTORI
Notizie dall'Ass. Acqui
Chi è senza peccato...
Si scrive ANRP si legge ANPI
CEFALONIA in BUONE MANI
L'Istruttoria tedesca e la mia Costituzione di PC
ATTILIO TAMARO su Cefalonia
Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gallo ci scrive...
Convegno a Firenze dell'ANCFARGL
Mio intervento al Convegno di Firenze dell' ANCFARGL
Il mandolino di Corelli e un mandolinista mancato: Togliatti
Fango sul generale Gandin
Le gesta di Apollonio
Indro Montanelli su Cefalonia
Mario Cervi su Cefalonia
Sergio Romano su Cefalonia
L'Armadio della vergogna ovvero la scoperta dell'acqua calda
Il Reduce Reppucci racconta...
Il Reduce cap. Hengheller racconta...
Il Reduce Veronesi racconta...
Il Reduce Perosa racconta...
Il Reduce Romildo Mazzanti racconta...
Il Reduce Saverio Perrone ci scrive...
Il FATTACCIO COMPIUTO
I DIMENTICATI di Cefalonia
La Relazione di SEGANTI su Cefalonia
RASSEGNA STAMPA
UNA 'SINISTRA' ICONA:
IL 'COMPAGNO - CAPITANO'
E "FIORINO D'ORO"
PAMPALONI
ovvero
LA STORIA DI UN CONTROVERSO 'FIORINO'
* * *
- LA VERGOGNA NON CONOSCE CONFINI -

Mentre i Familiari dei Martiri di Cefalonia piangono ancora i loro Cari fucilati dai tedeschi per rappresaglia, a Firenze si conferisce il Premio "Fiorino d'Oro" ad Amos Pampaloni che si mise a sparare
-di sua iniziativa e contro gli ordini del suo Comando e di quello di Divisione-
contro due motozattere germaniche che stavano per attraccare nel porto di Argostoli recando a bordo rifornimenti per il locale distaccamento tedesco e non cannoni, mitragliatrici e uomini per tentare un'invasione
-come falsamente si dice da tempo immemorabile-.
Sarà utile riportare quanto testimoniò sull'episodio il capitano Italo Postal del Comando di Artiglieria quando fu interrogato
-in tale veste-
durante il processo - farsa celebrato negli anni 1956-57 contro gli "eroici" sparatori che presero a cannonate due inermi imbarcazioni che non si aspettavano tale accoglienza
-in periodo di tregua-
e, addirittura, per farsi riconoscere spararono in aria dei razzi colorati.
(In proposito si legga in questo sito la nostra intervista all'allora soldato Alfredo Reppucci).
Ma di questo ai fasulli "Eroi" di Cefalonia ed ai loro incensatori che li insigniscono addirittura di riconoscimenti prestigiosi non gliene frega ovviamente nulla tanto la storia se la sono scritta a loro piacimento e le testimonianze come quella che riportiamo le ignorano perchè non le conoscono o, pur conoscendole, se ne fregano altamente, tanto ...comandano loro.
Ciò in omaggio alle loro virtù di democratici di cui si riempiono continuamente la bocca accusando gli altri di non esserlo.

Ecco, dunque, la testimonianza del cap. Italo Postal riportata nella Requisitoria del Pubblico Ministero Militare, del 27 marzo 1957, ove, a pagina 60, si legge quanto segue: "Riferisce il teste capitano Postal: "A un certo momento dello stesso mattino del 13 ricevetti dal comandante del 33° reggimento col.Romagnoli l'ordine da trasmettere ai comandanti di batteria di cessare immediatamente il fuoco. Cercai di mettermi in contatto telefonico con la prima batteria, ma non ci riuscii per un guasto al telefono (così ritengo). Presi allora contatto telefonico col comandante della quinta batteria, ma il tenente Ambrosini, ricevuto l'ordine, mi rispose che non accettava ordini del Comando di Reggimento, ma solo del tenente Apollonio. Spedii allora un motociclista con un ordine scritto per il capitano Pampaloni, comandante della prima batteria. Poi il ten.col. Fioretti, Capo di Stato Maggiore della divisione, mi sollecitò per una pronta esecuzione, dal momento che le batterie sparavano ancora. Scesi allora nella via antistante il comando, dove era il pezzo della batteria di Apollonio. Ingiunsi ad Apollonio di cessare immediatamente il fuoco e di farlo cessare al tenente Ambrosini: l'Apollonio mi rispose che non avrebbe cessato il fuoco prima che i tedeschi lo avessero cessato a loro volta. Infatti le batterie semoventi tedesche avevano risposto al fuoco delle nostre batterie e continuavano a sparare. Io replicai ad Apollonio: i tedeschi hanno ordine di cessare il fuoco, quindi cessatelo voi, dal momento che siete stati i primi ad aprire il fuoco, e anche i tedeschi smetteranno di sparare. Apollonio cercò di resistere al mio ordine, quantunque gli facessi presente che veniva dal comando di Reggimento e dal comando di Divisione. Dopo che io gli feci presente che, se insisteva, sarebbe andato a finir male, finalmente s'indusse ad accettare l'ordine. Poco dopo arrivò sulla stessa via il capitano Pampaloni che protestò per l'ordine di cessare il fuoco (evidentemente il Pampaloni era stato informato dal motociclista inviato presso di lui). Io dissi al Pampaloni, il quale davanti ai soldati protestava ad alta voce -dicendo che si trattava di ordine assurdo- che tali discorsi non si dovevano fare davanti ai soldati e che solo davanti al Comando di Reggimento egli avrebbe potuto ottenere chiarimenti. Il Pampaloni mi rispose che non accettava ordini da me, al che io reagii un po' vivacemente. Ma alla fine il fuoco cessò".

In cosa sia consistito "l'eroismo" del neo Fiorino d'Oro ce lo dovrebbe spiegare non solo lui ma anche tutti coloro che lo additano
-specie a Firenze-
come un "Eroe" arrivando a indicarlo nella motivazione del premio addirittura come
COMANDANTE DEL 33° REGGIMENTO ARTIGLIERIA, anzichè 'capitano di complemento' come era.

Nel Link che segue riportiamo il testo dell'interrogazione sullo specifico punto rivolta al Sindaco concedente il premio e la relativa ed alquanto imbarazzata risposta di quest'ultimo da cui si deduce che, per sapere la qualifica di Pampaloni, si consultò il sito dell'ANPI (!!!)
-dove è riportata in modo falso-
e non l'interessato.
Se tale scusa è ridicola, è invece penoso il fatto che Pampaloni durante la lettura della motivazione avvenuta
-come riferiscono le cronache-
di fronte ad un numeroso pubblico di suoi 'fans', non abbia sentito il dovere di far presente che egli era solo un capitano e non anche il comandante del reggimento, la Medaglia d'Oro col. Mario Romagnoli fucilato il 24 settembre '43.
Che vergogna !!!
Massimo Filippini

N. B. Non c'è stato fino ad oggi alcun giornale od agenzia di stampa che, avendo riportato enfaticamente la notizia del conferimento del Fiorino, abbia riferito
-pur essendo stata avvisata dallo scrivente-
del penoso strascico derivante dalla falsa indicazione dell'Eroe Pampaloni come Comandante del Reggimento che è stato oggetto di interrogazione come risulta dal link sottostante.
_________
Dal sito del Comune di Firenze
Vedi presentazione in Home Page
* * *
L'ex capitano di complemento Amos Pampaloni
per il Comune di Firenze fu il
Comandante del 33° Reggimento Artiglieria e, come tale,
è stato insignito del "FIORINO D'ORO".
Il "vero" COMANDANTE
Medaglia (non Fiorino) d'Oro al Valor Militare,
col. MARIO ROMAGNOLI
fucilato il 24 settembre 1943
si sarà rivoltato nell'al di là
di fronte a questa ennesima mistificazione.
Ma, quel che è peggio
- se fosse vero-
è che il "neo - Fiorino" non abbia sentito il bisogno di far correggere la sua 'qualifica' in detta motivazione.
A tale falso è da aggiungere l'altro
-ancor più grave-
per cui a Cefalonia
"si consumò l’eccidio di migliaia di soldati italiani trucidati dalle truppe naziste".
I morti in realtà furono meno di 1.800 tra Caduti e Dispersi in combattimento e Fucilati dopo la resa.
Questi ultimi (nemmeno 400) furono i
VERI MARTIRI
di Cefalonia.
__________
Cronaca del 'lieto' evento
* * *
....ma non tutte le ciambelle riescono col buco perchè la motivazione del Fiorino d' Oro contiene un clamoroso 'falso' di cui il consigliere E. Bosi di
Forza Italia
-da noi avvisata-
ha prontamente chiesto al Sindaco la cancellazione
come da link sottostante.
Siamo in ansiosa attesa della risposta del Sindaco....
_________________
Testo dell' interrogazione
* * *
- DISORGANIZZAZIONE-

Alla Regione Toscana ne erano informati:
al Comune devono ancora... approfondire il grado di Pampaloni.
Tuttavia, ad occhio e croce, potrebbero aver pensato che un eroe di tal fatta non poteva che essere stato il Comandante del 33° artiglieria.
Il col. Mario Romagnoli, Medaglia d'Oro al V. M.
-vero comandante del reggimento-
dall'al di là ringrazia...
_____________________
Il 29.7.03 Pampaloni era 'solo' Capitano
* * *
ULTIMISSIME
su Amos Pampaloni
dal DUCATO ROSSO di Toscana
L'ex capitano di complemento Amos Pampaloni che invece di essere condannato per aver ceduto armi ai partigiani comunisti greci il 9 settembre 1943
(vedi pag. 'TRADITORI A CEFALONIA'),
fu decorato di medaglia d'Argento, esprime il suo illuminato parere sulle opere di uno scultore ispirate alla Resistenza: chi meglio di un "Eroe" come lui poteva farlo ?
(Si consiglia un antiemetico prima di iniziare la lettura)
______________________

Da http://www.parlamento.toscana.it/default.asp?

CULTURA
18/05/2005

Liberazione: mostra di Terreni chiude il 60°
Presentata in Consiglio regionale dall’eroe di Cefalonia Amos Pampaloni e dal consigliere Erasmo D’Angelis. L’esposizione, visibile a Palazzo Panciatichi fino al 25 maggio, raccoglie sculture, xilografie e disegni preparatori dell'artista. Terreni, nato a Empoli nel 1925, ha esposto le sue opere in tutto il mondo
“Gino Terreni con le sue opere ha fatto conoscere alle giovani generazioni gli orrori della seconda guerra mondiale e dei conflitti di oggi, che non possono essere giustificati come tentativi di esportare la democrazia”.
Lo ha detto Amos Pampaloni, medaglia d’argento al valor militare e sopravvissuto a Cefalonia, intervenendo oggi in Consiglio regionale all’inaugurazione della mostra “Per non dimenticare” dell’artista toscano che ha eseguito monumenti come l’Eccidio del Padule di Fucecchio e il Bombardamento delle Cascine di Empoli.
L’esposizione, visibile a Palazzo Panciatichi fino al 25 maggio, raccoglie sculture, xilografie e disegni preparatori delle opere di Terreni. “Con questa mostra si chiude l’intenso ciclo di eventi che il Consiglio regionale della Toscana ha dedicato al 60° anniversario della liberazione, non solo per ricordare i valori di quel periodo ma per renderli attuali e trasmetterli alle generazioni future”, ha detto il consigliere regionale Erasmo D’Angelis. “L’esperienza di partigiano dell’artista si traduce in arte, gli episodi di orrore e di solidarietà sono narrati sui fogli, sulle tele e su metri di muro”, ha affermato la critica d’arte Giovanna M. Carli. Terreni, nato a Empoli nel 1925, ha esposto le sue opere in tutto il mondo e realizzato importanti monumenti come quello sull’Abetone, che ricorda i caduti lungo la Linea Gotica. (ac)
____________________
° ° °
-TOSCANA BELLA-

AMOS PAMPALONI (di Firenze) PROMOSSO "EROE" DA CIAMPI (di Livorno)
_______________________

Da www.toscanaoggi.it

CIAMPI INAUGURA MONUMENTO PER LA STRAGE DEL PADULE DI FUCECCHIO

16/09/2002

.....Nel breve discorso Ciampi ha fatto riferimento a uno degli eroi superstiti di un'altra strage, quella di Cefalonia, il comandante Amos Pampaloni, oggi presente come presidente del Comitato toscano dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. «La presenza di un eroe di Cefalonia come Amos Pampaloni - ha detto il presidente della Repubblica - ci fa ricordare anche come la Resistenza, che trovò nel movimento dei partigiani la sua espressione più forte, fu un fenomeno molteplice e diffuso, che coinvolse le forze armate, i prigionieri deportati in Germania, semplici cittadini che non ebbero dubbi, in quei mesi, su dove fosse la Patria, su quali valori la tenessero viva nelle coscienze»......
______________________________

BREVE COMMENTO

A noi la presenza di Pampaloni farebbe rabbrividire:
al Presidente Ciampi lo rende felice.
DE GUSTIBUS...

MF
_________________________
- SITO DELL' ASSOCIAZIONE NAZIONALE ARTIGLIERI -
SEZIONE DI FIRENZE
Il Sito si apre rendendo omaggio al "colonnello" Amos Pampaloni, "Eroe" di Cefalonia, al suono de "La Canzone del Piave".
Premesso che "de gustibus disputandum non est" ci permettiamo di suggerire a detta Associazione di sostituire o, quanto meno, aggiungere alla canzone d'apertura un inno politicamente impegnato come 'Bella Ciao' o 'Bandiera Rossa' coerentemente con le preferenze politiche del 'colonnello' il quale, come risulta da un libro scritto in suo onore, "legge tutti i giorni due giornali: l'Unità e La Repubblica.
Per il resto nessun commento.
Contenti loro...
www.tin.it
UNA RECENTE FOTO DEL 94enne EX CAPITANO DI COMPLEMENTO AMOS PAMPALONI
NOMINATO "EROE"
-PER MERITI POLITICI-
DAI SUOI CORREGIONALI COMUNISTI
Sul volto del 94enne Pampaloni sono visibili i segni del passare del tempo cui, al lato negativo dell'invecchiamento fisico, egli deve , per converso, quello positivo del fiorire
- con il concorso dell'ignoranza e della malafede-
di "leggende" assai lusinghiere nei suoi confronti, patrocinate e sostenute dai suoi corregionali tra cui spicca il "suo" amico Ciampi.
Sarà stato un dispiacere per lui, ma è stata, certo una fortuna per la Verità e la Giustizia, che, inaspettatamente, dal cappello a cilindro del Destino, sia uscito l'Orfano di un Ufficiale morto ammazzato a Cefalonia a rovinargli la festa.
Per chi non lo sapesse questi sono io.
LETTERA DEL GEN. LUIGI MONDINI
CAPO UFFICIO STORICO DELL'ESERCITO
La lettera, datata 30 Dicembre 1948, è un'ulteriore conferma che l'Esercito italiano era a conoscenza non solo di quanto era avvenuto a Cefalonia, ma anche delle "magagne" ivi commesse.
Il benemerito generale Mondini, in poche righe, tratteggia esattamente la personalità dell'avv. Giovanni Pampaloni, Reduce di Corfù, il quale, nutrendo una sconfinata ammirazione ('de gustibus...) per il suo amico Apollonio, non trovò di meglio, all'epoca, proseguendo fino ai giorni nostri, che scagliarsi contro i Comandi Militari in genere ed il gen. Gandin in particolare: il tutto allo scopo di esaltare le gesta del suo amico.
Il gen. Mondini rileva anche, molto acutamente, come non "possa farsi molto affidamento, nè, sembra, possa accettarsi scevro di esagerazioni il racconto delle vicende dei reduci
"SOL PERCHE' SUPERSTITI DI CEFALONIA"
a meno che "e qui sorge un dubbio - la lettera dell'avv. Pampaloni risponda allo scopo di accreditare ancora una volta la leggenda
- LARGAMENTE DIFFUSA TRA COLORO CHE SONO I MENO ADATTI ALLA DISAMINA-
che la tragedia della Div. Acqui a Cefalonia sia da imputarsi esclusivamente ai comandi militari italiani...".
Inutile aggiungere che, sul punto il generale Mondini ha colto nel segno.
Ma, quel che più interessa, in questa sede, è il perentorio giudizio espresso sulla personalità e le azioni dell'altro Pampaloni, l' Amos, per nulla parente, aggiungiamo, ma anzi acerrimo nemico del suo omonimo proprio per le simpatie di questi verso il suo rivale Apollonio.
I due "Eroi", infatti, non andavano d'accordo perchè Pampaloni aveva accusato Apollonio di essere stato "un collaboratore" dei tedeschi e questi, di rimando, gli aveva addebitato la responsabilità dello "sgozzamento" di sei militari italiani sbandati catturati ad Anfilochia dai comunisti dell'ELAS, formazione di partigiani assassini greci (cfr. libro di De Bernières - Una vita in debito), di cui il Rocambole - Pampaloni, per dirla con Mondini, fu, sul continente greco, un influente "Commissario Politico".
In altri termini i due "Eroi" si accusarono vicendevolmente di essere stati l'uno un "Traditore" e l'altro un "Assassino".
Non c' è male per due "Eroi" !
Comunque la frase finale del gen. Mondini li accomuna di nuovo in quanto, come già fatto con Apollonio, egli definisce anche Pampaloni "UNO DEI MAGGIORI ESPONENTI DEL MOVIMENTO DI RIVOLTA CONTRO IL GEN. GANDIN" e ciò la dice lunga e suona come condanna morale, non solo verso costui, ma, alla luce dell' impunità concessagli successivamente, anche verso le Autorità Militari che insabbiarono tutto ed anzi conferirono a Rocambole - Pampaloni, un'altrettanto rocambolesca Medaglia d'Argento al V. M. nel 1957 proprio mentre era in corso il procedimento penale contro di lui (!!).
Il tutto per la serie -di cui Cefalonia è l'episodio emblematico- "Quando la realtà supera la fantasia".

MF

__________________
Da "LA NAZIONE" del 16 giugno 2003:

Pampaloni, missione in Germania
Cefalonia: il viaggio della pace

Il fiorentino Amos Pampaloni, comandante della storica Divisione Acqui, sopravvissuto alla strage di Cefalonia, è stato ospite nei giorni scorsi in Germania. Un viaggio importante per ribadire, anche in terra tedesca, che la guerra non è strumento per raggiungere equilibrio mondiale, che la guerra va ripudiata, sempre. Lui, un messaggero del dialogo, è stato in terra di Baviera, precisamente a Mittenwald, invitato dall'Associazione nazionale tedesca delle vittime del nazismo. Il 7 giugno ha parlato in un teatro strapieno di autorità ma anche di molti giovani mentre il giorno successivo, sempre nella stessa cittadina si sono radunati, invece, i reduci alpini tedeschi della Seconda guerra mondiale per ricordare i loro caduti, le gesta della loro divisione, negando di aver commesso stragi di civili e di prigionieri.
Amos Pampaloni ha pregato il rappresentante della cittadina di confermare agli alpini tedeschi che anche lui è un veterano della guerra e quando incontra le giovani generazioni ricorda loro gli orrori della guerra fascista e nazista e in particolare dei 5000 soldati italiani prigionieri dei tedeschi nel '43 e passati per le armi.
Intanto si stanno mettendo a punto le iniziative anche a Firenze e in Toscana per partecipare all'anniversario della strage di Cefalonia. Molti gli studenti che partiranno alla volta dell'isola greca nel settembre prossimo. Un viaggio per non dimenticare. Coinvolti il Comune e la Provincia mentre il presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini ha assicurato un prezioso contributo per mantenere in vita il museo-mostra sulla strage.
L'associazione culturale Storia e Memoria organizza dal 10 al 15 settembre, un pellegrinaggio a Cefalonia per celebrare il 60° anniversario della strage della Divisione Acqui. Grande cerimonia il 12 settembre cui parteciperà il Comitato regionale dell'associazione Combattenti e Reduci.
---------------------

BREVE COMMENTO:
Dall'articolo emergono due circostanze e cioè:

- che il "fiorentino Amos Pampaloni" è stato promosso "Comandante della storica Divisione Acqui": (alla faccia, naturalmente, del gen. Gandin);

- che la vicenda di Cefalonia è divenuta, per la presenza di cotal Condottiero, "appannaggio" della Regione Toscana al punto che, a Settembre prossimo, probabilmente, la lingua di Padre Dante sarà quella più in uso a Cefalonia da parte di "pellegrini" guidati da personaggi nulla aventi a che fare con la tragedia se non l'intento di speculare politicamente su di essa.
(Alla faccia, naturalmente, delle Vittime e degli Orfani come il sottoscritto).

Massimo Filippini
__________________________

COMMENTI DEI LETTORI:

"La mancanza di precisione che traspare dalla "promozione " del Pampaloni denota la non-conoscenza dei fatti da parte di chi scrive. E' triste che un episodio così tragico diventi a distanza di tempo, occasione di gite e meta turistica per giovani che comunque ignorano l'evento in tutta la sua complessità storica. Peccato, che poi venga utilizzato il tutto per politica e contributi e non per ricordare il "senso" del loro sacrificio
M.S. (Lett. firmata)

--------------------

Caro Filippini,
di fronte alle indegne speculazioni, come quella di cui ci informa la cronaca de "La Nazione" del 16 scorso, la sua opera di precisazione e disintossicazione storica, si rivela sempre piú necessaria, nel rispetto della veritá storica, ma soprattutto per la sacrosanta difesa delle vittime di Cefalonia, martiri di una tragedia che sancí allora la morte di quell'Italia perenne che solo potrá rinascere quando cesseranno le speculazioni e le settarie rivendicazioni di personaggi "oscuri, avvolti dal misterio tenebroso" (a dir poco) relativo alla loro sopravvivenza ad un massacro in cui caddero tutti migliori figli d'Italia.
Continui nella sua "crociata" affinché le nuove generazioni , cui é commesso il futuro della Patria, evitino gli inganni degli speculatori dei "politici pessimi" per potersi accostare alla veritá.
Santiago del Cile, 17 giugno 2003
Prof. Primo Siena
P.S. - Sarebbe interessante poter appurare per quali "fortunose circostanze" (diciamo cosi,per caritá di patria) certi personaggi scamparono al tragico destino che falció, senza pietá,a Cefalonia la vita generosa dei loro camerati innocenti, di cui oggi si fanno, arbitrariamente e settariamente, interpreti.

-----------

Caro Avv.Filippini,
Le reinvio il mio commento alla cronaca de "La Nazione" del 16/06/2003 scorso, aggiungendovi ulteriori considerazioni.
Il "cosiddetto comandante della Divisione "Acqui" non é per caso quel tal Capitano Amos Pampaloni che si vantó di aver sparato arbitrariamente agli alleati germanici, violando gli ordini del vero Comandante della Divisione, Generale Antonio Gandin - allora in trattative con il comado tedesco dell'Isola - costituendosi cosí nella causa principale della feroce ed indiscriminata rappresaglia germanica? Non é per caso quello stesso Cap.Pampaloni che si vanterá poi di essersi messo in contatto con i partigiani comunisti greci dell'ELAS, che si opponevano anche alle Forze Armate italiane, giá prima dell'8 settembre? Non le sembra strano che uno dei maggiori responsabili dell'atto d'ostilitá contro i germanici sia uno dei pochi ufficiali scampati al massacro dove perirono ufficiali degni come suo padre ed il Te.Col. Cessari?
A proposito di quest'ultimo, mi sovviene il seguente ricordo. Il figlio Antonio mi raccontó di aver conosciuto la sorte del padre nel gulag yugoslavo di Borovnica nell'agosto 1945. Un soldato sopravissuto all'eccidio gli disse che quando nel settembre 1943 si scatenó a Cefalonia la rappresaglia tedesca, il Ten.Col. Cessari si trovava in maniche di camicia in mezzo ad un gruppo di suoi fanti. Il suo attendente lo avvisó che i germanici stavano rastrellando gli ufficiali per fucilarli e propose al suo superiore di confondersi con la truppa. Ma il Ten.Col. Cessari, si mise la giacca con le insegne del suo grado, dicendo: "UN UFFICIALE ITALIANO DEVE STARE AL SUO POSTO ANCHE SE C'É DA MORIRE".
Mi creda, sempre con altissima stima.
Prof. Primo Siena

-----------------------------

Ciao Massimo,
non passa giorno che noi non si debba avere un moto di disgusto.
La Regione Toscana sta organizzando pellegrinaggi, la Regione Piemonte già li ha organizzati .....verranno predisposti gadget, ricordini, portachiavi, cappellini, magliettine ecc. (forse anche mandolini giocattolo in onore del 'capitano Corelli') con i colori della Acqui, così nessuno più la dimenticherà.
Peccato solo che parimenti nessuno saprà cosa è successo, i caduti si rivolteranno nella tomba, i superstiti in grado di capire avranno un'ennesima umiliazione, i superstiti non più in grado di capire saranno ulteriormente beffati.
Gli orfani, le vedove, i parenti tutti dei caduti e dei superstiti....... ma quella è truppa che deve solo credere obbedire e combattere!
Buona giornata, Massimo e a presto.
(Lettera firmata)

_____________________________________________


Da "LA NAZIONE" del 25 luglio 2003:

Oggi alle 12 il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Riccardo Nencini consegnerà il Gonfalone d'argento al Capitano della Divisione Acqui Amos Pampaloni. Sarebbe bello che tutti i fiorentini e i toscani alle dodici si alzassero in piedi per rendere omaggio al Capitano Pampaloni e ai caduti della Acqui nella battaglia di Cefalonia iniziata il 13 settembre 1943. Dopo che il Gran Consiglio del Fascismo, il 25 luglio di sessanta anni fa, votò per il ripristino dei pieni poteri politici e militari al Re d'Italia segnando così la fine del regime fascista e la caduta di Mussolini, migliaia di soldati italiani schierati su vari fronti di guerra dovettero decidere che cosa fare. Erano senza ordini. Molti generali fecero in modo che la situazione diventasse ancora più confusa. Nella confusione, si sa, si nascondono anche le responsabilità. A Cefalonia le cose andarono diversamente. Come scrive Indro Montanelli nel romanzo "Il Generale Della Rovere" quando uno non sa quale strada scegliere se vuole salvare il suo onore deve scegliere la più difficile per uscire con dignità dalle prove che la vita gli mette davanti. A Cefalonia giovani ufficiali come i capitani Amos Pampaloni e Renzo Apollonio decisero di sparare con le loro batterie d'artiglieria contro i tedeschi che volevano catturare i soldati italiani. Scelsero la via più difficile: con loro, anche i soldati ai loro ordini misero da parte il desiderio istintivo di salvare la pelle e si comportarono da uomini coraggiosi. Finita la battaglia furono tutti fucilati compreso il comandante Generale Antonio Gandin. Un soldato fiorentino della Divisione Acqui Mario Drigani sopravvissuto al massacro, come Pampaloni e Apollonio, e poi membro combattente della resistenza antinazista sull'isola raccontava che i soldati italiani rimasti vivi dopo la battaglia seppero morire, davanti ai plotoni di esecuzione tedeschi, da eroi. Altre testimonianze su questo drammatico episodio le ha raccontate Luigi Caroppo in un bel libro intitolato: "Cefalonia, doppia strage". Per troppo tempo si è taciuto sull'eroismo dei soldati italiani in quella tragica estate. Dopo la strage vera c'è stata un'altra strage: quella della memoria. Ecco perché oggi alle dodici quando il capitano Pampaloni riceverà il Gonfalone d'argento tutta la Toscana si dovrebbe, per un attimo, alzare in piedi.
Giovanni Pallanti

------------------------

BREVE COMMENTO
Ormai la Sinistra al governo nella Regione Toscana ha perso il senso della misura e si dedica ad originali ricostruzioni dei fatti di Cefalonia, che saranno anche attraenti, ma che poco o nulla hanno a che fare con la realtà di quanto accadde.
Il Presidente della Regione Nencini, dispensatore di Gonfaloni d'Argento, dovrebbe chiedere il parere anche di coloro -e sono tanti- che ebbero i Congiunti massacrati dai tedeschi proprio a seguito delle "bravate" compiute -IN CONTRASTO E CONTRO GLI ORDINI DEL DEL GENERALE GANDIN- dai suoi beniamini.
In tal caso il gonfalone da consegnare a Pampaloni, anzichè d'argento dovrebbe essere di color rosso-sangue.

Massimo Filippini - Orfano di un Morto Ammazzato (senza medaglie e senza Gonfaloni)

-------------------------------------------------

Caro Avvocato Filippini,
La ringrazio ancora una volta per la sua ammirevole costanza nel cercare di aprire un varco alla veritá dei fatti, sulle "interessate ricostruzioni settarie". Infatti dal suo sito ho potuto apprendere parecchio di piú di quello che giá sapevo sulla tragedia di Cefalonia, prima conosciuta solo per quanto ne scrisse Attilio Tamaro (anni Cinquanta) nel suo "Due anni di Storia"(1943/1945) e dal racconto di Antonio Cessari sulla tragica morte del padre. Una domanda sempre mi tormenta, al riguardo: "Se Apollonio e Pampaloni con un atto proditorio, contrario inoltre alle disposizioni date dal Generale Gandin e mentre ancora si parlamentava con i tedeschi, non li avessero presi (irresponsabilmente o criminalmente ?) a cannonate - violando cosí per primi l'etica militare ( perché violazione di una tregua fu, non un eroico atto di guerra - e che merita di essere sempre ben sottolineata), l'orrendo eccidio di Cefalonia sarebbe avvenuto? Perché questo atto, unito al disonorevole voltafaccia badogliano, costituí il detonante della feroce risposta tedesca (che, comunque, a mio avviso, non merita nessuna attenuante). E se c'é qualche errore mio in questa supposizione, La prego di correggermi. Questo mio dubbio é rafforzato da questa altra considerazione: in altri luoghi, come a Roma (episodio di Porta San Paolo) e Verona (Caserma del IX° Artiglieria) si verificarono atti di resistenza armata, in nome dell'onore militare, all'intimidazione tedesca di consegnare le armi. In questi casi quegli episodi, condotti secondo l'etica militare, non generarono successive rappresaglie tedesche. Anzi alcuni protagonisti di primo piano di essi (come il Generale dei granatieri Solinas a Roma ed alcuni ufficiali del IX° artiglieria a Verona) poco dopo - esaminata in coscienza le conseguenze dell' infausto 8 settembre -decisero di aderire al richiamo del Maresciallo d'Italia Graziani e si unirono al suo esercito. Il Capitano Mori, del Btg. bersaglieri "Mussolini", ucciso in un agguato a Tolmino d'Isonzo nel gennaio 1944, era stato tra gli ufficiali del IX° Artiglieria che a Verona avevano resistito all'intimazione di consegnare le armi ai germanici il 9 settembre 1943.
Nel libro "Prigioniero di Tito" c'e un inserto fotografico di sedici pagine. Nella pagina 9 di quell'inserto (che peró non é numerato tipograficamente) si vede distintamente Antonio Cessari (il figlio minore del Ten.Col. fucilato a Cefalonia). Nella destra della foto(rispetto a chi la guarda),sotto una testa cerchiata, si vede un giovane dal viso allungato con una bustina chiara in capo: quello é Antonio Cessari. In quel groviglio di prigionieri, appaio anch'io. Faró una fotocopia di quella pagina , segnalandone in rosso la foto di A.Cessari e gliela invieró per posta se mi invierá cortesemente il suo indirizzo di Latina.
Cari saluti.
Prof. Primo Siena.
Santiago del Cile
_________________________
 
 
 
 
 
    [informazioni footer]    
HOME | CEFALONIA LA MENZOGNA CONTINUA | Il Notiziario di Cefalonia.it | IL CONVEGNO DI PARMA DEL 2007 | Premio Acqui Storia o Acqui Favole | Associazione Acqui che pena | PRESENTAZIONE LIBRO A BASSIANO (LT) | Un eccidio senza prove | Gli errori di Rochat su Cefalonia | L I N K S | APOLLONIO - Un Mito per pochi intimi | Il processo per i fatti di Cefalonia | IL NUMERO DEI CADUTI DI CEFALONIA | Cefalonia - Il convegno di Toritto e quello di Bari | LA TRAGEDIA DI CEFALONIA di Massimo Filippini | PAOLETTI (RI) VERGOGNATI | Il fratello del gen. GANDIN ci scrive... | Occasioni e rarità librarie | Una sinistra icona: il compagno-capitano Pampaloni | Eccidio di Cefalonia: facciamo chiarezza | La Vedova del cap. Bronzini ci scrive... | I 'Pifferai' di Cefalonia | La 'Ballata della Acqui' ovvero... | LA SAGRA DELLE BUGIE | Il Reduce Luigi Baldessari racconta... | Padre Formato - Un nipote ci scrive... | ODE SU CEFALONIA | RECENSIONI | FILM RAI SU CEFALONIA | MORTI BUONI E MORTI CATTIVI | L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI | L'INVENZIONE DEI BANDITI ACQUI | IO E I PRESIDENTI | RINGRAZIAMENTI: si fa per dire... | TRADITORI A CEFALONIA | TRADITORI A CEFALONIA | IL CORSERA DEFINISCE GANDIN UN TRADITORE | NON CI FU REFERENDUM | Le mani della Sinistra su Cefalonia | Dove stavano gli STUDIOSI DI CEFALONIA nel 1998 ? | COMPAGNI DI MERENDE | IL REDUCE ERMANNO BRONZINI RACCONTA... | LA TESI DELLA VERGOGNA | CI VOLEVA GIAN ENRICO RUSCONI... | IL BUSINESS CEFALONIA | CEFALONIA: esploriamo i fondali di Argostoli | Lettera aperta a W. Veltroni | UN PROCESSO MAI CELEBRATO | Notizie ANRP | NOTIZIE ANRP 2 | E LE FFAA STANNO A GUARDARE... | LA VOCE DEI LETTORI | Notizie dall'Ass. Acqui | Chi è senza peccato... | Si scrive ANRP si legge ANPI | CEFALONIA in BUONE MANI | L'Istruttoria tedesca e la mia Costituzione di PC | ATTILIO TAMARO su Cefalonia | Il Presidente Emerito della Corte Costituzionale Gallo ci scrive... | Convegno a Firenze dell'ANCFARGL | Mio intervento al Convegno di Firenze dell' ANCFARGL | Il mandolino di Corelli e un mandolinista mancato: Togliatti | Fango sul generale Gandin | Le gesta di Apollonio | Indro Montanelli su Cefalonia | Mario Cervi su Cefalonia | Sergio Romano su Cefalonia | L'Armadio della vergogna ovvero la scoperta dell'acqua calda | Il Reduce Reppucci racconta... | Il Reduce cap. Hengheller racconta... | Il Reduce Veronesi racconta... | Il Reduce Perosa racconta... | Il Reduce Romildo Mazzanti racconta... | Il Reduce Saverio Perrone ci scrive... | Il FATTACCIO COMPIUTO | I DIMENTICATI di Cefalonia | La Relazione di SEGANTI su Cefalonia | RASSEGNA STAMPA